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Diliberto a Cagliari per L’Unione ed i lavoratori di Alitalia ed Ottana

Vincenzo A. Romano

Superata la barriera dei compagni e soprattutto dei giornalisti che pressavano sul segretario  nazionale dei Comunisti italiani con le domande che sono il tremendo ovvio delle questioni sarde: disoccupazione e lavoro precario, Oliviero Diliberto ha raggiunto la sala riunioni del T-Hotel  dove lo attendevano compagni, simpatizzanti e cittadini curiosi di sentire parole, al di fuori del coro, sulla situazione della politica nazionale e soprattutto della città di Cagliari  dove il segretario è venuto a portare l’aiuto sempre leale dei Comunisti al candidato sindaco dell’Unione di centro sinistra Gian Mario Selis ed a tutti i candidati della lista del PdCI. Dal tavolo di presidenza, dove sedevano il neo-deputato Elias Vacca ed il consigliere regionale Tore Serra  ha raggiunto il microfono l’ospite, Claudio Giorgi, segretario regionale del  partito, che dopo una prolusione di benvenuto e l’esposizione delle ragioni per le quali il Partito appoggia fermamente il candidato Sindaco per la vittoria sul centrosinistra, ha ceduto la parola al rappresentante sindacale dei centootto dipendenti dell’ Alitalia che rischiano il licenziamento per la piratesca azione della dirigenza che –fatto strano- non ha presentato in tempo le richieste per la continuità territoriale dei voli di collegamento fra la Penisola e la Sardegna. I concetti di Giorgi sono stati il leit motiv dell’intervento prima del rappresentante dei lavoratori Alitalia, poi degli strali dello stesso Diliberto e delle problematiche esposte da Selis. Il tema del segretario e quello del sindacalista si intrecciavano in un nodo comune: l’incapacità gestionale, o peggio la volontà criminale della dirigenza di abbandonare l’Isola a se stessa. Solo una dirigenza politica indegna: locale e nazionale, ha insistito il Segretario, può avere commesso l’indecenza che sta per verificarsi a Cagliari, nodo portuale, aeroportuale e di stoccaggio e lavorazione degli oli combustibili (nella vicina Sarroch) che oggi -nel 2006- è già in forte ritardo rispetto alla Strategia Comune dell'Unione Europea per la Regione Mediterranea, legata alla "creazione per il 2010” di un'area di libero scambio, di pace e di democrazia nel Mediterraneo. Concetti che Diliberto approfondirà nel discorso conclusivo dopo avere ascoltato una breve dichiarazione programmatica di una delle teste di lista del PdCI alle elezioni comunali e l’intervento del candidato sindaco. Selis ha picchiato  duro sulla giunta Floris denunciandone le inadempienze, la spartizione del territorio, l’imbellettamento solo di facciata. Mentre punti nodali fomite di lavoro non precario, progetti di sviluppo reale e di distribuzione della ricchezza sono rimasti lettera morta per dar luogo invece a nascita di parcheggi a cielo aperto o interrati, già disastrosa esperienza, ormai rifiutata dappertutto, di concentramento del traffico verso il centro storico. E poi progetti di sventramenti di zone archeologiche (di Mussoliniana memoria), degrado delle periferie urbane, ghettizzazione delle condizioni umili e di povertà. Abbastanza per un candidato di matrice centrista. Le conclusioni di Oliviero Diliberto, sono state varie ed articolate. Per prima cosa, ha tenuto a sottolineare, “non abbiamo partecipato ad alcuna spartizione di potere, ma abbiamo offerto una rosa di competenze –certamente vicine al partito, ma non iscritte al partito- che parlano a tutta la sinistra” come Patta della CGIL (fra l’altro sardo di Talana), l’altissima personalità del Presidente del Tribunale di Roma Luigi Scotti, peraltro già in Campania –come sottosegretario di Stato alla Giustizia- per la soluzione dei problemi strutturali di quegli uffici giudiziari e poi il Ministro Bianchi rettore dell’Università mediterranea della Calabria, ordinario di urbanistica e specialista in infrastrutture e progettazione del territorio. Una squadra di tutto rispetto, già operante e che ha bloccato i licenziamenti dei marittimi a Napoli. Lo stesso impegno il segretario lo ha preso con lavoratori  sardi  sempre attraverso il ministro dei trasporti. Fatta la professione di integrità, Diliberto si è diffuso, senza alcun nauseante politicamente corretto ad individuare punti specifici delle problematiche di Cagliari e della necessità di un governo stabile ed efficiente in Italia. Il porto della città, che ha pure una posizione baricentrica nel Mediterraneo è in forte ritardo negli adeguamenti del già accennato piano del 2010; addirittura non si è fatto niente, con imbecille miopia, e già ci sorpassano paesi ben più poveri, così che l’immenso traffico dall’Oriente non potrà darci alcun giovamento se dall’immediato non si preparasse una pianificazione ed una realizzazione che invece sono indispensabili e non solo per l’Isola. Dall’altro lato la compagnia di bandiera, in gran parte in mano allo stato, chiude i voli e minaccia il licenziamento delle forze lavoro ad alta e qualificata specializzazione. Un retaggio, quello del centro destra, che ci lascia scoperti su tutti i fronti. Incompetenze politiche e manageriali che non trovano responsabili in questo abbraccio del vogliamo bene.
Ed a questo punto Diliberto trova la soluzione, o meglio le linee di comportamento. Una politica di sinistra, che sia volta la progresso, alla redistribuzione della ricchezza al prelievo fiscale progressivo come prescrive l’articolo 53 della Costituzione.
Il tema della salvaguardia di questa Costituzione, la cui grundnorm, -norma fondamentale-  è l’antifascismo, la base è la dignità del lavoro e la irrinunciabilità sta nell’eguaglianza di tutti i cittadini, ha trovato nel Segretario una forte difesa perché è una costituzione non da modificare, ma da attuare nelle sue norme guida.
Una giornata diversa, dove si è sentito come le cose stanno e non come le si vorrebbe fare apparire, ha ridato fiducia. Col motto: più sinistra nel centrosinistra.

 

 

 

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