inviato da Redazione 25 ottobre 2005


Introduzione ad un “corso diPolitica”

 

        Il marketing politico-Messaggi e consensi-tecniche e valori

  Il corso di “formazione e comunicazione politica aperto nello scorcio di marzo 2004 da Renato Mannheimer che affronta storicamente l’ argomento partendo dalle polarizzazioni destra-sinistra che esistettero, in Italia, subito dopo l’ esperienza della 2^guerra mondiale e che  si connotavano per appartenenza ideologica , da una parte una identità  grosso modo cattolico centrista ed un’ altra di sinistra più o meno vicina all’ Unione Sovietica ed ai suoi dettami, mi ha dato lo spunto per alcune riflessioni che, per quanto e se sarà necessario, si avvarranno, anche, del dibattito e dell’ insegnamento venuto da quelle lezioni. Queste note non hanno intento didattico, ma  vogliono costituire un momento di riflessione in questo periodo che ci separa da importanti appuntamenti elettorali : elezioni regionali, europee e politiche che  copriranno il restante arco di tempo che va da oggi sino al 2006.

               L’ identità politica come appartenenza.

 

  Questa “identità” – di tipo ideologico- portò nel 1948 al grande scontro elettorale (si ricordi  la questione della legge truffa[1] ) fra i partiti di centro (DC, Liberali ecc) ed il “fronte delle sinistre” (PCI, PSI ecc) e che si concluse con la sconfitta dei cosiddetti frontisti.

Questa appartenenza ideologica, quindi identitaria, portava i due blocchi ad avere risultati elettorali pressoché costanti, senza grandi variazioni di numeri anche perché , dopo la scissione operata da Giuseppe  Saragat nei confronti del PSI di  Pietro Nenni, a palazzo Barberini, con  la creazione del PSDI , quest’ultimo si trovò, molto spesso, a fare governi con La DC , i liberali ed i partiti di ispirazione monarchica (il MSI di Michelini ed Almirante era considerato, a causa della sua ispirazione al precedente regime, legittimo , ma esterno al cosiddetto “arco costituzionale)[2].

Un riavvicinamento fra i partiti di centro e quelli della sinistra,moderata, si ebbe con i governi cosiddetti di centro-sinistra, ma questo non intaccò i gruppi che si continuavano a riconoscere nelle formazioni iniziali con talune prevalenze:

nord est : di  tradizione soprattutto democristiana;

triangolo Emilia e Romagna-Toscana Umbria e Lazio : fortemente caratterizzati a sinistra;

isole e parte del centro sud: equilibrato ma con spostamenti verso la DC che  a quei tempi ebbe molte collusioni mafiose che portarono alle inchieste di questi anni;[3]

Il fenomeno dell’ identità che racchiudeva i “votanti” in due  grosse aggregazioni, non mutò  per anni il voto italiano salvo il sorpasso avvenuto nelle elezioni successive alla morte del capo carismatico dei Comunisti Italiani : Berlinguer.

Scossoni erano pure stati dati dalla rivoluzione ideologico culturale del 1968[4], ma con formazioni che nascevano piuttosto da costole della sinistra, mentre il voto rimaneva per lo più invariato.

 

Il messaggio elettorale era identico negli anni, anche quando il PCI cominciò a contare nelle scelte di governo (per esempio bloccando –con l’aiuto dei sindacati, talune leggi oppure votandone altre che , se pur di proposta governativa, avevano –nelle commissioni parlamentari di Camera e Senato- subito modifiche e rimaneggiamenti in seguito a proposte dell’ opposizione).

                Furono tempi di collaborazione, non esplicita, che portarono l’ Italia                 ad alti   livelli di welfare  a lungo imitati anche all’estero.

 

Il primo scossone a questa suddivisione identitaria del cittadino elettore ebbe due fattori di origine:

o       la caduta del muro di Berlino e la crisi e destrutturazione dell’ URSS;

o       lo scandalo della corruzione conosciuto come tangentopoli.

La caduta del muro di Berlino, ricordiamo dopo le vicende polacche, il grosso finanziamento  dato dagli USA al Sindacato Solidarnoŝ, fece crollare in molti comunisti italiani il mito dell’ Unione Sovietica come punto di riferimento[5] tanto più che la stessa URSS  appariva aprirsi  con la perestrojka (democratizzazione)  di Gorbaciov che portava avanti una politica di chiarezza (glasnost) e ricambio dei quadri dirigenti dell’ URSS sino a portare alla creazione della CSI (Comunità degli Stati Indipendenti) che sostituiva il vecchio blocco sovietico.

 

Data la complessità del fenomeno Comunista, che pure poco ha influito, in termini di spostamento di elettorato, per questa ricerca[6] , vediamo lo stravolgimento di tangentopoli operato soprattutto nel PSI, nella DC ed in frange residue dell’ ex PLI.

