Relazione del compagno Giovanni Urracci segretario della sezione del PdCI di Birr in occasione dell’ Incontro alla casa Italia di Zurigo
Gentili Signore, Gentili Signori
Care Compagne e Cari Compagni
Mi corre l'obbligo di svolgere la relazione introduttiva.
Dall'Italia, abbiamo fra noi il compagno senatore Luigi Marino ex capogruppo al Senato del PdCI: “ora responsabile economico del PdCI”.
Da Bruxelles è qui con noi il compagno Roberto Galtieri, segretario della Federazione Europa e membro della Direzione Nazionale del PdCI.
Innanzi tutto intendo ringraziare, e sono certo di poterlo fare anche a vostro nome, questi due compagni per la loro presenza e nel contempo giustificare l’assenza del compagno Diliberto. Oggi si vota, alla Camera dei Deputati a Roma, la fiducia alla Finanziaria e l’assenza del Segretario del Partito sarebbe interpretata come un venir meno all’appoggio del PdCI al governo Prodi. Capiamo e ci rallegra la sua promessa di venire comunque a trovarci in una prossima occasione. Sappiamo che le promessi di Diliberto, le promesse di un sardo sono verità. Desidero ringraziare anche tutti voi presenti, indistintamente: i militanti di partito, quelli delle associazioni, degli enti, dei patronati, delle federazioni regionali e circoli, editori di stampa, giornalisti, con un particolare riferimento a quelli di “Radio l'ora”, Angelo Tinari col suo gruppo, che da 25 anni, ogni domenica ci informa di tutti gli avvenimenti della settimana.
Come tutti sapete dal 25 giugno siamo usciti dai DS per ragioni politiche. Questo partito non é più compatibili col progetto iniziale e storico che ha sempre contraddistinto le forze di sinistra nella difesa dei valori delle fasce più deboli della società. La scelta di costruire il Partito Democratico è la fine di un percorso di scelte politiche non più condivisibili.
La tendenza politica è quella di uno spostamento a destra.
Né dimentichiamo la sempre maggiore riduzione degli spazi concessi nella dialettica politica a persone che veramente desideravano impegnarsi ed infine la poca trasparenza nelle scelte degli uomini di dirigenza.
Il nostro aderire al PdCI significa semplicemente che continueremo, in maniera organica, la battaglia per una società nuova, per la libertà e la dignità delle fasce più deboli della società, dei lavoratori. Insomma, per un futuro migliore.
E di battaglie ne abbiamo fatte e ne dobbiamo fare
- il voto del 9 aprile per il rinnovo del Parlamento italiano. Ci siamo impegnati molto ed unitariamente, con molta fatica, poche strutture e, soprattutto quasi solo con l’autofinanziamento raggiungendo risultati belli ed importanti. Grazie al voto di noi emigrati, e la compagna Palermi lo sa bene, perché lo vive ogni giorno, abbiamo garantito, infatti, la maggioranza democratica al Senato contro Berlusconi.
- Ma i nostri eletti devono con urgenza evidenziare i problemi vecchi e nuovi riferiti al fenomeno migratorio che hanno interessato ed interessano il nostro territorio italiano, non perdere tempo a criticarsi a vicenda Tutto questo all`emigrazione fa male.
- Non dobbiamo per nessuna ragione perdere l`identità, dobbiamo renderci conto che la si sta perdendo. La velocità dei tempi in cui viviamo ci porta spesso a guardare avanti, senza dimenticarci ciò che siamo stati.
- Questo deve essere il nostro orgoglio, la nostra bandiera, con la consapevolezza che perdere di vista il nostro passato non ci rende più ricchi, ma solamente più deboli.
- Richiamo l'attenzione degli eletti dall’emigrazione in particolare, affinché facciano pressione anche per quanto riguarda i controlli sui consolati, che spesso operano in maniera disorganizzata e con personale insufficiente e inadeguato, troppo spesso solo per mancanza di formazione.
