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“Pensioni e contratti, si cambi. Il premier garantisca l’intesa”Intervista a Oliviero Diliberto su “La repubblica”
di SILVIO BUZZANCA 3 ottobre 2007
Onorevole Diliberto, i lavoratori di Mirafiori fischiano l’accordo sul Welfare...
«E’ evidente che c’è un disagio che percepiscono coloro che hanno ancora l’abitudine di girare sui luoghi di lavoro. E’ il disagio di chi guadagna davvero pochissimo e si aspetterebbe, da un governo che ha votato, politiche che vadano nella direzione di un miglioramento della condizione di vita e di lavoro. Questo disagio in qualche caso si manifesta con i fischi. Ma in qualche caso si manifesta con la “delusione silenziosa”, l’astensione dalle urne. E si è visto alle ultime amministrative».
Il segretario della Cisl Bonanni dice che si tratta di “minoranze rumorose”...
«Invito ad ascoltare questo malessere che non è di minoranza. Lo dico in maniera costruttiva per aiutare il governo. Noi vogliamo che questo governo duri tutta la legislatura e auspichiamo che recuperi un po’ del consenso che ha perso. Per questo non chiediamo la luna; chiediamo di tenere conto di richieste assolutamente ragionevoli che possono modificare, in alcuni punti, il protocollo sul Welfare».
Può chiarire quali sono questi punti?
«Il primo è una lotta più incisiva al precariato. Una recente trasmissione televisiva ha rivelato che è la maggiore preoccupazione degli italiani. E’ una battaglia che dovrebbe essere condotta da tutta la coalizione, non solo dalla sinistra, e che dovrebbe portare a modifiche della legge Biagi. Prendiamo il lavoro a progetto. Era stato pensato per assumere per un certo periodo un lavoratore che lavorava, appunto ad un progetto. E il rapporto cessava quando si raggiungeva l’obiettivo. Oggi il lavoro a progetto è usato come forma di sfruttamento terribile per assunzioni di una settimana. Anzi di cinque giorni per evitare di pagare il sabato e la domenica. Ma ho visto con i mie occhi contratti a progetto per un giorno. Questo non sta né in cielo nè in terra. E’ una forma di sfruttamento terribile.
Faccia un altro esempio...
«Prendiamo la questione della soglia dei 5000 che fanno lavoratori usuranti e possono andare in pensione subito. Ma come si può dire che alcune categorie sono escluse dalla riforma pensionistica? E come ci mettiamo se gli usuranti aventi diritto un anno sono 7500? Che facciamo? Tiriamo a sorte? ».
Avete sollevato anche il problema della durata triennale del contratto a termine?
«Questa è un’altra questione clamorosa. Da un lato si dice che il precario dopo 36 mesi viene assunto a tempo indeterminato. E ricordo che tre anni sono lunghi. Ma subito dopo si scrive che dopo i tre anni basta che le parti si presentino all’Ufficio provinciale del lavoro accompagnate da un sindacalista per prolungare sine die il rapporto di lavoro precario. E faccio notare che l’Europa ha già sancito che il rapporto precario può durare al massimo due anni».
Mastella però dice che si tocca qualcosa di importante cade il governo...
«Rispondo a Mastella che andare avanti con le minacce non è un buon modo di governare insieme».
E di Dini cosa pensa?
«Dovremo trovare una quadra. E Prodi deve essere il garante del l’accordo. La tenuta del centrosinistra non dipende solo dalla sinistra. Le peggiori insidie arrivano dal centro. Alla fine comunque Mastella e Dini risponderanno del loro comportamento».
Ma della Finanziaria che pensa il segretario del Pdci?
«Dico che l’azione congiunta di tutta la sinistra della coalizione ha strappato risultati importanti. Penso alla misure sulla povertà o gli sgravi alle famiglie sul diritto allo studio. Una battaglia questa proprio dei Comunisti italiani. Ma quando ho letto la Finanziaria ho visto che i 2 miliardi e 354 milioni di euro, previsti anche nel Dpef, che dovevano coprire il contratto del pubblico impiego sono spariti. E il pubblico impiego minaccia già lo sciopero. Dico allora che si poteva evitare di dare altri soldi alle imprese e onorare gli impegni sottoscritti».
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