Che il sistema dei partiti fosse altamente inquinato e che esso facesse ricorso, ma questo sin dai tempi di Mattei e dell’ ENI, al finanziamento occulto, era noto da tempo tanto che vari provvedimenti  e leggi dello stato (finanziamento pubblico ai partiti) avevano cercato di combatterlo, senza successo.

Ma un fatto nuovo intervenne nel 1988 : la riforma del codice penale e soprattutto la autonomia della magistratura inquirente rispetto alla sua ex struttura gerarchica che permetteva le avocazioni dei “casi” scottanti (soprattutto quando esisteva coinvolgimento di elementi della classe politica al potere).

 

                  La perdita dell’ identità

 

Le conseguenze dell’ azione anticorruzione della magistratura, [7] dopo i primi arresti di Milano, si estese in tutta Italia . Da un lato con la corsa dei corrotti a denunciare i loro corruttori, dall’altro con il ricorso alla detenzione cautelare,  da parte di PM e GIP,  di sospettati di corruzione  che in massa correvano ad autodenunciarsi (per poi ottenere il patteggiamento) oppure facevano subito i nomi dei contatti politici, delle somme di danaro -(dazioni) fatte in cambio di favori, per lo più appalti di forniture-, dei referenti interni ai partiti.

Purtroppo vi fu una spaccatura, ideologica ancora, nella magistratura perché una parte iniziò a perseguire indistintamente (Milano e Napoli, per esempio), una seconda parte si volse contro il PCI e le cosiddette cooperative rosse (caso Giganti –poi praticamente assolto) e questo si ebbe nel Nord est (Nordio, poi passato al governo Berlusconi,2001, per la riforma del Codice Penale; a Genova , a Milano stessa, Titti la Rossa      -Tiziana Parenti- prima appartenente al pool anticorruzione di Saverio Borrelli e poi esclusane, ecc.)

 

La stagione di mani pulite  ebbe, inizialmente, un’ approvazione unanime da parte dei cittadini italiani ai quali sembrò di respirare una nuova aria di pulizia che percorreva la penisola.[8]

Allora la parola, poi tanto in voga:  giustizialismo (usata nell’ accezione peggiore) non esisteva, ma andava  montando il plauso verso questi nuovi magistrati, coraggiosi ed integerrimi che ripulivano la politica dalla corruzione.

 

Ben presto però accadde un fatto che avrebbe sconvolto il panorama politico  della nazione.

Man mano che le indagini andavano avanti saliva il livello dei corrotti e dei corruttori : grands commis dello stato, managers di industrie caposaldo dell’ economia, segretari dei partiti politici,  segretari amministrativi  offrivano il panorama di una corruzione sfrenata, che abbracciava tutti i gangli dello stato e della politica in un’ azione devastante: non apparivano fornitura, opera pubblica o contratto che non fossero sfiorati dalla corruzione o frutto di essa.

Naturalmente i partiti di Governo apparivano i più esposti : DC, PSI,PSDI e PLI. [9]

 

Il disfacimento dei partiti e della partitocrazia,  un nuovo linguaggio della politica

I processi che si svolsero in tutta Italia, ma in specie a Milano, videro eccellenti imputati. In pratica i segretari politici ed amministrativi di tutti i  partiti di governo, ministri, direttori generali di ministeri[10]  ecc, che confessarono o furono comunque condannati per tangenti riscosse, per conti all’ estero creati illegalmente e ricettacolo di denaro pubblico frutto di corruzione costituirono la maggioranza della vecchia classe dirigente; vi furono suicidi di imprenditori che aveva distrutto imperi, come Gardini, ed altri poi risultati innocenti, a conti fatti mani pulite  spazzò via un’intera classe dirigente corrotta e corruttrice con l’ appoggio dei partiti meno o per niente coinvolti, con quello della maggioranza degli italiani, con quello di due “astri sorgenti” nel panorama politico allo sfascio.

 

La definizione di “astri sorgenti” è  eufemistica, ma così allora apparivano ad una parte dell’ Italia che aveva sempre sudato e lavorato e che conosceva od intuiva il malgoverno diffuso, la raccomandazione per un posto di lavoro, il malaugurato salvataggio di industrie decotte, i licenziamenti, la cassa integrazione e così proseguendo.

 

Il primo ad intuire il bisogno di cambiamento fu il movimento della Lega Nord. Guidato da Umberto Bossi, ideologicamente  ispirato dal costituzionalista e politologo Miglio[11] (La frusta ed il potere), e da industrialotti lombardi e veneti, qualche professore universitario, giornalisti borderline   e scontenti di vario genere.

 

              Un nuovo linguaggio nella politica. Il personaggio

              Bossi

 

L’ intuizione primaria di Umberto Bossi fu quella del linguaggio .

