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Congresso DS
| Adesione alla mozione a sinistra per un socialismo del futuro |
| La bozza del documento della sinistra DS della federazione di Cagliari |
La Sinistra DS, riunitasi nella sua articolazione federale di Cagliari, ed organizzatasi in mozione congressuale unitaria, esprime, con il presente documento, la sua adesione alla mozione a sinistra per un socialismo del futuro.
Consideriamo il progetto di costruzione del Partito Democratico, nel metodo decisamente verticistico ed autoreferenziale, e nel merito non condivisibile per le ragioni stesse del nostro stare insieme.
Nel ribadire la netta contrarietà a tale progetto, vogliamo sottolineare i valori che abbiamo in comune, essendo questi il punto di vista con il quale intendiamo agire politicamente. Giustizia sociale, pace, diritti del lavoro e nel lavoro, diritti umani, civili e sociali, pari opportunità (anche all’interno della stessa organizzazione del partito), riconoscimento e valorizzazione dei giovani, sostenibilità, partecipazione, condivisione e sviluppo: sono questi i valori che ci uniscono, che poniamo alla base del nostro agire, e che vorremmo orientassero ogni azione del nostro partito, a prescindere dal livello in quale essa si collochi.
È bene mettere in evidenza che per noi, non condividere il progetto del Partito Democratico non significa difendere quello che è diventato il nostro Partito.
Vogliamo partire da una riflessione critica e da quello che definiamo il deficit democratico e partecipativo che ha connotato la realtà locale dei DS in questi anni.
Siamo infatti convinti della necessità che il Partito faccia un salto qualitativo a partire anche dalla sua organizzazione interna. Riteniamo che esso abbia bisogno di donne e di uomini liberi e, proprio in quanto liberi, responsabili, con un forte senso di appartenenza a quella che è innanzitutto una comunità di ideali e di scelte condivise, e non di interessi individuali o di gruppo, terreno fertile questi ultimi, per il prevalere del burocratismo, del conformismo, della disciplina passiva e della cieca fedeltà a chi comanda. Sappiamo bene, e il precedente congresso lo ha evidenziato, come alle divisioni tra le mozioni nazionali si aggiungano in Sardegna, ulteriori divisioni e differenziazioni di correnti. Pur riconoscendo pienamente il valore del pluralismo ( di pensiero e sensibilità ) e della dialettica interna, riteniamo che, molte di queste correnti, spesso, non abbiano nessuna ragione ideale di esistere, se non la forza e gli interessi di chi le governa.
Ancora, nel nostro partito accade che scelte fondamentali siano fatte secondo logiche che appaiono difficili da comprendere. Combattere questa pratica è il primo atto che noi, compagne e compagni della sinistra DS, dobbiamo porre in essere per ridare senso alla democrazia interna. Desideriamo che si adottino criteri di trasparenza nelle nomine, fatte dal nostro partito, a qualsiasi livello, e che l’operato di chi riveste ruoli strategici e di responsabilità sia condiviso, partecipato e politicamente valutabile.
Tutto ciò sta accadendo a livello federale? Ci pare di no.
Riteniamo necessario un modello di struttura organizzativa nella quale gli organismi politici siano in grado di funzionare in modo efficace, e che tutelino dal rischio di scivolare nell’autoreferenzialità.
Per questo proponiamo l’incompatibilità tra cariche di governo del partito e incarichi istituzionali, il rispetto della rappresentanza di genere, una direzione federale snella e, quindi, facilmente convocabile. Ciò che a nostro avviso è, in quest’ottica, imprescindibile, è prestare la massima attenzione alla individuazione e formazione del quadro dirigente, che deve necessariamente essere espressione della maggiore rappresentanza e deve essere individuato secondo regole che agevolino la partecipazione, il percorso democratico e il massimo rinnovamento nella direzione della qualità.
Parallelamente agli aspetti della democrazia interna ci pare prioritario affrontare il profondo deficit partecipativo degli ultimi anni. Riteniamo la conduzione politica del Partito ancora troppo distante dai cittadini; riteniamo che sia necessario il coinvolgimento reale delle Sezioni e l’apertura di canali di comunicazione forte con quei soggetti, collettivi e non, che hanno espresso in questo recente passato un sostegno alle iniziative della Sinistra e consentito al Partito di essere soggetto politico trainante in tutte le recenti competizioni elettorali. Più in generale, vogliamo che sia dato spazio a tutti i processi di coinvolgimento degli iscritti e di coloro i quali hanno sempre espresso il proprio voto in favore dei DS, ma che, al contempo, si sentono sempre meno rappresentati da essi.
Non vogliamo un nuovo partito, ma il cambiamento di quei processi politici interni che risultano disfunzionali.
Scelte condivise, limpidezza di programmi e obbiettivi, punto di vista chiaro sul tipo di società che vogliamo, questo è l'abc di una struttura politica democratica e partecipativa. Vogliamo un partito che vada nella direzione di un progetto alternativo di società, basato su un approccio alla politica ricostruttivo, ecologico, comunitario, etico e socialista. E vogliamo che ciò inizi anche dalle periferie, quale è la Sardegna e la Federazione di Cagliari in particolare.
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