|Home | Link|pubblicato da Redazione,| Domenica, 25-feb-07 22:57

 

Brochure dell' incontro

 

INTERVENTO M. CARLA FLORIS
ASSESSORE AL LAVORO DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI

E evidente la grande importanza che il sistema agricolo ed agroindustriale riveste nell’ambito della provincia di Cagliari, sia per la sua rilevanza economica, sia per la sua funzione sociale e di presidio del territorio. Gli interventi degli addetti ai lavori che mi hanno preceduto lo hanno messo bene in evidenza, aggiungerò solo DUE DATI significativi:

  • superficie agricola della Provincia di Cagliari circa 300.000 ettari, cioè il 17,5% del dato totale regionale
  • superficie agricola utile circa 165.000 ettari, vale a dire rappresenta il 16% della Superficie utile agricola regionale
  • occupati in agricoltura 64.132 addetti, distribuiti in 22.890 aziende

Si tratta, quindi, di un settore fondamentale per la vitalità del nostro territorio e dell’economia sarda ma che, purtroppo, oggi più che mai, vive una crisi strutturale dovuta all’economia marginale e al basso livello di sviluppo economico delle zone agricole.
Il divario è ancora troppo grande tra le zone più depresse e prive di ogni tipo di infrastruttura e le zone urbane considerate ricche ed in grado di attirare flussi commerciali e turistici interessanti. Questo divario è la prova delle politiche inefficaci fino a ieri pe che hanno frenato lo sviluppo della nostra terra. Occorre partire da qui, dalla risoluzione di questo divario, per costruire un nuovo modello di sviluppo locale, che parta dal basso.

Seguendo, l’input della normativa comunitaria in materia agricola, credo che la strada da percorrere in agricoltura sia quella della multifunzionalità.
Una nuova agricoltura, basata sulla valorizzazione delle risorse e sulla tutela della tipicità dei prodotti. Mi riferisco, per esempio, alle colture specializzate del basso campidano, come il carciofo, l’asparago ed il pomodoro destinate sia alla vendita nazionale che internazionale; alla serricoltura, diffusa in tutta la provincia, ed inoltre alla produzione del frumento della Trexenta, il capoluogo che oggi ci ospita, Senorbì era nota come “granaio di Roma” giusto in virtù della sua vocazione agricola.
La Sardegna, quindi, deve essere in grado di rispondere ad una richiesta di questo tipo, ad una domanda di prodotti sani, sicuri e di origine controllata attraverso l’attuazione di una politica mirante alla produzione di qualità.

L’agricoltura multifunzionale garantendo la sicurezza alimentare e la tipicità dei prodotti, consente  di creare un legame forte, tra agricoltura sostenibile, equilibrio territoriale e conservazione del paesaggio e dell’ambiente.
E’ necessario assicurare un legame forte tra agricoltura e territorio, legame tanto più forte quanto più il prodotto è tutelato, In caso contrario si rischia di far  perdere forza ai produttori che operano sul territorio.

L’agricoltura multifunzionale potrebbe essere in grado di offrire ai giovani nuove opportunità di occupazione e sviluppo legandosi alla molteplicità delle attività presenti sul territorio, partendo dalle funzioni produttive (produzione di alimenti sani), fino alle funzioni sociali (vitalità delle aree rurali e loro rilancio turistico) e culturali (recupero e valorizzazione delle tradizioni e dei saperi locali).
Un ruolo importante possono svolgere alcune attività come l’ospitalità rurale dell’agriturismo, i Bed&Breackfast e le fattorie didattiche, quali strumenti oltre che di ospitalità di informazione e formazione sulla produzione e trasformazione degli alimenti e sull’origine delle nostre tradizioni provenienti dalla civiltà contadina.

La parola d’ordine deve essere quindi integrazione  di tutte le risorse locali!

Spetta a me oggi il compito, in quanto impegnata in Provincia per conto del mio Partito il Partito dei Comunisti Italiani  ad occuparmi di politiche del lavoro, di richiamare la vostra attenzione su un grave problema presente anche nel mondo agricolo: Mi riferisco al fenomeno del lavoro sommerso, piaga che in agricoltura è particolarmente infetta e che, quindi, va curata con maggiore attenzione.

