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Vincenzo A. Romano

“I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.”

 

Parafrasare Armando Diaz per descrivere la rotta dei secessionisti “padani” (Padania=follia fobica di menti sovversive) è eccessivo, fuori paragone forse un poco retorico. Ma concediamoci una volta tanto di esserlo. Perché se non ci battevamo contro uno dei più potenti eserciti del mondo avevamo tuttavia contro una brancaleonica armata disposta a tutto. Sfasciare la Costituzione repubblicana ed antifascista, distruggere l’unità  sancita dal suo articolo 5 e minare profondamente, anzi distruggere l’articolo 139. “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”.
E con il loro Senato federale, con l’attacco alle supreme magistrature di equilibrio, con un Primo ministro più potente dello stesso Mussolini cosa avevano fatto se non trasformare la Repubblica in un coacervo di contraddizioni, in venti sistemi squilibrati di sanità e scuola creando 20 polizie manganellatrici (vedi foto e dichiarazioni filmate) contro “froci, negri ed immigrati”? Una secessione venuta da lontano, dall’ esempio della Lega anseatica di Miglio frullava nelle loro menti temperata dalle prime imputazioni per sovversione ai sensi dell’art. 241 del Codice Penale che la trasformarono in una più blanda “devolution”. Ma il tarlo covava e travolgeva la mente dell’ Umberto, ancora pochi giorni or sono, facendogli reclamare un posto all’ONU, addirittura, in caso di vittoria di un SI padano. Grassa minoranza faccendiera e xenofoba che ambiva alla tutela che l’articolo 6 della Costituzione garantisce alle minoranze linguistiche, soprattutto se  celtiche. E se il ramarro tuonava dal nord lo scopritore di italiani “coglioni” –che, comunque, lo avevano battuto- ne cercava degli altri “indegni” per far il pieno della bestialità becera di chi non sa e non vuole perdere. Altro che “razza padrona”. Collaterali di impresentabili  discendenti di ex regnati corrotti e banchieri compiacenti erano sicuri di conquistare il potere nel millennio a venire. Chiederanno il conteggio delle schede o grideranno ai brogli perpetrati durante una partita di calcio? Qualcosa inventeranno.
Ma noi, per fortuna e per intelligenza del popolo italiano, continueremo a respingerli. Però sono pericolosi e la guardia dovrà essere attenta, vigile e continua. Quindi compagni, e non solo compagni, al lavoro e alla lotta.

 

 

 

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