Discussione interna

Dal sito: http://www.comunisti-labaro.it/news.asp?id=308

In tutta Italia, dopo il sit-in “non riuscito” continuano le discussioni sulle azioni che il Partito debba condurre per riconquistare la fiducia dei cittadini di Sinistra che anche oggi hanno disertato il voto e ci penalizzano di fronte al sarcasmo gioioso del Cavaliere che recita il “de profundis” della sinistra europea, ma soprattutto Italiana. Riprendiamo  queste note apparse poco prima del turno elettorale, appena una settimana, che fotografano quella e l’attuale situazione.
Nel momento in cui scrivo queste note lo scrutinio in diretta sul sito di la Repubblica, che mi auguro cambi al più presto, dà le seguenti cifre Centrosinistra 77  -  Centrodestra 88. Dati in scala, ma che ci dicono di come stia andando il risultato.
Non possiamo combattere contro le stupidaggini di D’Alema oggi stigmatizzate da Severino Galante, ma la rissosità è alta, altissima la probabilità che Prodi cada –anche sotto attacchi interni- quasi imponderabile la nostra presenza in Parlamento. Allora occorre subito tornare sulle strade e riconquistare fiducia perché non è il popolo ad essere sordo, ma noi muti.
V.A.R.

Inserito il 21 maggio 2007 alle 09:54:00 da linda. IT - Partito dei Comunisti Italiani

Lavorare sul territorio vuole dire, in questa fase politica, ascoltare parole come queste anche troppe volte. Forse meritano una riflessione seria da parte di tutti. (La lettera è firmata)
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Se andate aventi di questo passo penso proprio che presto sarà ancora Berlusconi a governare. Ma non Vi rendere conto che la gente è stanca di sentire discussioni fra di Voi senza concludere niente?? Abbiamo vinto le elezioni con quanto previsto dal programma e principalmente nei seguenti punti:
• eliminazione dello scalone del sistema pensionistico introdotto da Berlusconi, Maroni e complici
• rinnovo dei contratti, compreso quello del pubblico impiego
• aumento delle pensioni minime
• revisione della tassazione per quanto riguarda la prima casa (ICI)
Di fronte a quello che ogni giorno sento dire dai vari Ministri e soprattutto dal Presidente Prodi sui sopra citati argomenti, siamo molto delusi e penso proprio che il nostro voto Ve lo potete dimenticare se non cambiate immediatamente registro (per la precisione siamo circa 10 unità) ma sento fra i nostri amici analogo disagio. Occorre parlare di meno e fare immediatamente corso ai provvedimenti che avete promesso. Speriamo proprio che ci ripensiate prime che sia troppo tardi. Il voto in Sicilia non vi ha ancora insegnato nulla.
Le prossime elezioni Amministrative saranno un vero disastro.
Pensateci bene, per prima cosa mandate Via immediatamente il Ministro dell'Economia e delle Finanze che sta lavorando per il ritorno di Berlusconi.
Saluti

 