Secondo l’ Istat, in agricoltura le ore di lavoro in nero superano il 60%.
Il dato non deve stupire; il lavoro nel settore agricolo è il fattore di produzione che più condiziona il costo finale del prodotto.
Non possiamo dimenticare, tuttavia   che alla diffficoltà di reperire manodopera qualificata, a causa del decennale processo di diminuzione della forza lavoro locale disponibile, come ha risposto il Governo Berlusconi?  Ha risposto con una Legge fascista oltre che ipocrita, la Bossi Fini che ha   imposto delle quote così esigue di ingresso, costringendo di fatto gli imprenditori agricoli a far ricorso  a immigrati clandestini.
Ed è incontrovertibile perchè oggi il fenomeno della manodopera “irregolare riguarda soprattutto lavoratori extracomunitari, interessa l’intero sistema e costituisce una componente strutturale dell’occupazione e del mercato del lavoro in agricoltura.
Non possiamo e non dobbiamo nasconderci dietro il fenomeno; il problema esiste anche se da noi non ha ancora assunto –fortunatamente- le proporzioni della Puglia la quale bene ha fatto bene ad emanare una legge regionale che introduce i cosiddetti indici di congruità che mettono a confronto le ore di lavoro denunciate all’Inail e il quantitativo di prodotto agricolo raccolto, colpendo con sanzioni e togliendo i benefici ottenuti alle aziende  non virtuose e premiando invece con agevolazioni per chi si impegna a regolarizzare la posizione dei propri lavoratori!
Al contempo la Legge nazionale 81 del 2006 detta provvedimenti urgenti in materia di agricoltura e dal 1° gennaio di quest’anno, tenendo conto delle difficoltà del comparto, ha operato i due direttrici:

  • ha bloccato l’incremento della contribuzione per tutte le aziende agricole, riducendo ulteriormente  i versamenti nelle zone svantaggiate e montane (su un salario medio giornaliero di 50 euro, la maggior parte delle aziende agricole meridionali paga poco più di € 5 di contributi),
  • ha introdotto l’obbligatorietà del Durc Documento Unico di Regolarità Contributiva , una certificazione unificata del regolare versamento di contributi previdenziali e assistenziali

Ma Leggi a parte, ciò di cui si ha più bisogno è una volontà condivisa dalle istituzioni e dalle parti sociali per riportare sul territorio la legalità dei rapporti di lavoro
Determinante in tale contesto è il ruolo che le Province possono svolgere a seguito delle competenze in materia di Lavoro.
Un ruolo importante potrà essere  svolto dai nostri Centri Servizi per Il Lavoro e dalla Commissione Provinciale per il Lavoro, attraverso la stipula di convenzioni con le aziende agricole che prevedano particolari incentivi diretti alla regolarizzazione dei dipendenti.

Bisogna dare vita ad un grande progetto di recupero della legalità in agricoltura, con il lavoro di squadra, la rete tra enti regionali, provinciali, comunali, parti sociali ed aziende che insieme collaborino alla riemersione dei diritti.
Ma tornando agli aspetti più positivi e significativi del mondo agricolo, concedetemi a  questo punto come donna di chiudere con una personale nota di orgoglio: un agriturismo su tre è in mano alle donne.
Le imprese rosa, dunque, hanno conquistato un peso significativo anche all'interno del settore agricolo, in passato dominio esclusivo degli uomini..
Oggi quasi tutte le aziende agricole, anche e soprattutto le più piccole grazie alle donne , oltre ai prodotti della terra, hanno avviato un'attività 'di servizio'  L'agriturismo è sicuramente la più diffusa, ma ci sono anche le cosiddettefattorie didattiche e le fattorie del benessere , specializzate nelle cure rilassanti, Esiste  poi una nuova frontiera ed è quella delle 'fattorie sociali'. “Si tratta di aziende che forniscono servizi sociali alla persona  e che possono ospitare individui con disagi o handicap per farli vivere a contatto con la natura o per seguire programmi di recupero (come per i tossicodipendenti) o di terapia come l'ippoterapia.
Il tutto ovviamente in stretto raccordo con i servizi sanitari locali”.
Questi sono solo alcuni degli esempi vincenti che potremmo trasferire con successo nel nostro territorio.
GRAZIE!

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