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Pdci: «Fermare quella sporca guerra»
(3.7.07) - Romano Prodi, nel corso di una conferenza stampa con il segretario della Nato, Japp De Hopp Scheffer ha dichiarato: «Abbiamo discusso sul lavoro comune per trovare una soluzione efficace per il problema delle vittime e i danni arrecati alla popolazione civile, un problema della massima urgenza». Il problema delle vittime civili tiene banco alla Conferenza internazionale di Roma sulla Giustizia e lo Stato di Diritto.
«In Afghanistan è fondamentale che l'azione militare e quella civile si rafforzino a vicenda, avendo sempre e comunque al centro il rispetto della popolazione civile afgana» afferma il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, nel suo intervento alla Conferenza sullo stato di diritto in Afghanistan.
Per il Presidente afgano Hamid Karzai la lotta al terrorismo e il ripristino di condizioni di sicurezza non devono rinviare ulteriormente la ricostruzione, la riforma e il rafforzamento delle istituzioni giudiziarie dell'Afghanistan: «Noi afgani e i nostri alleati della comunità internazionale dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi. Dobbiamo ridurre il tempo speso a redigere documenti e rapporti e concentrarci sulle misure che producono risultati tangibili sul terreno. La nostra lotta contro il terrorismo rientra nelle aspirazioni del popolo afgano per la giustizia».
Ma il vero problema è un altro.
«E' scomparsa la Conferenza di Pace: è molto grave che nell'incontro di Roma nessuno, nemmeno il nostro Governo, ne abbia sottolineato l'assoluta urgenza per l'Afghanistan ».
Lo afferma Iacopo Venier, responsabile Esteri del Pdci, il quale aggiunge: «Non bastano le generiche affermazioni sull'impossibilità di vincere solo con le armi o le troppo timide prese di distanza dai massacri di civili perpetuati dalla Nato. Il Parlamento ha parlato chiaro nel momento in cui ha rifinanziato la missione».«La presenza militare italiana in Afghanistan ha come obiettivo una Conferenza di Pace con tutti i paesi confinanti e che coinvolga tutte le forze in campo nella guerra civile in corso -conclude Venier- Senza una svolta l'Italia dovrà ritirare, anche unilateralmente, le proprie truppe da una missione che ha ormai assunto i caratteri di una guerra aperta contro interi pezzi della popolazione afgana».
«Al di là dei lavori e del dibattito sulla giustizia in Afghanistan, basta ricordare il caso Hanefi per capire che in quel Paese la giustizia è ancora all’anno zero». Lo afferma la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a palazzo Madama. «E con l'ingiustizia e la negazione dei diritti, continuano i bombardamenti, spesso su decisione unilaterale Usa, con massacri di civili e senza alcun risultato nella lotta al terrorismo, se non quello di incrementarlo. Il governo Prodi sta sbagliando: fermare quella guerra sporca e insana non può essere solo un’aspirazione, deve diventare una richiesta netta del nostro paese alla comunità internazionale». (La Rinascita della Sinistra)
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Venier: Afghanistan. Scomparsa Conferenza di Pace
Roma 3 luglio 2007
E' scomparsa la conferenza di pace: e' molto grave che nell'incontro di Roma nessuno, nemmeno il nostro governo, ne abbia sottolineato l'assoluta urgenza per l'Afghanistan. Non bastano le generiche affermazioni sull'impossibilita' di vincere solo con le armi o le troppo timide prese di distanza dai massacri di civili perpetuati dalla Nato. Il Parlamento ha parlato chiaro nel momento in cui ha rifinanziato la missione. La presenza militare italiana in Afghanistan ha come obiettivo una conferenza di pace con tutti i paesi confinanti e che coinvolga tutte le forze in campo nella guerra civile in corso. Senza una svolta l'Italia dovra' ritirare, anche unilateralmente, le proprie truppe da una missione che ha ormai assunto i caratteri di una guerra aperta contro interi pezzi della popolazione afghana.
