|Home | Link|pubblicato da Redazione,| Sabato, 11-ago-07 18:57

 

 


Federazione di  Cagliari
      Organizzazione      Cagliari   10  agosto 2007

 

 

Oggetto: Pensioni, precariato e welfare. Grande mobilitazione  del  Pdci.

Ai compagni/e della
Organizzazione provinciale di Cagliari
Loro sedi

Gli ultimi provvedimenti governativi in materia di previdenza, lavoro ed organizzazione di benessere dello stato sociale hanno destato, accanto a soddisfazione per la parte che il partito giudica come minimo indispensabile,  molte e gravi preoccupazioni sia per i problemi irrisolti sia per il fatto che il pur non avanzatissimo programma -allora firmato da tutta la attuale maggioranza di governo- viene disatteso ogni volta che una soluzione, appena ventilata, a favore dei lavoratori od una soddisfacente risoluzione dei problemi sociali sia giudicata tale da “impensierire” le roccaforti conservatrici di industria, interessi consolidati, capitale e perfino anche il vorace istinto del vaticano che con essi va di conserva.  La risposta alla timidissima intervista di Prodi –nella quale stuzzicava i parroci a minacciare anche un semplice purgatorio agli evasori- ha avuto reazioni abnormi, anche nella maggioranza, e soprattutto nella stessa Chiesa che ha reagito violentemente rivalutando quel “date a  Cesare  quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” che aveva (ed ha) sempre stracciato  rispetto alla autonomia legislativa di uno stato pseudo laico quale il nostro è diventato.
Ora è il momento della mobilitazione a favore delle classi tartassate e che paiono disturbare quella parte del governo che si considera il manovratore e vuole dettare regole antiche riportando indietro l’orologio, autoproclamandosi “riformista” ed accusando noi di conservatorismo.
Ognuno di noi si vanta di essere “conservatore” se a conservarsi sono i diritti acquisiti dalle classi lavoratrici, dai padri per i figli, dai comunisti per tutti coloro che col lavoro hanno costruito uno stato democratico ed un futuro tranquillo.  I nuovi “riformisti” vogliono le riforme.
Nel senso di togliere ciò che si è conquistato.
Un modo di vedere bizzarro, ma  supino ai poteri forti giacché “riformare” , per accezione comune, sta a significare     sottoporre a riforma, trasformare, modificare qcs. per renderla migliore: r.(vedi De Mauro).
La Direzione Nazionale del partito  ha ultimamente convenuto di intraprendere una o più battaglie politiche sui temi che ci stanno a cuore e per questo chiama alla mobilitazione  già dai primi giorni di settembre.
In consonanza con  ciò la Federazione di Cagliari aprirà, nei primi giorni di settembre un Comitato provinciale prelusivo di indirizzo per concordare, insieme con i segretari delle sezioni e la FGCI, modi e metodi per portare avanti una grande campagna (che ci auguriamo coinvolga altre vicine forze della Sinistra) sui temi del lavoro, del precariato, della riforma dello stato sociale e della previdenza.
Tutte materie su cui si è fatto, ma fatto poco a favore delle classi dei lavoratori, dei disoccupati, degli espulsi dal mondo produttivo e dei pensionati .
Tutti sono coinvolti.
Dai piccoli commercianti ai lavoratori della scuola, i dipendenti delle fabbriche e dei  call centers , impiegati ed artigiani lavoratrici e lavoratori dei servizi subappaltati con l’estorsione e dei quali essi pagano le perdite, i giovani senza lavoro, ma che vengono usati come strumento di ricatto per penalizzare i genitori sulla soglia della quiescenza.
Ci accusano, le frange della destra e financo la  destra della nostra coalizione, di manifestare contro un governo di cui facciamo parte.
E’ un altro metodo strumentale per vedere le cose.
Noi manifestiamo e manifesteremo perché il Governo adempia a due obblighi: governare  e governare come da programma concordato.
I vari Rutelli, Mastella, parte degli stessi DS, nel momento stesso in cui tradiscono il programma concordato (classico metodo del ribaltamento sordo e sordido dei patti di giolittiana memoria) ci attaccano come conservatori, insensibili, estremisti.
Siamo conservatori nel senso che difendiamo i diritti conquistati anche al prezzo del sangue come a Buggerru  così come a Reggio Emilia, a Genova come a Milano.
Già fioccano le adesioni alla manifestazione del 20 di ottobre, ma il Partito sarà impegnato da molto prima con riunioni di studio ed organizzazione, dovranno essere affissi manifesti, diffusi slogans, fatta propaganda, illustrati i motivi della manifestazione.
Con il segretario di federazione, il responsabile al lavoro e la responsabile dei diritti sociali si sta organizzando –unitamente a quelli della propaganda e  del coordinamento delle donne- una bozza di calendario che sarà sottoposto ai segretari delle sezioni che dovranno attuarlo mobilitando i giovani della FGCI del proprio territorio.
Nel comitato provinciale, di cui sarà emanato l’ordine del giorno, verranno stabiliti i dettagli e nominato un ristretto gruppo di responsabili al coordinamento. *

