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COMUNICATO STAMPA

13 OTTOBRE 2006

Alle redazioni

Giornalistiche, televive e d'agenzia
Loro sedi

Il segretario regionale

Il presente, non solo “il futuro sviluppo” è la grande preoccupazione dei Comunisti Italiani in Sardegna di fronte alle cifre che costituiscono l’indicatore della grave crisi socio-economica in cui versa l’ Isola. E queste cifre parlano chiaro: su poco meno di seicentomila occupati oltre centomila sono i contratti atipici. Ma non basta; è ripresa l’emigrazione delle braccia e dei cervelli. A due anni dalla laurea –nella maggior parte  conseguita con eccellenza- i giovani lasciano la Sardegna per regioni in cui, dopo la caduta del  governo di centrodestra, stanno ripartendo sviluppo economico ed occupazione.
A metà legislatura il governo regionale continua a sfornare grandi progetti per il futuro, ma è incapace di risolvere i problemi dell’oggi.
Per parte europea si minaccia lo smantellamento dei vigneti, superstiti,  e non si hanno risposte locali rassicuranti;  la centrale di Ottana è a rischio di smantellamento,  il Sulcis affonda –invece che emergere- per gli annosi problemi;  la situazione economica dei lavoratori del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale è gravissima, i lavoratori dei call center –area di razzia di imprese spregiudicate- vengono licenziati ad libitum, sono sottoretribuiti ed in balia delle discutibili scelte aziendali.
I Comunisti italiani, pur riconoscendo a questo governo alcuni meriti (piano sanitario, socio-assistenziale,  e  riforma egli enti agricoli ) denunciano il fatto che, a distanza in  due anni e mezzo di gestione, non è stato realizzato neanche uno degli obiettivi volti ad aumentare la crescita economica. Obiettivi non impossibili trattandosi di una diminuzione del due per cento della disoccupazione legata ad un misero aumento del  quattro per cento del tasso dell’occupazione.
Vedono, al contrario, aumentare la povertà, la disoccupazione o l’occupazione precaria, il lavoro in nero ed il ricorso alle associazioni caritatevoli di un numero crescente di cittadini ormai sotto la soglia della povertà.
Gli scioperi in atto, quelli che –pur dolorosamente- le associazioni unitarie dei sindacati stanno per porre in atto sono il termometro di questa mancanza di sviluppo e crescita dell’Isola.
Ribadiscono la necessità di un nuovo modello di sviluppo produttivo che non sia ridotto al terziario ed alla fornitura di servizi. Il turismo è una ottima risorsa, ma non decolla, mentre l’energia manca od è a costi proibitivi; l’occupazione stabile è una chimera, l’abbandono dei territori agropastorali una iattura e l’inurbamneto è fonte, troppo spesso, di devianze giovanili che aumentano l’insicurezza dei cittadini.
Sono questi i pressanti motivi che spingono i Comunisti Italiani a sollecitare il Presidente e la Giunta regionale al confronto con tutti i partiti della maggioranza e dal canto loro assicurano ancora una volta la vicinanza ai lavoratori, alle rivendicazioni dei loro sacrosanti diritti che sosterranno con ogni tipo di manifestazione ed azione impegnando i propri parlamentari, italiani ed europei , perché il diritto al lavoro -costituzionalmente sancito e garantito- sia una realtà per ogni cittadino di quest’isola.

Claudio Giorgi
Segretario Regionale del PdCI
Cell. 3355201004

VAR/var

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