La posizione dei Comunisti Italiani
di redazione
“Noi non siamo alla ricerca di posti e io non avanzo richieste. Ne parleremo con gli alleati al momento opportuno.” Sono le dichiarazioni del segretario Oliviero Diliberto che dopo avere portato i Comunisti Italiani ad un successo incontestabile che si materializza: in termini numerici con gli 884.912 ed il 2,3% (un terzo dei voti in più che nelle scorse politiche) ed il milione e quattrocentomila e passa voti ottenuti al Senato con la lista “Insieme con L'Unione” ed in termini politici nell'essere il terzo partito della sinistra in Parlamento, dà uno schiaffo morale a tutti gli altri partiti, nessuno escluso, che –purtroppo- nell'affannosa ricerca di incarichi e poltrone stanno dando –del paese- un'immagine che avremmo voluto risparmiare a noi ed in fin dei conti agli occhi degli osservatori stranieri sia investitori, sia -e ci pare più importante- di quegli italiani che dall'estero hanno creduto e puntato sulla maggiore serietà di un governo di centrosinistra.
E veniamo a noi, cioè alla Sardegna che ha si premiato il governo regionale e il suo Presidente Soru, in grazia al quale Ds e Margherita hanno tratto congrua ricaduta, ma ha soprattutto premiato il PdCI con l'elezione di un deputato, ed il fatto non era scontato, più un senatore nella lista unitaria. Il “piccolo” partito –con il quale parte di una presuntuosa dirigenza politica- non voleva dialogare si trova ora ad essere, anche nell'Isola- in assoluto il terzo partito del centrosinistra. Cioè una forza politica dalla quale non si potrà prescindere. Perché il 3,3% medio, va dal 3,1 di Cagliari –dove sono in fieri i confronti per le elezioni del Sindaco- al 3,8 di Sassari, Nuoro ed Ogliastra. Lo stesso 2,2 della provincia di Oristano, l'unica che alle recenti regionali sia stata massicciamente acquisita dalla destra, diventa per noi una vittoria proprio per l'azione che si è svolta in qual territorio che, nella ultimissima consultazione regionale del 2004 ci aveva dato solo 726 preferenze(0,8%). A questo dato aggiungiamo il 4,4% ottenuto con la lista del Senato e risalta immediatamente che se l'opera di riunificazione a sinistra che si è tentata sin dal gennaio 2005 -e che invece è stata caparbiamente rifiutata da altre forze della sinistra- fosse avvenuta, ora in Sardegna avremo una forza progressista e di sinistra ben oltre il 10% visto e constatato che gli elettori premiano, ineluttabilmente, le aggregazioni unitarie.
Ma tant'é.
Ora siamo, comunque, un partito preparato e decisivo in tutte le amministrazioni dell'Isola perché abbiamo consiglieri regionali e provinciali, assessori provinciali, sindaci e consiglieri –con assessori- comunali. Siamo, come si dice in politica, un partito coeso organizzato, con suoi rappresentanti istituzionali che stanno operando ottimamente e con una base di consensi che supera di gran lunga il numero degli iscritti. Ne deduciamo che lavorare senza sgomitare o rincorre i media, ma rimanendo fra i cittadini, la gente per i politicanti, garantendo serietà e partecipazione di lotta, abbiamo avuto un forte riconoscimento. Nostri iscritti combattono con lavoratori e pensionati nei sindacati, lavorano nelle associazioni senza profitto e si impegnano a difendere la Costituzione della Repubblica sia dalle perversioni del centro destra sia dalle mire dei “neo-cost” nostrani che vorrebbero, in questa tragedia economico sociale in cui il governo ci ha sprofondati, andare ad una Assemblea Costituente. Ottimo trampolino, fra l'altro, per poltrone e cadreghini di molti neo-trombati.
Noi siamo qui, con programmi, un seguito in crescita e tanta voglia di riportare speranza e dare un futuro alle centinaia di migliaia di persone che ora, e per qualche anno ancora –purtroppo- sono e saranno le vittime di questa incresciosa ubriacatura di destra. E ci faremo sentire.