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Sezione Giorgio Amendola Monserrato 23 novembre 2007
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Congresso “straordinario” su convocazione degli iscritti della Sezione “Giorgio Amendola” per la elezione del comitato direttivo e dei delegati (ex art. 11 dello Statuto del Partito dei Comunisti Italiani) DOCUMENTO POLITICO Essere comunisti
La sezione “Giorgio Amendola”, con la sua compattezza si dichiara immune da traffici politicistici e si presenta al congresso straordinario compatta, animata dal senso di rinnovamento che aleggia nel partito pronta ad affrontare la sfida dei prossimi mesi. La sfida consiste nel mantenere, o almeno cercare di collaborare a mantenere, in Italia una Sinistra viva oggi minacciata dai progetti, peraltro molto contrastati, e dalla perdita dell’identità dei DS ora che è stata portata a termine l’operazione che una parte degli stessi DS ha giudicato centrista costituendosi in Sinistra Democratica. E’ strategico, per noi, anche in considerazione dell’andamento della discussione sulla riforma della legge elettorale, creare alleanze, con la sinistra superstite, che portino alla confederazione dei partiti di sinistra per costituire non solo un nuovo soggetto politico, ma un riferimento per i cittadini, i lavoratori, i disoccupati, pensionati, artigiani, piccoli e piccolissimi imprenditori che non vogliano rinunciare ai principi cardine del nostro essere, cristallizzati peraltro nella Costituzione, che sono: la lotta per l’uguaglianza sostanziale, contro la discriminazione ovunque la si ponga in essere, il diritto al lavoro, alla istruzione pubblica e gratuita, alla pensione adeguata dopo un giusto periodo di lavoro alla lotta per la pace. Altresì vitale combattere, dalla parte dei deboli. Confederazione ormai decisa e che avrà il suo inizio negli stati generali dell’8 e 9 dicembre.
La situazione attuale Oggi. Siamo in un territorio (Selargius, Sestu e Monserrato) in cui a fronte di oltre centinaia di poveri, o sotto la soglia di povertà, la sinistra in genere e con essa il nostro partito non riescono a sconfiggere il centro destra; non solo: arretrano nei voti (a parte noi) e lo fanno fra i quartieri più poveri e nei ghetti della emarginazione. Di qui e poiché il problema investe soprattutto il capoluogo, l’urgenza di porci il problema per primi, noi che dobbiamo combattere il populismo della destra cui dà suffragio e simpatie il popolo deluso. Questo è un problema perché oltre che essere una sconfitta morale ci fa perdere in voti e in speranze per il rinnovo di una classe dirigente che deve avvenire col ricambio generazionale. Non tutto è, naturalmente, catastrofico e negativo. La Sezione ha il proposito di collaborare con la Federazione provinciale e la dirigenza regionale, e, se le condizioni lo permetteranno, con la sezione dimissionaria “Antonio Gramsci” di Monserrato che ci auguriamo si ricostituisca dopo le decisioni della Commissione Nazionale di garanzia e collabori come auspicato dall’articolo 5 dello Statuto. Si tratta di riallacciare i fili interrotti con i soggetti di base, nostri storici referenti, con i cittadini di quei rioni e paesi ad altra concentrazione di disagio che sono stati ed in parte lo sono ancora, ammaliati dal populismo delle destre alle quali hanno affidato,rimanendone però delusi, le loro istanze. Certo con un nuovo protagonismo di noi comunisti, teso a riconquistare la fiducia nelle masse popolari che già ci danno qualche segnale incoraggiante. Ma è nostro dovere andare oltre. In un lavoro che ci dovrà essere congeniale, ma che non possiamo fare da soli e che con questa mozione porteremo ai livelli provinciale e regionale dobbiamo riprendere tutti a fare politica nei luoghi di lavoro. Siamo i primi a dire che tutto il profonderci in manifestazioni e propaganda è necessario, ma non è sufficiente e consci di non poterlo fare da soli agiremo in sintonia con le altre organizzazioni territoriali del Partito. Apparteniamo ad un partito di lavoratori e conosciamo quanto e quale attacco abbia subito il mondo del lavoro dipendente. La legge 30 ha creato gravi situazioni di precariato e condizioni di tale sofferenza che, come ha recentemente raccontato il Segretario Nazionale, alcune categorie sono a così bassi livelli da aspirare al “precariato”. Sono le condizioni delle persone che le Agenzie “danno in affitto” ai richiedenti mano d’opera. Grazie all’impegno dei nostri parlamentari, in prima linea, abbiamo ottenuto nella recente finanziaria la stabilizzazione – per i prossimi tre anni- di un rilevante numero di dipendenti, non sono