Gli italiani in genere, i lombardi forse un poco di più,[12] (avendo vissuto  tangentopoli nei luoghi di residenza, nelle loro industrie che mandavano denaro a Roma) erano stufi della politica e del politichese propinato a semplici contadini od operai sfruttati , stanchi di frasi e circonlocuzioni che non capivano, ma che si risolvevano in imposte e tasse sempre crescenti ed in questa condizione si trovarono ad ascoltare un capopolo, che però era uno di loro, che parlava il linguaggio di tutti i giorni.

“Roma ladrona” era una comunicazione perfetta, nessuno l’ aveva detto,  ma tutti lo pensavano, la Padania ai lumbard  era comprensibilissimo, era una riappropriazione, la speranza di un cambiamento e del miglioramento. Le tasse dei padani rimangono qua;Cacciamo il Romano come Alberto da Giussano fece coi tedeschi. Dal vellicamento del: “il denaro è mio e resta da me”“ al  mito .

Parole semplici che potevano circolare nei bar e nei focolari meglio di  : “gap tecnologico” o “decreto sulla programmazione economica” ; parole incomprensibili ma che si concludevano con un aumento di irap, irpef, ici  e quant’altro.

 

Il tecnico di radioelettra aveva trovato (o gli era stato suggerito) un nuovo linguaggio,  la semplicità delle formule ed il mito dei celti[13].

     

   Il linguaggio  di Bossi ed il pensiero di Miglio

 

(Come  il pensiero di un politologo libertario, federalista ed addirittura secessionista, viene tradotto nel bossipensiero)

 

Il professore lombardo Gianfranco Miglio, dopo avere portato e diffuso  in Italia il decisionismo di Carl Schmitt  volse il suo pensiero ed i suoi studi alla forma di governo attuale e, giudicandola ormai obsoleta per i tempi presenti, rivolse il pensiero alle società calviniste olandesi (realizzazione delle comunità germaniche del XVI secolo teorizzate da Giovanni Althusio) e vide in esse una soluzione  che poteva mettere in relazione due fatti importanti per la vita dei cittadini : quella giuridica (lo stato) e quella più propriamente economica (il libero mercato) in modo che si amalgamassero in una  nuova creatura sorta da un patto  fra liberi  di tipo federalistico; libero di rinnovarsi col mutare dei tempi, delle condizioni economiche, delle convenienze dei pattisti : federalismo libertario (pensiamo all’ Hansa germanica) che poteva spingersi alle estreme conseguenze della secessione.[14]

 

Questo il nocciolo della questione, non potendosi trattare a lungo il complicato e mutevole pensiero del Miglio[15], della quale Bossi assimilò la parte più rozza (il suo “mercato” non ha niente a che fare con le teorizzazioni del dualismo Stato – Mercato del Miglio) ed inoltre tramutò  le idee guida in slogan populisti tradendo doppiamente il suo “maestro” con la successiva  introduzione del mito  quando la maggior intuizione del Professore era stata  quella che proprio la caduta degli Idola (nazione, razza, classe, democrazia, tecnica, ecc.) avrebbe permesso  e condotto alla nuova forma di organizzazione del nuovo stato.

Ma il linguaggio leghista deve colpire subito il popolo, non più discorsi involuti, forbiti intrisi di formule politichesi incomprensibili ai più, ma parole semplici, accessibili come:  la caratterizzazione della nuova terra , la Padania in effetti mai esistita, il federalismo che non paga le tasse a “Roma ladrona”  , il  mercato parola vuota senza le specifiche migliane, ma che richiamava il vecchio patto contadino, concluso con la stretta di mano, senza “lacci e laccioli” senza , cioè la burocrazia della sempre ladrona Roma.

E la nuova “terra padana” presuppone un governo, ma che sia autonomo, che abbia un Parlamento e dei Ministri (non importa se inventati di sana pianta e privi di alcun potere legittimo)[16] e poi due argomenti ancora magici: la secessione ed il nuovo dio: il Po fecondatore, donatore di ricchezza, esclusivamente padano e dotato di un proprio rituale , un ipotetico e strampalato rito dei padri : i celti che passarono a Milano così come bivaccarono per anni a Roma.

Ma il popolo ignora la storia non meno che il suo vate, crede in ciò che vuol credere, finge di non sapere che i suoi deputati e senatori percepiscono il soldo proprio da ed in quella “Roma ladrona” contro cui si scagliano. La Lega Nord arriva, in alcune città al 13% e conquista molti comuni, Miglio sta ad osservare,poi si distacca; Bossi cade prima nella trappola del centrosinistra e poi in quella del centro destra (entrambe sicuramente centraliste), comincia a perdere voti, non raggiunge il 4% si allea con Berlusconi ed arriva ad oggi.

 

Un “nuovo” soggetto politico

Nel momento in cui tangentopoli  ottiene i primi risultati (rinvii a giudizio, provvedimenti di  custodie cautelari, prime condanne e/o incriminazioni delle massime cariche dei partiti politici) una parte della classe imprenditoriale più esposta si sente insicura o addirittura in pericolo; tanto più grande quanto maggiore era stata la compromissione   col sistema delle tangenti, della corruzione e dei favori politico-econimici scambiati.

