CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
TREDICESIMA LEGISLATURA
INTERPELLANZA BALIA, MANINCHEDDA, MASIA, SALIS, SERRA, sul rischio di smantellamento della termocentrale di Ottana.
I sottoscritti consiglieri regionali,
premesso che:
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continua l’allarmante odissea della termocentrale di Ottana, passata nel marzo 2001 dall’Enichem all’AES, multinazionale anglo-americana con 160 centrali dislocate in tutto il mondo e dopo appena quattro anni ceduta al gruppo della famiglia Olivati;
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sulla capacità del gruppo di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali ed il necessario ammodernamento degli impianti, erano peraltro stati espressi, già nella fase della cessione, dubbi e riserve sia da parte dei sindacati che da autorevoli esponenti delle istituzioni politiche regionali;
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ad appena un anno dall’acquisizione il gruppo Clivati ha annunciato il licenziamento di 44 dei 150 lavoratori della centrale elettrica;
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la centrale elettrica di Ottana è fondamentale per la sopravvivenza dell’intero compendio industriale a cui fornisce energia, vapore, azoto, acqua refrigerata, oltre a distribuire l’acqua a tutti gli impianti e paesi della zona;
rilevato che:
- la termocentrale continua a produrre con macchinari vecchi di 30anni, tecnologicamente superati ed antieconomici in quanto utilizzano olio combustibile che risente fortemente del caro petrolio;
- gli impianti marciano al 50 per cento della potenzialità a seguito della chiusura della Montefibre, cui la centrale forniva la gran parte dell’energia prodotta;
- in tempi brevi anche la Equipolymers, l’azienda più grossa dell’area, non acquisterà più l’energia e le altre utilities dalla termocentrale, in quanto ha avviato la realizzazione di impianti in grado di coprire il proprio fabbisogno energetico, grazie ai finanziamenti regionali che assegnavano così 40 dei 300 milioni di euro previsti dall’accordo di programma sulla chimica del luglio 2003;
ritenuto che:
- il decreto per il rilancio del suddetto accordo di programma, varato nei giorni scorsi dal Ministro dello Sviluppo economico, riapra concrete prospettive di ripresa e nuove opportunità di sviluppo per la chimica sarda in generale;
- per l’area industriale di Ottana in particolare, costituisca l’ultima irrinunciabile occasione per uscire dal baratro di una crisi resa ancor più grave proprio dal mancato rispetto degli impegni assunti con l’accordo di programma che, per il polo della Sardegna Centrale, prevedeva di salvaguardare le società insediate, sostenere le infrastrutture esistenti e rafforzare prioritariamente, con l’assegnazione delle necessarie risorse finanziare, la centrale termoelettrica con tutti i suoi assetti produttivi;
Interpellano
l’On.le Presidente della Regione e l’On.le Assessore dell’Industria per sapere:
- se intendano avviare con l’urgenza imposta dal breve termine stabilito dal decreto Bersani, gli opportuni incontri con gli esponenti delle istituzioni, delle associazioni sindacali, delle forze politiche locali e regionali per predisporre i provvedimenti necessari per il rilancio della termocentrale e del suo ruolo di centro vitale del polo industriale della Sardegna centrale;
- se ritengano altresì di concordare con le parti sociali, politiche ed istituzionali e con i rappresentanti del governo nazionale, un piano industriale regionale alla luce dei gravi problemi strutturali – soprattutto gli altissimi costi dell’energia e dei trasporti -, che pesano su tutta l’economia della Sardegna e, se non affrontati e risolti, decreteranno la morte dell’industria sarda.
Cagliari, 8 ottobre 2006.
F.to
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