Uscire dall'incubo
di Claudio Giorgi
Chi pensa si sia usciti dall'incubo deve invece vigilare. Gli ultimi colpi di coda della destra, perché non è il solo Berlusconi a menare fendenti, denotano l'attaccamento al potere di questa classe che ha agito con l'imbroglio e la menzogna pur di rimanere attaccata ai cadreghini che il popolo illuso aveva concessi. Conti truccati, mezzucci da baraccone snocciolati sotto gli occhi dell'Europa e del mondo hanno portato questo paese molto in basso e difficile sarà risalire la china. In questi cinque anni di opposizione i Comunisti Italiani hanno contrastato l'illiberalità di questo governo, la sua protervia nel perseguire l'interesse dei ricchi della terra con i quali ha stretto patti di pace e di guerra. Per quanto ci riguarda abbiamo continuato a rimanere accanto agli umili ed agli oppressi, abbiamo combattuto per l'eguaglianza sociale e per la diffusione dello stato del benessere contro quello dei privilegi. Il privilegio ha dominato questi ultimi tempi, con le leggi a favore degli inquisiti, con provvedimenti di rientro –gratuito- di capitali illecitamente esportati, con il tentativo di asservire la magistratura all'esecutivo, con normative che privano del futuro una generazione di giovani. Tutto all'inseguimento del consenso del piccolo padronato, del popolo delle partite IVA, dei potentati finanziari. Ma gli uni sono stati delusi, molti degli altri finiti in galera. E allora? Rimane il nostro lavoro; la costanza di un partito piccolo ma mosso dai grandi ideali che hanno rivoluzionato il secolo scorso e che si tenta, oggi, di ricacciare ad ogni costo. E siamo venuti crescendo man mano che la ingiustizia montava.
L'attacco all'artico 18 per colpire i lavoratori e spaccare il sindacato, la legge 30 per elargire profitto ad imprenditori rapaci, la legge Moratti per ricacciare i poveri nell'ignoranza e farne carne giovane da lavoro sfruttato. Combattendo questo siamo cresciuti, in questi ultimi cinque anni, elezione dopo elezione, per l'intransigenza della nostra lotta, per l'onestà della posizione, perché ci siamo sforzati di parlare, con i cittadini, delle cose che ai cittadini interessano. Il futuro, una casa decente, una paga dignitosa, la sicurezza sociale e la dignità della persona. Perché siamo contrari alla guerra come mezzo di esportare violenza, perché crediamo nell'uguaglianza dei popoli e nella integrazione delle civiltà. Perché abbiamo difeso, e difenderemo la Costituzione della Repubblica ottenuta col prezzo del sangue dei morti e dei torturati, perché gli eredi di assassini e torturatori non possano andare, a testa alta, a riproporre nefandezze e discrimini. Perché abbiamo combattuto al fianco delle donne contro lo sfruttamento e l'integralismo religioso, al fianco degli immigrati contro la detenzione abusiva, al fianco degli umili e della povera gente per restituire loro liberà dal bisogno e rendere giustizia. In Sardegna, allo stato attuale, passata da oltre un'ora la mezzanotte il Viminale non dà certezze per quanto riguarda il Senato della repubblica per il quale non risultano assegnati che pochi seggi mentre imperversano le approssimazioni di Nexus, ma ci pone, insieme con gli alleati al 4,4% a scrutini non ancora terminati. Mancano ancora molte sezioni, invece, per i risultati della Camera dove però possiamo segnalare, per acquisizione diretta, alcuni lusinghieri risultati come il 9.5% di Alghero, il 12% di Atzara, dove già vantiamo un nostro sindaco ed il 5,4% della capitale della Barbagia, Nuoro dove sfioriamo il 4% nella provincia. Anche ad Iglesias, centro minerario e di lotta politica il partito si aggiudica un rispettabile 6,5% accompagnato da un 3,7 nella nuova provincia di Ogliastra. Su 1780 sezioni scrutinate del totale di 1798, i Comunisti Italiani sono il 4° partito del centro sinistra ed il 6° in assoluto fra quelli presentatisi alla competizione. Un risultato che corona e premia l'impegno continuo, la serietà dei temi sfrontati, la visibilità e l'autorevolezza degli eletti nei vari livelli comunali, provinciali e della Regione.
Claudio Giorgi
segretario regionale PdCI in Sardegna
Cagliari, 11 aprile 2006 ore 02.00