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Federazione PdCI in Svizzera

 

Dalla Svizzera: Lettera di Giovanni Urracci (Pdci) sui tagli della finanziaria all’emigrazione e sul voto delle comunità sarde. Chiesto ai parlamentari eletti all’estero il recupero delle risorse, una costante attenzione per i giovani bilingue e un contatto autentico con l’emigrazione BIRR

"Il governo, in seguito alle vigorose proteste venute dall’emigrazione, ha dovuto reintegrare parzialmente i fondi destinati all’assistenza scolastica riconfermando tuttavia la linea di risparmio sulla pelle degli emigrati".
Inizia così la lettera di Giovanni Urracci, segretario della sezione di Birr (Svizzera) del Partito dei comunisti italiani (Pdci), che invita tutti i militanti della coalizione di sinistra a denunciare con forza la riduzione delle risorse per i nostri connazionali all’estero. Una situazione difficile che, secondo Urracci, dovrà essere affrontata con una lotta unitaria, volta a far mantenere al Governo le promesse elettorali, da portare avanti nei circoli regionali, nelle Acli, nelle Colonie Libere, nelle associazioni sportive e nelle sezioni di partito. Grandi assemblee di lavoratori che pongano in evidenza le responsabilità del passato Governo e facciano pressione sugli eletti all’estero, anche per quanto riguarda i controlli sui consolati che spesso operano in maniera disorganizzata e con personale insufficiente. Dopo aver sottolineato l’impossibilità di far quadrare il bilancio dello Stato attraverso la demolizione del Cgie o riducendo al minimo i finanziamenti per l’emigrazione, Urracci ha evidenziato le difficoltà di gestione delle riunioni dei Comites che spesso rimangono impastoiate il lungaggini burocratiche.
Chieste inoltre le dimissioni dai Comites dei parlamentari della circoscrizione estero e di coloro che con il loro disinteresse ostacolano il lavoro dei comitati. Rispondendo alle valutazioni del presidente del Comites di San Gallo Giacinti, volte a chiedere il ritorno del primato della politica (v: Inform n. 187, ndr), Urracci ha posto in evidenza la necessità di non dimenticare coloro che, al fuori dai partiti, hanno dato il meglio di loro stessi per l’emigrazione, nonché di lavorare per il bene dei nostri connazionali che - ha detto - rappresentano il primo ed unico scopo del "nostro fare politica". In un'altra lettera inviata ai corregionali sardi militanti nei circoli e nelle federazioni, Urracci ha ricordato come la comunità sarda, pur costituendo il gruppo degli elettori più numerosi d’Europa, non sia riuscita a portare propri rappresentanti fra i parlamentari della circoscrizione Estero. Una sconfitta che, l’esponente dei comunisti italiani, va imputata in parte alla crisi morale che attanaglia la politica italiana- non è accettabile che 230.000 elettori non abbiano ricevuto il plico con le schede - ed in parte allo scarso senso d’identità e alla mancanza di unità che si registra anche nell’ambito della comunità sarda. Una collettività che, alla stregua degli altri connazionali all’estero, ha disertato le urne. "Chiedo ai 18 parlamentari della circoscrizione Estero - scrive poi Urracci rivolgendo specifiche proposte agli eletti dalle nostre comunità - di avere una costante attenzione per i giovani bilingue, di non lasciarsi impastoiare nelle beghe parlamentari ed di avere sempre un contatto autentico con l’emigrazione". Auspica la realizzazione, al fine di recuperare il mix linguistico-culturale presente nelle famiglie emigrate, di una legge, da parte dei vari consigli regionali, che preveda la diffusione, fra i connazionali all’estero di nuova generazione, di videocassette incentrate sulle realtà delle Regioni italiane e sull’apporto del nostro popolo alla formazione della cultura istituzionale, giuridica e letteraria europea. Filmati commentati in lingua italiana e nell’idioma dei paesi ospitanti e delle principali comunità immigrate. Prevede in questo ambito anche la ristampa e la diffusione, presso appositi centri, come le associazioni, i circoli e i patronati, delle opere più significative attinenti alla cultura delle nostre comunità in loco. Un atto dovuto, in favore dei tanti connazionali all’estero che hanno aiutato con le loro rimesse la crescita dell’Italia, che farebbe entrare la nostra cultura in circuiti molto più ampi. Urracci, dopo aver auspicato un libero dibattito che consenta di maturare un rapporto nuovo fra cultura d’origine e quella d’emigrazione, chiede infine agli eletti all’estero di mobilitarsi per la realizzazione, presso i comuni dei paesi ospitanti, di specifiche commissioni confederali per l’emigrazione formate dai rappresentanti delle amministrazioni comunali e da quelli dei partiti presenti all’estero.
Da http://www.pdci-europa.org

 

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