Palermi: Afghanistan. Fermare sporca guerra
Roma 3 luglio 2007
Al di là dei lavori e del dibattito sulla giustizia in Afghanistan, basta ricordare il caso Hanefi per capire che in quel Paese la giustizia è ancora all’anno zero. E con l'ingiustizia e la negazione dei diritti, continuano i bombardamenti, spesso su decisione unilaterale Usa, con massacri di civili e senza alcun risultato nella lotta al terrorismo, se non quello di incrementarlo. Il governo Prodi sta sbagliando: fermare quella guerra sporca e insana non può essere solo un’aspirazione, deve diventare una richiesta netta del nostro paese alla comunità internazionale.
La sinistra ripudia i bombardamenti Nato
di R. Pol.
Missione Isaf: Unione Verdi, Prc, Pdci e Sd chiedono lo stop ai raid Usa e insistono sulla conferenza di pace
Sinistra democratica, Verdi, Rifondazione, Comunisti italiani, Sinistra critica ma anche ong come Emergency. L'ennesima strage di civili in Afghanistan solleva a sinistra una nuova ondata di protesta contro la partecipazione italiana alla missione Nato in quel paese.
Non ha aiutato a rasserenare il clima la dichiarazione con cui il ministro della Difesa Arturo Parisi ha preso in qualche modo le distanze dai raid indiscriminati degli americani ma anche delle forze dell'Alleanza atlantica («Siamo lì per difendere il popolo afghano. Impariamo a mirare o asteniamoci dai bombardamenti»).
La linea del governo è stata prontamente recepita da una riunione del Consiglio Supremo di Difesa presso il Quirinale che ha diffuso ieri una breve nota per ribadire la richiesta italiana di adottare con urgenza «ogni possibile misura per migliorare il coordinamento delle forze impiegate e la coerenza tra azioni ed obiettivi sul terreno». Questo, aggiunge la nota, «anche al fine di mantenere il giusto equilibrio fra le esigenze relative alla sicurezza e quelle funzionali al processo di consolidamento delle istituzioni democratiche afgane e di sviluppo economico del paese, che potrà decollare soltanto con la piena fiducia e la partecipazione consapevole delle popolazioni locali».
La linea, insomma, non cambia. Nonostante l'annunciata offensiva dell'Alleanza non abbia ancora raggiunto i risultati sperati e anzi sia costretta a continui bombardamenti su presunti drappelli talebani nel Sud e nell'Est del paese.
Il quadro si fa drammatico ogni giorno di più. «L'Afghanistan è sempre più simile al mattatoio iracheno, il massacro di inermi non è un errore ma il frutto deliberato dell'offensiva 'Achille'», attacca Silvana Pisa, senatrice di Sd, che chiede al governo di predisporre quanto prima una «strategia di uscita» dalla guerra. Sulla stessa linea Jacopo Venier del Pdci: «Senza una svolta le truppe devono essere ritirate, L'unica strada percorribile è la convocazione di una conferenza di pace che raccolga intorno a un tavolo tutti i protagonisti dei conflitto e che faccia tacere subito le armi a partire da quelle dell'Isaf».
Concorde anche Elettra Deiana, deputata del Prc: «Continuare a chiedere di limitare le vittime civili nei bombardamenti operati dalla Nato e dalle forze della coalizione in Afghanistan è ipocrita - denuncia Deiana - non essendoci obiettivi militari su cui concentrare gli sforzi bellici è assolutamente inevitabile, per la Nato, colpire alla cieca coinvolgendo la popolazione inerme, l'Onu deve chiedere una sospensione delle attività militari». Mauro Bulgarelli, senatore dei Verdi, sottolinea invece l'ipocrisia della concomitanza con la conferenza sulla giustizia in corso a Roma: «Bisogna sospendere i bombardamenti. E' assurdo discutere astrattamente di stato di diritto e giustizia mentre la gente muore. Lo stesso governo italiano non può farsi promotore della difesa dei diritti umani e poi continuare a far parte di quella coalizione di forze che quotidianamente li violano». Mentre Salvatore Cannavò e Franco Turigliatto di Sinistra critica avvisano che senza ritiro non voteranno il decreto sulle missioni nemmeno con la fiducia.
Il Manifesto del 03/07/2007
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