stati scalfiti i meccanismi di assunzione a tempo determinato, con basse contribuzioni, con la prospettiva di pensioni ridicole. Una intera generazione, la nostra generazione è diventata una generazione dal futuro incerto e che sarà – senza robusti e veloci correttivi – una generazione molto più povera di quella che la ha preceduta. Ma il partito sta operando bene e vi riporto un solo esempio parziale di quanto ottenuto in finanziaria per gli addetti al settore della sicurezza del cittadino che le forze di opposizione strumentalmente ci accusano di trascurare: «Per l'anno 2008, per le esigenze connesse alla tutela dell'ordine pubblico, alla prevenzione ed al contrasto del crimine, alla repressione delle frodi e delle violazioni degli obblighi fiscali ed alla tutela del patrimonio agroforestale, la Polizia di Stato, l'Arma dei carabinieri, il Corpo della Guardia di finanza, il Corpo di polizia penitenziaria ed il Corpo forestale dello Stato sono autorizzati ad effettuare assunzioni in deroga alla normativa vigente entro un limite di spesa pari a 50 milioni di euro per l'anno 2008, a 120 milioni di euro per l'anno 2009 ed a 140 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010. A tal fine è istituito, nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze, un apposito fondo con uno stanziamento pari a 50 milioni di euro per l'anno 2008, a 120 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009 ed a 140 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010». Come vedete non riguardano solo l’ordine pubblico in senso stretto, ma la tutela del paesaggio, della forestazione, la lotta all’ evasione fiscale . E’ questo un impegno del Governo che sosteniamo con forza perché se tutti pagheranno le imposte tutti pagheremo meno imposte. Il tempo dei condoni per i furbi è finito. E’ sotto gli occhi di tutti il tentativo di eliminare i comunisti e la Sinistra dalla compagine governativa. La Confindustria e il connubio industria-finanzia brigano per accaparrarsi le risorse del paese. La chiesa di Roma attenta ogni giorno alla laicità dello stato e vuole revocare grandi leggi di civiltà soprattutto la 194 contro la quale si è scagliato qualche giorno fa il papa tedesco dichiarando che l’aborto è sempre e comunque un omicidio. Interferiscono nella nostra vita privata sobillando i farmacisti contro la vendita di anticoncezionali o pillole abortive infischiandosene della sofferenza delle donne e volendo sempre disporre del loro corpo come hanno fatto negli ultimi duemila anni. I Comunisti e la Sinistra italiana fanno ombra, nel loro dichiarato e forte pacifismo, anche a potenze guerriere ed espansionistiche come gli USA che pretendono l’asservimento con la richiesta di nuove basi per le loro scorribande assassine. Ceduta La Maddalena, ora che non serve più agli scopi strategici, vogliono l’ampliamento di Vicenza che con Aviano chiuderebbe il cerchio (e si tratta di basi dove già conservano bombe atomiche in spregio ai trattati) con la Turchia e le basi centro-europee per l’attacco finale alle ultime nazioni produttrici di petrolio e per un’egemonia mondiale. Per questo attendiamo con fiducia i risultati degli “stati generali” che si terranno l’8 ed il 9 dicembre con i compagni di Rifondazione, con Sinistra Democratica , i Verdi e tutte le forze (di sinistra) che vorranno dare luogo alla confederazione di identità diverse, ma tutte tese allo scopo di creare (o ricreare dopo la deriva centrista dei DS) una grande forza di sinistra che riprenda la lotta di emancipazione delle classi lavoratrici, dei pensionati, del lavoro comunque dipendente e della piccola impresa che sono ogni giorno attaccate dall’esoso aumento del costo della vita che sta portando verso la povertà strati sempre più larghi di popolazione. Il prossimo nostro appuntamento pubblico sarà il primo dicembre per la grande festa nazionale del tesseramento che , a livello regionale si terrà a Cagliari nel pomeriggio del primo dicembre. Credo di potere dire che abbiamo fatto un buon lavoro di radicamento nel territorio ed abbiamo iscritti in due paesi dove non avevamo alcun radicamento e potremo, dopo quasi due anni di indolente inattività, riprendere anche qui il nostro lavoro. Con un augurio. Che i compagni dimessisi dalla ormai inesistente sezione “Gramsci” possano, dopo le decisioni dell’Autorità nazionale riprendere le loro tessere e lavorare con noi e sotto la direzione della Federazione di Cagliari in un fattivo e collaborativo coordinamento cittadino per l’incremento ed il radicamento del Partito dei comunisti Italiani.
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