Il responsabile dell’Organizzazione
Vincenzo A. Romano

* Pare che Damiano dica si ai voti dell'UDC

Commenti #1

Anonimo ha scritto:

LAVORO: SARDEGNA, CGIL PRONTA ALLA MOBILITAZIONE A SETTEMBRE

(AGI) - Cagliari, 10 ago. - La Cgil sarda minaccia la mobilitazione a settembre, cosi’ come annunciato anche dalla Cisl, se governo e Regione non manterranno gli impegni assunti quest’estate su lavoro e sviluppo. “Esigeremo il rispetto degli accordi, verificheremo se questo governo ha veramente a cuore i problemi della Sardegna”, afferma il segretario generale Giampaolo Diana, in riferimento all’impegno del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta, assunto nell’incontro a Palazzo Chigi il 10 luglio scorso, di definire un’intesa istituzionale con la Regione entro il 30 settembre rossimo.
“Nessuno dovra’ mettere in secondo piano la questione sarda, per la quale servono interventi straordinari e una programmazione che vada oltre l’emergenza per risolvere in modo strutturale i deficit dell’isola”, aggiunge Diana. Al sindacato importa poco se a Roma, come in Sardegna, l’agenda politica sara’ fitta di altri appuntamenti, compreso il dibattito per la scelta del leader del partito democratico e l’assemblea costituente di ottobre.
Diana critica anche la giunta regionale per “l’assenza di risultati concreti nel lavoro e nello sviluppo”. “Assistiamo ormai quasi ogni giorno alla prepotenza di imprenditori che vogliono chiudere le aziende, localizzate in Sardegna anche grazie al contributo di soldi pubblici, per andare altrove”, sottolinea Diana. “E’ una situazione inaccettabile. Certamente apprezzo l’impegno della Regione nelle varie vertenze, dalla Legler all’ex Cartiera, ma credo che il nodo del problema debba essere affrontato con una visione piu’ ampia, un ragionamento complessivo che non puo’ che coinvolgere il governo”.
“L’occasione per risolvere una volta per tutte i problemi strutturali (dall’industria all’energia)”, evidenzia il segretario della Cgil, “e’ la definizione dell’intesa istituzionale. Esigeremo il riscontro immediato di alcune richieste del sindacato il 10 luglio scorso a Palazzo Chigi: oltre a trovare una soluzione duratura per il costo dell’energia (fino alla costruzione della centrale a carbone nel Sulcis), il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani si e’ impegnato a introdurre, gia’ dalla prossima finanziaria, un meccanismo fiscale per equiparare l’alto costo della chilocaloria prodotta in Sardegna con combustibili diversi dal metano al costo di quella prodotta con il metano. Naturalmente, fino alla costruzione del metanodotto”.(AGI)
Red/Rob

 

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