 

             Silvio  Berlusconi

 

Silvio Berlusconi[17], figlio di un impiegato bancario (Banca Rasini)[18] e di una casalinga, dopo una gioventù avventurosa sulle navi da crociera dove faceva il cantante-soft con l’ amico e poi socio indivisibile, Confalonieri, inizia con alterna fortuna il mestiere di costruttore edile attorno a Milano. In seguito con denaro trovato in maniera che non interessa questa trattazione, costruisce “Milano 2” una residenza di lusso che vende sulla carta man mano che avanzano i lavori, si indebita, rischia il fallimento, riemerge.  E’ in questo periodo di circa 10-12 anni che la sua fortuna pare accrescersi, ricorre la sua iscrizione alla loggia massonica P2 (Propaganda 2 –coperta) gestita dal venerabile Maestro Licio Gelli[19], arrivano grossi finanziamenti in denaro, si creano innumerevoli Holding finanziare (34) ed il Berlusconi acquista in varie riprese 3 reti televisive (TeleMilano, una dall’ Editore Rusconi che  la pone  in liquidazione ed una dalla Fiat che si disinteressa al progetto  mass-mediatico).

Le reti non possono trasmettere su piano nazionale, ma il nostro aggira il problema preregistrando i programmi e poi distribuendoli alle reti locali con trasmissione in contemporanea.

Tale comportamento incorre nei provvedimenti della magistratura che ordina l’ oscuramento delle emittenti.

E’ il periodo che ora definiamo della “Milano da bere”  dove il PSI è partito di governo  che si spartisce i proventi della corruzione (dazione di danaro  in cambio di favori politici la definirà il PM Antonio di Pietro del Pool anticorruzione istituito presso la procura della Repubblica di Milano). Lo stretto legame di amicizia che si era instaurato fra Berlusconi   e Craxi, onnipotente segretario del PSI e futuro Presidente del Consiglio dei Ministri, permetterà di ottenere un decreto legge salva televisioni sino alla legge, cosiddetta Mammì, ministro del PRI proponente, che libererà Berlusconi: prima dalle pastoie dei pretori e poi  dalle multe comminate, dandogli infine il potere di trasmettere su tutto il territorio nazionale con la concessione di 2 frequenze  a prezzo irrisorio rispetto a quello pagato dalla RAI ed il tacito permesso di trasmettere su di una terza rete TV4 su una frequenza vinta, ma mai aggiudicata da altra emittente: TV7.

 

                      La forzatura

 

Siamo alla metà del 1992. La DC è ormai disfatta (si spezzerà e ricompatterà in più tronconi) , il CAF[20] è allo stremo delle forze e si sfalda, il PSI è allo sfascio.

 Berlusconi si trova senza referenti politici.

Berlusconi prende allora la sua decisione: scartate le proposte di Craxi che chiedeva la formazione di un “gruppo”,che lo affiancasse, magari alleandosi al MSI in funzione anti Lega Nord (e qui sono le origini dell’ odio amore fra Berlusconi e Bossi)[21], decide di formare un partito, “il suo partito azienda” che, rispondendo a lui solo, prenda il potere e costituisca (e sostituisca) il “nuovo” partito di riferimento.

Con la supervisione di un altro carissimo amico, il siciliano Dell’Utri, e con la organizzazione di un ex democristiano ed  ex ghost writer  di esponenti della sinistra DC milanese, Ezio Cartotto, Berlusconi crea, o meglio fa nascere il “suo”  partito.

 

              Forza Italia e la  politica dello “spot”[22]

 

           L’ antipolitica come strumento per vincere

 

Il fenomeno di tangentopoli  ha cambiato il quadro politico dell’ Italia; la lega Nord sta cambiando il linguaggio della politica con parole d’uso comune, linguaggio da bar  si dirà, che è il linguaggio di ogni giorno, usato a casa per parlare con la famiglia, al bar per discutere di calcio con gli amici. Duro,con intercalari rozzi, parole gergali, bestemmie od imprecazioni; è il linguaggio antipaludato per eccellenza  dove non trova posto il ragionamento insidioso, sottile, diplomatico. Il pane è pane, il vino vino, senza eufemismi, sottintesi, perifrasi piene di sottintendimenti che rimangono ignoti all’ uomo della strada”.

Il politichese viene bandito, anzi è bestemmia, Roma è ladrona,  il padano è un maschio che gliela farà vedere a quei politicanti corrotti, nasce il celodurismo  e nelle aule parlamentari i leghisti agitano il cappio di fronte ai socialisti e democristiani corrotti. Il cosiddetto popolo della Padania applaude :finalmente capisce i suoi rappresentanti che chiedono meno tasse (l’imposta è parola semisconosciuta e per tecnici) ,mercato libero        - che sottintende fare il tornaconto personale e non le regole del libero mercato seppure rivisitate dalla teoria migliana-, badare al proprio orto, non mandare  tributi a Roma. Il mondo dei celoduristi ha inventato un linguaggio, invero sconclusionato, ma comprensibile.

