Caruso: sineddoche o terrorismo ?
di VAR
Per l’ipocrisia della politica accade che “Il Massachusetts ha condannato a morte …” sia una sineddoche volendosi significare –in soldoni-  che una parte di quello stato, la Corte federale (che è un’altra sineddoche), ha condannato a morte Tizio o Caio e non che lo abbia fatto un singolo uomo dello stato o proprio quel giurato.  Se la sineddoche la usa un “rivoluzionario come Caruso” allora diventa terrorismo. Il neo Pi-Diino (si chiameranno così ?) Gad Lerner sorge dal letargo de la 7 ed intima a Bertinotti di cacciare il deputato Caruso (metaforicamente, tanto per  restare in argomento).  Giustamente Franco Ragusa se la prende col politicamente corretto che piace tanto alla classe dell’ ˝eternamente al potere˝ e se ne frega della realtà. Caruso ha infatti riconosciuto di avere sbagliato {l’eccesso è di casa in un’Italia dove Berlusconi va a dire, in un discorso alla scuola della Guardia di Finanza, che non bisogna pagare le tasse e D’Alema e Veltroni giurano di non essere mai stati comunisti (cosa altamente probabile visti i risultati)}.  Perché dopo che tutti si sono lavati la bocca, gli incidenti sul lavoro continueranno ad aumentare e tutto rimarrà in calma piatta sino al prossimo morto. Dobbiamo confidare e combattere perché  la nuova legge sulla sicurezza sui posti di lavoro appena approvata al senato e certamente molto voluta dalla “insensibile sinistra estrema” che poco piace a Lerner  che la vuole solo interessata “a far leva sulla disperazione sociale” e Lerner precisa il perché : è “antagonista” {La Repubblica , 10 agosto 2007, pagina 20}. Caruso , in quanto legittimamente eletto in elezioni non sudamericane, o irakene, è un deputato di questa repubblica, almeno fino a quando Bertinotti,  nella speranza di essere invitato a L’infedele” lo cacci {ma pare questo non sia previsto dalla Costituzione} per cui Lerner si terrà il suo pogrom e Caruso  forse, ma non è detto, imparerà ad esprimersi con un briciolo di “bon ton”;  almeno questa è la speranza che però non scalfisce il problema.
Il problema è quello del lavoro e dei morti sul lavoro. Checché ne pensi ora Lerner (prima era, non mostrava di essere, più aperto a queste problematiche) nella sua diversa collocazione di   “neo-mod” –o neo moderato-  che come abbiamo più volte detto è  un contenitore onnicomprensivo (da Fini a D’Alema) come l’Assoluto di Schelling icasticamente da Hegel definito “la notte in cui tutte le vacche sono nere”. E per irretire i ben pensanti il nostro, sempre a pagina 20, ricorre ad un sotterfugio di bassa lega: accomuna a D’Antona, Biagi ed il gambizzato Giugni ad Ichino immergendoci in un’altra notte in cui tutti i giuslavoristi, in Italia si badi bene, sotto “sotto tiro”.
Purtroppo è l’Italia del politicamente corretto (servile?) in cui tutti i tiggì raccontano di un Valentino Rossi che non evade le imposte, ma si dimentica di pagarle. Come si dimenticò Pavarotti, ma forse è meglio non parlarne.

Perché si sa, può essere scorretto, visto che sta poco bene.

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