Il fatto del giorno. Di nuovo alle urne
La manifestazione. Grande folla allo spettacolo organizzato a Cagliari dal Pdci
Sul palco del teatro civico no alla riforma a suon di musica
Appello del deputato
Elias Vacca: siamo
noi a salvaguardare
la nostra Costituzione
È un no che arriva dal palcoscenico quello dei Comunisti Italiani alla riforma della costituzione. Da una manifestazione di opposizione “t e at ra l e ” capace di mescolare arte, politica emusica. Si assicura così il premio dell’originalità la sezione cagliaritana del partito di Oliviero Diliberto, che ha promosso giovedì sera nel risorto Teatro Civico di Castello, una conferenza dal palco a luci soffuse del parlamentare Pdci Elias Vacca, seguita da uno spettacolo di teatro e canto di Elena Pau, avente come filo conduttore il rapporto tra le donne e la Costituzione dalle mondine a oggi.
Giovani, signore in abito, qualche politico locale, il teatro a cielo aperto è pieno quando si spengono le luci e metaforicamente si apre il sipario su Elia Vacca.
È ONOREVOLE E AVVOCATO,ma sostiene di avere un passato da chitarrista e giovedì era in scena «per dare un contributo alla salvaguardia della Costituzione». «Secondo l’articolo tre della Costituzione i cittadini sono tutti uguali ed hanno gli stessi diritti», esclama a gran voce, «e al secondo comma è scritto a chiare lettere il dovere di tutti per rimuovere gli ostacoli a questa uguaglianza. Proprio questo spirito spinge i Comunisti Italiani a impegnarsi attivamente per il No. No ad una riforma votata dalla sola maggioranza, oltretutto principalmente da An e Lega, forze che sono estranee alla genesi della Carta Costituzionale. L’ex premier, lo sappiamo, aderisce per i soliti motivi personali. Ora vorrebbe potersi impadronire dei poteri del Quirinale per portarli dritti dritti a palazzo Chigi.
Pretende la facoltà di revocare ministri “scomodi”, oltre al controllo del Parlamento, grazie ad un Presidente della Repubblica depotenziato ed ad una Corte Costituzionale “politicizzata ”. Insomma, come è nel suo stile di costruttore, vuole buttare giù la Costituzione come un vecchio edificio e ricostruirla a suo
piacimento. Accentuando il federalismo e mettendo in crisi il nostro sistema sanitario, la nostra scuola, i nostri diritti». Affronta poi il nodo della riduzione del numero dei deputati.
«Pura demagogia», esclama, «il problema non sta nel numero. Quanto piuttosto nei privilegi e nella qualità. Possiamo accettare lezioni di moralità da chi candida Dell’Utri e Previti?».
Le musiche di Amodei, Carpi e Liberovici. I testi di Brecht, Calvino e Fortini. La Cosituzione invece è di tutti. «E noi – dicono i Comunisti italiani - la difenderemo
». ■EN. NE.
da
Il Sardegna del 24 giugno 2006