La politica, in generale, viene aborrita perché  strumento di corruzione e ruberia, magari da quegli stessi che ora fanno politica a Roma e continuano a chiamarla ladrona.

 

 

                          L’ antipolitica di Forza Italia

 

Forza Italia nasce a tavolino. Il partito di plastica. Non ha retroterra culturale, antenati di vaglio, lotte sindacali. E’ il prodotto scientifico studiato per conquistare il potere e deve rivolgersi ad elettori ignari della politica, che la politica considerano un impiccio inutile per un mercato libero, creatrice di burocrazia, dispensatrice di favori in cambio di denaro ed avida impositrice di balzelli.

Berlusconi crea, con  Dell’ Utri e Cartotto, un partito  da vendere a degli ignari compratori che odiano i partiti!

Dell’ Utri è il capo di Pubblitalia. Società che Berlusconi ha creato per vendere pubblicità sulle proprie reti televisive. Forza Italia venderà immagine in cambio di voti. Il denaro verrà di conseguenza.

Perché attecchisce il prodotto ?

 

L’ affermazione del partito azienda e del capo“pubblicitario”: politica come marketing

 

          L’ aggressione alla vecchia politica

 

 

Nel partito azienda, di chiara matrice neo-capitalistico-imprenditoriale , non troveranno certo posto gli ex-comunisti, anzi l’anticomunismo (allora ancora non esasperato nei termini attuali) è  una delle chiavi del linguaggio.

Memore del suggerimento craxiano il nuovo partito deve assumere un linguaggio  che  non dispiaccia al centro, che alletti la destra e che sia neutro verso gli ex socialisti della Milano da bere  oppure delle lenzuola d’oro.[23]

Il linguaggio,inoltre deve essere diretto alla stregua di uno spot televisivo  e viene costruito con un’immagine ed uno slogan.

Conquistare  la “casalinga di Voghera” (rappresentate, per Berlusconi, dell’ italiano  medio, poco scolarizzato, con una mentalità di un dodicenne, aperto al messaggio breve, diretto, privo di qualsivoglia contenuto che stimoli il pensiero al ragionamento e quindi, fatto pericolosissimo, alla critica) è uno degli obiettivi principe : la casalinga di Voghera vota ed il suo voto  conta quanto quello del miglior pensatore, magari comunista, giacobino ed antiberlusconiano.

Ed il partito azienda si struttura come l’ azienda : con venditori belli, accattivanti in abito blu, cravatta impeccabile e  sorriso sulle labbra. Come  i venditori porta a porta i rampolli di Forza Italia devono convincere a comprare : immagine ed illusione contro voti.

Berlusconi nel 1994 1

 Ed il metodo funziona.  Berlusconi ha il suo partito-azienda, occorre provarlo.

 Pronto a fine  1993, Forza Italia tiene il suo primo congresso (più un’incoronazione del Capo) nel 1994. colpisce, ancora una volta il linguaggio :  chi si mette a disposizione degli altri è persona apprezzabile, farà bene come ha fatto con le sue aziende, con la sua squadra di calcio, è affidabile ci farà ricchi come lui.

Questo è il mefitico messaggio, ma passa.

Il cambiamento del linguaggio è  di forte impatto : al posto del rosso fiamma delle feste dell’Unità e dei Congressi di PCI e PSI domina il colore Azzurro. Come nella nazionale di calcio, come nel nome : Forza Italia. E’ un partito azienda e calcistico : Berlusconi non entra in politica, ma scende in campo.

Scendere in campo non spaventa l’ uditorio, è cosa di ogni domenica, non c’è il pericolo di dovere affrontare un politico , piuttosto un amico, industriale di successo che si mette a disposizione per correggere le brutture della politica.

E’ un’ accozzaglia di stupidaggini, perché per governare occorre fare politica con competenza volontà di progresso, altruismo e dedizione al paese, ma il nuovo colpisce.

 

Non appare una promessa politica da mantenere, un impegno cui fare  fede, è una speranza. E dopo tangentopoli c’è bisogno di speranza.

Tanto più che Berlusconi, che è sceso in politica per non andare in galera, loda la lezione di mani pulite, il pool di Milano (anche se sa che da ormai due anni indaga su di lui) fa cenno di volere Antonio Di Pietro nel suo governo (continuerà a farlo anche nel 1994 dopo avere ricevuto, a Napoli, un avviso di garanzia firmato dallo stesso Di Pietro).

