Avanti a Sinistra
Sezione Togliatti a Cagliari

Basi per una unità a Sinistra

Vincenzo A. Romano

CA.22.5.2007._Direttivo quasi al completo alla sezione Palmiro Togliatti del Pdci di Cagliari con  tre assenti giustificati, uno per lavoro, gli altri per volantinaggio e propaganda per le prossime elezioni di fine maggio.
In tutta la federazione della provincia cagliaritana fervono gli ultimi accordi elettorali, dopo la presentazione delle liste, gli apparentamenti con il PRC-SE ed i Verdi, gli accordi con IDV e le liste civiche di sinistra nei paesi più piccoli. (*) Terminato il lavoro di preparazione di manifestazioni , santini ed inviti alla manifestazione del 24 maggio a Selargius, incombe il lavoro di apertura, talvolta ricucitura, col il variegato mondo della sinistra anche e soprattutto dopo che i DS hanno compiuto l’atterraggio sulla scivolosa pista del Partito democratico.
Dopo le note vicende a livello regionale, -e la  sezione era concorde nel pensare che sarebbe stato meglio “prima”-, si discute di riallacciare vecchie compagnie di percorsi che già furono unitari, di dare una svolta compiuta alla recente alleanza che ha vinto al Senato, di fare pezzi di strada insieme a chi vuole che in questo paese ritorni la legalità diffusa, l’onestà intellettuale, l’accordo siglato con la sola stretta di mano.
Molti lo giudicano “mondo dell’Utopia”, ma cambieranno idea quando i rapporti saranno riallacciati, le piattaforme di lotta concordate i patti d’azione conclusi.
Man mano che scorre il tempo sale dalla base la convinzione che l’idea unitaria, patto, confederazione, od altro, sia l’unica realizzabile e l’unica vincente.
Di questo si è parlato in sezione; dei contatti da riallacciare, delle posizioni da concordare, tattiche e strategie d’azione e non conventicole elettorali.
Pullula il mondo sardo e quello cagliaritano in testa di idee forti, progetti comuni, riavvicinamenti prudenti dove le rinunce degli uni compensino quelle degli altri, le ideologie ritornino a produrre lavoro di politica diffusa.
Si è riconosciuto, durante la discussione, che il discorso di D’Alema è plausibile, lo scontento e la diffidenza forti, che occorre riconquistare gente e cittadini.
Ma si è andato oltre. Si sono individuate le responsabilità dalle quali la Sinistra, almeno gran parte della sinistra non è immune e si sono abbozzati modi di contatto, riavvicinamento umile, dal basso, insieme con la gente.
Sono seri intendimenti, non utopie che tutti insieme realizzeremo in un’operazione corale, democratica e partecipata.

(*) Dopo una ponderata, ma intensa discussione sulla solitudine in cui è stata lasciata la federazione durante la tornata degli accordi, all'unanimità si è deciso di portare il problema al prossimo comitato federale previa discussione in segretaria provinciale.

Il ruolo dirigente dei comitati di Partito

Il sistema del comitato del Partito è un'importante istituzione del Partito volta a garantire la direzione collegiale e a impedire che una singola persona si accaparri la direzione del lavoro. Ora, di recente s'è constatato che in certuni dei nostri organi dirigenti (evidentemente non in tutti) è uso corrente che una singola persona si accaparri la direzione del lavoro e prenda le decisioni in merito ai problemi d'importanza.
Non la riunione del comitato del Partito decide le soluzioni da dare ai problemi importanti, bensì una singola persona, mentre i membri del comitato del Partito sono li soltanto per la forma. Le divergenze d'opinione tra i membri del comitato non possono venir risolte e vengono lasciate a lungo in sospeso. I membri del comitato del Partito mantengono tra loro soltanto un'unità formale e non di fondo. Occorre modificare questo stato di cose. E' ormai necessario che ovunque si stabilisca un buon sistema di riunioni del comitato del Partito, dagli uffici del Comitato centrale ai comitati provinciali, dai comitati del fronte ai comitati di brigata e alle regioni militari (sottocommissioni della Commissione militare rivoluzionaria del Partito o gruppi di dirigenti) e,
inoltre, di gruppi dirigenti del Partito negli organi governativi e nelle organizzazioni popolari, e all'agenzia d'informazione e ai giornali. Tutti i problemi importanti (non, evidentemente, le questioni prive d'importanza o i problemi la cui soluzione, discussa in riunione, è già stata oggetto di una decisione che richieda semplicemente di essere applicata) devono essere sottoposti a discussione in seno al comitato; bisogna che i membri presenti esprimano i loro punti di vista senza riserve e che giungano a decisioni precise, la cui applicazione sarà garantita rispettivamente dai membri interessati... Le riunioni di un comitato del Partito devono essere di due specie: riunione del comitato permanente e riunioni in seduta plenaria; esse non vanno confuse. Inoltre, teniamo presente quanto segue: la direzione collegiale e la responsabilità personale sono in ugual misura indispensabili; non bisogna trascurare né l'una né l'altra. Nell'esercito, durante le operazioni o quando le circostanze lo esigono, i capi responsabili hanno il diritto di prendere decisioni d'urgenza.
"Rafforzare il sistema dei comitato dei Partito" (20 settembre 1948), Opcre scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.

 


 
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