Inserito il 22 maggio 2007 alle 11:00:29 da Mario Ruggiano
Innanzitutto grazie a Linda per aver inserito la lettera ricevuta nel sito ed aver consentito così di aprire un dibattito.
E' vero per noi comunisti italiani che lavoriamo sul territorio non è infrequente ascoltare queste voci della gente comune. Sarebbe sbagliato ignorarle o, peggio, bollarle come attacchi qualunquisti ed archiviarle. Purtroppo questo è quello che anche i nostri elettori hanno percepito e quindi almeno una colpa di sicuro abbiamo: quella di non riuscire a comunicare tutto quello che noi della sinistra (che gli altri continuano a definire radicale, ma che a me piace definire sinistra senza aggettivi)abbiamo fatto in questo primo anno di governo Prodi.
Un governo, occorre precisarlo, di coalizione, dove le forze di sinistra sia pure divise, speriamo ancora per poco, non rappresentano la maggioranza, ma devono fare ogni giorno i conti con la parte più moderata e molto spesso arretrata della coalizione stessa.
I punti che sono citati nella lettera sono quelli per i quali in questi giorni il nostro Partito si sta tenacemente battendo.
Ma, chiediamoci, non sono questi tutti punti già inseriti nel Programma con cui la coalizione si è presentata alle elezioni(peraltro già con una evidente mediazione da parte della sinistra?)
Certo, scontiamo il fatto che tutta la stampa, anche quella non ostile al governo Prodi, e i mass media tendono a oscurare le nostre proposte o a presentarci come "radicali" che impediscono o rallentano l'azione di governo.
Eppure almeno quando finalmente La Repubblica intervista il nostro segretario, Oliviero Diliberto, leggiamola, visto che è riportata anche sul sito della Rinascita, nostro settimanale purtroppo non diffuso come dovrebbe e meriterebbe.
Io credo che la risposta più convincente alla lettera che ci è pervenuta sia contenuta proprio in quella intervista :
"Dietro le cifre ci sono persone»
(21.5.07) -
La sinistra, con il segretario del Pdci Diliberto e il segretario del Prc Giordano, chiedono un ridimensionamento dell'atteggiamento del ministro dell'Economia Padoa-Schioppa e una distribuzione a lavoratori e pensionati dei due terzi del “tesoretto”. In un'intervista su la Repubblica di ieri, Oliviero Diliberto dà un giudizio duro sul ministro dell'Economia, «non conosco metodi sicuri per vincere le elezioni, m c'è un sistema infallibile per perderle: quello di Padoa-Schioppa». Per il segretario del Comunisti italiani la dichiarata guerra ai sindacati e la rottura con gli statali è indice che «dentro il governo c'è chi lavora, insieme a forze politiche ed economiche, per cambiare il quadro politico». Padoa-Schioppa quindi «o è incapace di fare politica, oppure è in malafede». Per Diliberto c'è il «rischio concretissimo di uno sciopero generale» per cui è necessario che Prodi eserciti il suo ruolo e prenda in mano la situazione. Il ministro dell'Economia, per il leader del Pdci, «non è uno che passava per caso, sta al governo anche per rappresentare me. Invece non mi rappresenta»; infatti, nonostante i lamentati problemi di cassa, non si può «far saltare l'accordo con gli statale per sei euro» o non dare nulla «alla scuola che in stragrande maggioranza ha votato per il centrosinistra». Secondo Diliberto anche se Padoa-Schioppa è un tecnico «una volta nell'esecutivo assume responsabilità politiche», e attualmente «non è il linea con il governo». Il segretario del Pdci chiede «una riunione specifica sul tema degli interventi a favore dei lavoratori. Il governo sta rischiando l'osso del collo. Non siamo noi a metterlo in discussione è il governo stesso che si mette in discussione se non cambia rotta». La ricetta da seguire per Diliberto è quella di Prodi «due terzi degli introiti fiscali per aumentare pensioni e salari. E l'abolizione dello scalone». Il rischio vero per Diliberto è che «la nostra gente non percepisca più la differenza fra questo governo e quello precedente. Naturalmente noi non facciamo leggi ad personam e condoni. Ma chi ci ha votato si aspettava grandi miglioramenti che ancora non ha visto».

Non bastano queste parole?

Io credo che l'obiettivo principale da porci sia quello di una unità a sinistra: confederazione, cantiere, massa critica, si chiami come si vuole ma occorre unire tutta la sinistra per rafforzare e dare voce alle classi lavoratrici rimaste prive di riferimenti dopo la costituzione del Partito Democratico.E anche qui bisogna passare dalle parole ai fatti: ormai tutte le forze di sinistra concordano con la proposta che da anni avevamo avanzato: una confederazione che raccolga tutte le forze della sinistra . Ed allora si passi subito ad una fase organizzativa, quantomeno di coordinamento dei gruppi parlamentari e di quelli presenti nelle istituzioni a tutti i livelli. E poi è urgente che la politica (la nostra politica, quella dei partiti che si richiamano alle migluiori tradizioni della classe operaia) riacquistino la fiducia della gente. NON SIAMO TUTTI UGUALI. Nelle nostre sezioni decine e decine di compagni lavorano tutti i giorni volontariamente e a prezzo di enormi sacrifici personali.
Dobbiamo farci promotori di una forte moralizzazione della politica, riprendendo l'etica berlingueriana, a partire da concrete proposte di riduzione dei costi della politica stessa: porre un freno ai privilegi di cui godono i parlamentari, ridurre le spese del Quirinale, ritornare alla volontarietà di chi fa politica nelle istituzioni Municipali (un consigliere di quartiere oggi percepisce uno stipendio ben più consistente di un addetto ai call center!). Ma come si pretende di aumentare l'età pensionabile quando un parlamentare acquisisce il diritto alla pensione dopo meno di tre anni di mandato? Ridare credibilità alla politica riavvicinare i cittadini alle istituzioni, è l'unico modo per salvare il Paese dal baratro che deriverebbe dal lasciare la politica ai soli professionisti per i quali in fondo "meno gente va a votare, meglio è".
Noi crediamo ancora che sia possibile riacquistare la fiducia della gente: basta "fare qualcosa di sinistra"!!!!!
Mario Ruggiano                                                                                         


 
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