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Prodi: prime modifiche alla legge 30

Il primo beneficiario della lotta al precariato pare risultare proprio il Cavaliere. Dopo il conteggio dei voti alle politiche, Berlusconi, fallita la spallata al Governo, avrà bisogno di almeno  altri due anni per riconteggiare anche i voti delle amministrative. Un settennato, insomma,  che assomiglia ad un “lavoro a tempo indeterminato” come auspicano gli avversari della legge 30. Sardi ed italiani si sono stufati di lotte intestine, aggressioni, e livori. Dopo tante chiamate al voto vogliono pace e buon governo; una iniezione di fiducia perché le finanze sono allo stremo: in famiglia, nei comuni e nello Stato ed invece occorre lavoro, pace sociale e politica. Un poco di vita normale che ci faccia leccare le ferite di queste assurde contrapposizioni e ci permetta di pensare al futuro, allo studio, a sognare certezze. La paura invece sembra dietro l’angolo e dovrà accompagnarci almeno sino a giugno, alla nuova chiamata referendaria. Sì perché mentre ci accingiamo a darci uno Statuto autonomista non possiamo fare a meno di raggelarci di fronte al  fatto che, andata in porto la revisione costituzionale, sarà un anomalo Senato federale, e non più una svilita Corte Costituzionale, che detterà i tempi di vita dei consigli regionali  e potrà bocciare le nostre sacrosante leggi. Una raggelante prospettiva. Ancora un poco di pazienza ed eliminiamo quest’ultima tragedia.


Vincenzo A. Romano

 

 

 

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