Pubblicità promozionale e pubblicità istituzionale

di Andrea Raggio  Cagliari  20 giugno 2007

E’ proprio il caso di scomodare Flaiano: la situazione è grave, ma non è seria. La commissione consiliare d’indagine sulla gara per la cosiddetta pubblicità istituzionale aveva scritto una pagina pulita, il Consiglio l’ha imbrattata. La commissione aveva rigidamente delimitato la sua indagine agli aspetti amministrativi, traendo le doverose conclusioni solo su questo piano. Le responsabilità politiche erano implicite e implicitamente sottolineate dal carattere unitario della relazione.
Il centrodestra non aveva bisogno di calcare la mano.
Il centrosinistra è caduto, come suol dirsi, nella provocazione, e si è impantanato in una manifestazione di fiducia mistica in Soru e nella sua giunta. Così la questione delle responsabilità politiche, sino a quel momento rimasta in ombra, è esplosa in tutta la sua gravità. Di fronte ad un ordine del giorno che censura la condotta dell’amministrazione e contraddittoriamente elogia la dirigenza politica da cui l’amministrazione dipende, il Presidente si è sentito liberato dall’impegno, più volte assunto e ribadito, di esprimere il suo punto di vista sulla vicenda, dimostrando così che la sua preoccupazione non riguardava la necessità di fare chiarezza ma unicamente la protezione della sua persona.
Egli, inoltre, può sentirsi autorizzato a non trarre le dovute conseguenze dalla censura consiliare. Mi dicono che la Margherita era su posizioni chiare, di pura e semplice approvazione della relazione della commissione. Allora il pasticcio è tutto opera di via Emilia? Ancora una volta, comunque, risulta dimostrato che il presidenzialismo, incatenando allo stesso destino la maggioranza e il presidente, non solo limita l’iniziativa di entrambi e ostacola la dialettica istituzionale, ma scarica i guai della politica sulle Istituzioni, mortificandole.
E’ bene precisare che la gara di cui si parla in realtà non riguarda la “pubblicità istituzionale” ma la pubblicità promozionale e governativa, che è altra cosa. Il principio della pubblicità del processo di decisione parlamentare, fissato nella Costituzione, è uno dei cardini della democrazia. “Questa concezione del Parlamento-casa non è solo una concezione garantista (dibattere e decidere sotto gli occhi di tutti e il giudizio di tutti) ma un necessario completamento giuridico della posizione che il popolo ha rispetto al Parlamento. I poteri popolari … hanno bisogno, per essere esercitati consapevolmente, di un legame senza diaframmi tra il popolo e le Camere.” (Andrea Manzella – Il Parlamento – Il Mulino 1977).  Questo principio e quello sulla sussidiarietà di cui all’articolo 118 della Costituzione, danno corpo a quella visione della partecipazione che appare sempre più come il più efficace rimedio alla crisi della politica. 
E’ semplicemente scandaloso che si spendano somme ingenti per la pubblicità promozionale (alla quale nel passato provvedevano egregiamente alcuni enti, soprattutto l’Esit e l’Isola) e per quella governativa (nel passato, se ben ricorso, né la Presidenza né i singoli assessori gestivano fondi a ciò destinati) e si trascuri del tutto la pubblicità istituzionale, quella che serve ad informare i cittadini non a cose fate ma nel corso della preparazione degli atti legislativi e amministravi, per coinvolgerli. Le nuove tecnologie consentono oggi di fare pubblicità istituzionale puntuale, documentata, e a largo raggio. Quel che manca è la volontà politica.

                                                  
Cagliari, via del Pozzetto 8 – tel. 070374164 – andrearaggio@tiscalit.it
   

 


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