 Il comportamento da uomo nuovo, che combatte la corruzione dei partiti, che inneggia alla pulizia di Tangentopoli, oltre alla miopia degli avversari disorganizzati, accattiva a Berlusconi tanto un MSI trasformato dalla svolta di Fiuggi quanto parti della ex DC che ha conservato posizioni di centrodestra. Inoltre la Lega Nord accetta un patto di candidatura che le permetta mani libere al nord e nel nord-est ex democristiano, lasciando il sud  alla disponibilità di AN.

 E Berlusconi vince le elezioni.

 

 

 

La funzione del marketing nella vittoria del 1994

 

Forza Italia non è un partito convenzionale. Non ha retroterra culturale, eredità di battaglie politiche, educazione al dialogo, alla contrapposizione di idee, non conosce la dialettica (in nessun senso).

Giocoforza deve avere un capo (carismatico-padrone), un consiglio di amministrazione   in luogo di un direttivo politico, una organizzazione di venditori che attraverso slogan semplici e di impatto diretto convincano l’ elettorato scontento ad accettare il nuovo prodotto.

Il fondatore-padrone-impresario ha a disposizione  tutto questo: reti televisive, pubblicitari, cartellonisti. Si tratta di organizzare la distribuzione del prodotto anch’ esso di facile accessibilità; privo di riferimenti storici e culturali ma liscio e profumato come una saponetta.

Di conseguenza cambia il suo metodo di fare politica e come per un prodotto aziendale da vendere porta a porta cerca di vendere quello che il mercato chiede oppure lo indirizza nelle richieste.

Anche in politica entra, con professionale serietà e scientifica metodologia: la ricerca di mercato. Non solo, compreso il tipo di merce  che il mercato vuole, o gliela si offre, oppure  si fa campagna pubblicitaria in favore di quanto si vuole dare.

L’ obiettivo politico di Berlusconi è il mercato, ma –questa volta- il profitto della ricerca  e della vendita non è un guadagno in denaro; è il potere politico, la conquista della maggioranza parlamentare  e quindi il governo del paese.[24]

Diversamente dai partiti tradizionali che  possiamo definire , al confronto, product oriented , nel senso che i bisogni si identificavano con il metodo del buon senso e di quanto realmente al cittadino era necessario, Forza Italia diventa un’azienda marketing oriented, vale a dire è orientata al consumo nel senso che attraverso degli studi e ricerche si offre (e si pubblicizza) non quanto necessario, ma quanto piacerebbe al consumatore.

 

E’ facile capire che, con siffatto metodo, si possono anche orientare i bisogni  ed offrire quanto è più produttivo per il venditore, solo che in questo caso, come già detto, l’obiettivo primario è la conquista del potere che diventerà funzionale al profitto aziendale.[25]

Quindi lo scopo della propaganda elettorale di Forza Italia si identifica con lo scopo del marketing aziendale : dare agli altri una ragione per essere come noi li vorremo. [26]

 

La comunicazione , allora, non è più razionale, ma viscerale. Una saponetta si compra per il suo buon profumo , un Capo per il successo conseguito (a pochi importa come); un partito si sceglie perché ha belle donne ed uomini puliti e che emanano fiducia, appetibili come  quelle figure della riviste patinate o delle “soap opera” così seducenti; perché è il partito che ha una squadra (di calcio sarebbe meglio perché dà popolarità) vincente, aggressiva che ti fa sentire orgoglioso di appoggiarla.

Il marketing inventa il suo destinatario (la preda , direi) e lo va a scovare offrendogli  un mondo appetibile, illusorio  , ma che fa sognare che ti fa sentire vicino a gente che conta , che ha il successo e te lo promette.  Mussolini mieteva il grano coi contadini e agitava chiavi e bulloni attorno a trattori tirati a lucido; adesso dai cartelloni giganteggia il Presidente operaio, lattoniere  o che vuoi altro, ma il target rimane lo stesso : gente umile che vede un capo simile a se stessa e poco importa se l’uno non sapeva usare la falce e questo non sa piantare un chiodo; l’ illusione dell’immagine protesa verso di te proietta te in lui.[27]

Questo è il marketing politico creato da Holbrook e Hirshman venti anni or sono: esso non cercherà di comunicare idee perché le idee sono il prodotto, comunicherà sensazioni, emozioni gratificanti che tu sentirai tue. Le idee non si vendono o si scelgono sono il prodotto del pensiero; quello che induce la “gente” a scegliere ora sono “stati emozionali, affettivi, viscerali”.

 

Il  problema di mantenere le “emozioni” e lo scontro con il reale (defezione della Lega Nord nel 1994)

Si ha un bel dire, da parte degli irriducibili Vito,Schifani e Cicchitto, che la caduta del  primo Governo Berlusconi sia “colpa” delle toghe rosse e dell’ avviso di garanzia –consegnato a Napoli durante il summit internazionale sulla sicurezza- e che il Presidente della Repubblica abbia tradito il suo Premier; i fatti vengono da lontano.