- Quindi compito nostro é di fare pressione sul vice ministro Danieli ed anche sul ministro D'Alema.
- Rileviamo anche ed evidenziamo le difficoltà di gestione delle riunioni dei Comites. Nei prossimi Comites dovremo inviare molti più compagni per farli finalmente funzionare;
- ma da ora reclamiamo trasparenza. I parlamentari eletti il 9 aprile nella circoscrizione estero dovrebbero dimettersi dai Comites poiché con le loro assenze ne ostacolano il lavoro. Mi riferisco in particolare agli eletti dalla Svizzera, ma anche ai 12 deputati e 6 senatori.
- Il voto all`estero del 9 aprile ha penalizzato le comunità sarde che, pur costituendo il gruppo di elettori più numerosi in Europa non sono, non siamo, riusciti ad eleggere nessuno. Le federazioni, i circoli, devono in futuro rammentarsi di quanto successo.
Oggi stiamo governando noi, auguriamoci veramente che si riesca mantenere quanto promesso in campagna elettorale. Le opinioni circa il miglior sistema economico da scegliere sono divergenti, le divergenze in merito alla finanziaria lo dimostrano.
Sicuramente il compagno senatore Luigi Marino ci darà informazione a proposito della finanziaria.
Ricordiamo la discriminazione praticata dal governo Berlusconi nel 2002, quando i connazionali ricevettero come premio il blocco dei contributi verso l`Italia, dei quali oggi la stragrande maggioranza di connazionali potrebbe usufruire per i famosi 35 anni di contribuzione a fini pensionistici. Certo questa finanziaria non ci aiuta come promesso, ed questa è la parte in ombra del bilancio italiano, ma proprio per questo dobbiamo continuare la lotta per il riconoscimento dei nostri diritti pensionistici come stabilito anche dalla Cassazione.
Siamo molto attenti alla questione lavoro e alle discriminazioni che fanno i datori di lavoro verso i nostri connazionali.
Dobbiamo continuare ad avere buone relazioni con i sindacati più grandi in Svizzera come l`Unia i Syna, perchè da soli non riescono a meno che non vengano appoggiati e stimolati da noi lavoratori.
Comunque diamo la nostra solidarietà a Pedrina, presidente del sindacato Unia, e agli altri dirigenti, che, a causa della lotta in merito ai cantieri della galleria del Baregg, in Argovia, hanno subito una condanna a 15 giorni di carcere ed una multa di 500 Frs.
Rivolgiamo un appello ai Democratici di Sinistra ai compagni di Rifondazione Comunista a tutta la coalizione per non dimenticarsi, come al solito di noi, in questo 2006, che ha segnato un momento storico con l`attuazione della legge 459.
E il “vento“ di un nuovo modo di affrontare le questioni è innanzi tutto rinnovamento interno: non adoperiamo le giovani donne i giovani ragazzi nell`associazionismo per scrivere indirizzi ed affrancare lettere, bisogna farli contribuire allo sviluppo al dibattito.
Qui a Zurigo il 22 ottobre c’è stato un convegno su “donne e politica”, che é stato di estremo interesse; la compagna Faustina Lapadula ha svolto un ruolo determinante, insieme a tutte le altre donne, per la riuscita dell’iniziativa
Il compagno Galtieri elencava le sezioni comuniste che in pochi mesi siamo riusciti mettere in piedi. Sarà stata la venuta di Cossutta, sarà stato tutto l`insieme, sarà che in tutte le riunioni, anche dei DS, spesse volte, quasi a tutti, scappava questa parola, Comunista. Anche per senatore Micheloni, citandolo con affetto, in tutte le riunioni cui abbiamo partecipato in campagna elettorale, la parola chiave era sempre la stessa, “sono un Comunista”, ma i risultati ci dicono il contrario. Ebbene il nostro percorso alla fine è sempre stato lo stesso. Comunisti per combattere per un futuro migliore.
Zurigo, 19 novembre 2006
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