Berlusconi, nel 1994 prima ed anche dopo l’ avviso di garanzia (firmato tra l’ altro dal PM Antonio Di Pietro)  aveva invitato lo stesso magistrato ad entrare nel suo governo ed aveva lodato l’ azione di pulizia fatta da mani pulite .

 

La caduta di quel governo si ebbe per un fatto abbastanza semplice : il prodotto che era  stato venduto non era all’ altezza delle aspettative.

Diversamente da oggi, quando la maggioranza della coalizione berlusconiana vota compatta (nonostante i dissidi che a vario titolo esplodono)  ed è straripante, con le elezioni del 94 essa  era abbastanza risicata, specie al senato, per cui gli scontri sui cosiddetti programmi –che covavano per le diversissime posizioni della Lega (federalista) e di AN (statalista)-  avevano pregnanze gravi che potevano portare a spaccature insanabili.

 Indice 

Introduzione ad un “corso di Politica”. 1

Il marketing politico-Messaggi e consensi-tecniche e valori 1

L’ identità politica come appartenenza. 1

La perdita dell’ identità. 4

Il disfacimento dei partiti e della partitocrazia,  un nuovo linguaggio della politica. 6

Un nuovo linguaggio nella politica. Il personaggio. 7

Bossi 7

Il linguaggio  di Bossi ed il pensiero di Miglio. 8

Un “nuovo” soggetto politico. 10

Silvio  Berlusconi 10

La forzatura. 11

Forza Italia e la  politica dello “spot”. 12

L’ antipolitica come strumento per vincere.12

L’ antipolitica di Forza Italia.13

L’ affermazione del partito azienda e del capo“pubblicitario”: politica come marketing  13

L’ aggressione alla vecchia politica. 13

La funzione del marketing nella vittoria del 1994. 15

Il  problema di mantenere le “emozioni” e lo scontro con il reale (defezione della Lega Nord nel 1994) 18

 NOTE                                                                                                                                                                                                                                 


 

[1] proposta dai democristiani e che avrebbe attribuito la maggioranza assoluta al partito di maggioranza relativa( 1953).

[2] Alcune esperienze di avvicinamento del MSI alla DC con “monocolori” con appoggio esterno del MSI finirono, negli anni 60, sciaguratamente,  con i fatti (anche mortali) di Genova e Reggio Emilia che degenerarono infaustamente  in scontri fra la popolazione ed i cosiddetti “celerini”. La “celere” era un raggruppamento di uomini della PS, creati dal Ministro dell’ Interno Scelba che, in un’intervista in Olanda, li definì “una specie di polizia motorizzata che sulle “jepps” caricava i dimostranti per disperderli, manganellarli e fermarli (Fonte RAI TV—programma- Report)

[3] Importante, in questo caso il fenomeno mafioso importato dagli USA in funzione antigermanica  e che saldò la mafia siciliana a quella  esistente negli USA e pure notevole il fenomeno del banditismo (Giuliano) sfruttato dalla mafia agraria in funzione separatista. Si ebbe addirittura una mozione  che tendeva alla separazione della Sicilia dall’ Italia per portarla in ambito Nordamericano (di quel periodo sono famosi i manifesti di Giuliano che spezzava la catena che univa la Sicilia all’Italia per portare l’ isola verso gli USA).

 

[4] Non solo quella USA ed Europea, iniziata con il maggio francese, ma anche la rivoluzione culturale cinese.

[5] Ricordiamo che in Italia valeva, sino a quel punto, il fattore K (invenzione giornalistica di Alberto Ronchey) per cui in Europa era impossibile che andasse al governo un partito comunista veramente forte, come quello italiano attestato fra il 27 ed il 30 % perché questo non sarebbe stato tollerato dagli USA e dal patto Atlantico (NATO) perfezionato con il trattato di Londra del 1951.

[6] Potremo valutarlo in seguito in termini di astensionismo deluso, per l’ ex PCI (base) e di trasmigrazione di convenienza per l’ ex PSI.

[7] Il  primo arresto in flagranza di reato, che diede poi la stura -presso la Procura  della repubblica di  Milano- si ebbe con l’ amministratore del Pio albergo Trivulzio, Chiesa.

[8] Inizialmente nessun partito si oppose. Fra i più entusiasti furono il MSI, la Lega, e lo stesso Berlusconi che proporrà ad uno dei magistrati di punta: Antonio di Pietro, un ministero nel Governo del 1994.

 [9]  Invero nemmeno qualcuno  nel PCI che si era trasformato in PDS, con la svolta  della Bolognina operata da Achille Occhetto dopo la caduta del muro di Berlino, fù esente da indagini insieme alle cosiddette Cooperative  rosse; su di esse si svolsero per anni le indagini del PM  Nordio e Casson   nel Veneto e nella Romagna, ma non vi furono scandali eclatanti ; piuttosto richieste di archiviazione dopo anni di indagini serrate. Il fatto è che il vecchio PCI  aveva goduto di sovvenzioni di altro tipo: o con rimesse dall’ ex URSS (fino allo strappo di Berlinguer) oppure dai frutti di  società  “ import-export” sempre con la vecchia URSS, ma raramente da soggetti confindustriali. Tuttavia il partito tenne in generale e  nonostante le due dolorose scissioni; da parte di Cossutta e prima di Bertinotti che avevano rispettivamente fondato, alla sinistra del PDS : Il PdCI e Rifondazione Comunista.

[10] Particolarmente scandalosa l’ esperienza Poggiolini in casa del quale furono trovati nascosti fra i puff del salotto : gioielli e lingotti d’oro per miliardi.

[11] Miglio era un professore universitario di formazione giuridica tedesca, molto in lui vi era delle teorie di Carl Schmidt , in specie quella dell’ amico-nemico.

[12] Da tempo covava, al Nord, e tangentopoli ne aveva dato prova provata,la rabbia che parte del reddito prodotto in quelle regioni, poi fantasiosamente identificate con la Padania, venisse sperperato a Roma (ministeriale e burocratica) a scapito delle Regioni di produzione; addirittura che parte di esso servisse ad alimentare il clientelismo e il voto di scambio nel  Sud.

[13] Non è dato sapere, allo stato attuale, l’origine che indusse Bossi al  mito celtico se non con una mala interpretazione della storia. La civiltà non lasciò niente di scritto ed è ancora ignota per molti studiosi.

[14]  Pensiero e pubblicazioni degli anni 60, ma che in seguito sfruttò col Bossi forse suggerendogli l’idea stessa della lega al pari della Hansa .

[15] Gli autori che ispirano il politologo sono, in questa fase : Henry David Thoreau sulla disobbedienza civile,  Daniel J. Elazar (massimo esponente del neo-federalismo)  e Allen Buchanan sul diritto di secessione.

[16]  Il modello è grosso modo quello della lega anseatica (Hansa) del sedicesimo secolo con città federate che cedevano parte dei tributi alla capitale ,Lubecca, ma che in genere si amministravano da sole ed avevano una economia fatta di scambi commerciali e protette   da dazi (Modello invero anacronistico in un mondo globalizzato) ma che “esemplarmente” ha portato i leghisti a   proporre un sistema protezionistico di dazi verso le produzioni cinesi invece, per esempio, una integrazione della  stessa Cina nel WTO ed in altre organizzazioni, controllate, di libero scambio.

 

[17] Per una storia completa vedasi, per esempio :E.Veltri –M.Travaglio;  L’odore dei soldi –Bari Ed. Riuniti,2001 che contiene molti degli atti processuali fra cui l’intervista al giudice Borsellino.

[18]  Banca in seguito plurinquisita per riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa,

[19]  Della P2 faranno parte Rizzoli, Tassan Din –poi condannato per il fallimento della casa editrice- Calvi, Costanzo, Carboni, generali delle FF.AA. “grands commis” ecc. (la loggia sarà inquisita dal Parlamento (commissione Anselmi) – e dichiarata illegale (legge  Spadolini del 1982)

[20] Il CAF è acronimo di un patto, detto il “patto delle roulotte”, stretto fra Craxi, Andreotti e Forlani per la spartizione del governo e del potere politico in Italia. Ricordiamo l’ accordo dei governi “staffetta”  fra PSI e DC.

[21] In pratica l’alleanza perorata da Craxi si verificherà anche senza PSI,ormai sfasciato, con un MSI rinnovato, almeno nominalmente, in Alleanza Nazionale, voluta da Fini con la svolta di Fiuggi  e  che farà staccare da essa il Gruppo di Rauti.

[22] Vogliamo intendere “a sprazzo” ,”macchia”, “pezzetto”

[23] Fu lo scandalo che vide coinvolta gran parte della rappresentativa del PSI e del suo ministro dei trasporti. L’appellativo di lenzuola d’oro deriva dai costi di gestione delle carrozze dei vagoni letto.

[24] Basta ricordare che Berlusconi scende in campo perché non ha più protettori e riferimenti nel mondo politico  per intuire che il suo governo e la sua presidenza del consiglio saranno il mezzo   che porterà l’ azienda (Mediaset) a mantenere e migliorare la propria posizione : il partito-azienda sarà la filiale politica di Mediaset.

[25] Esempi chiarissimi sono le leggi dal 2001. Su rogatorie, falso in bilancio, Legge Cirami, legge Gasparri e via dicendo. Dalla dichiarazione di Confalonieri la sola Gasparri ha portato  un immediato profitto, per Mediaset, di circa 2 milioni di euri.

[26]  Vedi 5° capitolo del volume di Amedeo Nigra  L’uovo di Berlusconi.

[27]  Per questo appaiono meno incisivi gli odierni manifesti con Un Berlusconi decapitato, per non mostrare la pelata, e di profilo per nascondere l’ occhio rovinato dal lifting.