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L’assemblea spontanea “precari Laer” diventa Assemblea permanente
Fra le larghe maglie della legge 30 passa di tutto e sempre contro i lavoratori più deboli ed esposti alle angherie dei nuovi padroni delle ferriere.
di Vincenzo A. Romano
L’incancrenirsi della situazione alla Laer, il call center -con sede a
Macchiareddu- che ha negato gli stipendi a dipendenti ed ex dipendenti, assunti però e sempre grazie ad una legge che i Comunisti Italiani pretendono venga abrogata, trasforma la protesta spontanea in una Assemblea permanente.
Sbocco inevitabile e lotta dura contro l’amministratore delegato e l’azienda che avevano preso 3 iniqui provvedimenti che vale la pena di ricordare.
Primo il licenziamento di 100 dipendenti. Dipendenti e non collaboratori come li vorrebbe chiamare la Laer, perché lavoratori soggetti a turni di lavoro imposti, imprescindibili, soste preorganizzate dalla direzione, lavoro obbligatorio e non sindacabile. Collaboratori o schiavi?
Secondo il mancato pagamento degli stipendi maturati (arretrati) per la non modica cifra di oltre centocinquantamila euri. Terzo: la chiusura dell’azienda.
Atti d’arbitrio insostenibili cui i dipendenti hanno reagito prima con una occupazione spontanea ed ora con la costituzione in assemblea permanente .
Il PdCI è vicino a questi lavoratori, alla Cgil e a Zona Deprecarizzata che si stanno impegnando, assieme ad altri, alla ricerca di una positiva soluzione del dramma Laer.
Una lotta dura soprattutto se consideriamo le posizioni assunte dalle rappresentanze dei datori di lavoro contro il decreto Damiano.
Circola la notizia di azioni lobbystiche da parte di Fita-Confindustria, anche con comunicazioni agli associati del Presidente che invita gli iscritti a “«mettere in campo tutte le possibili azioni di lobby» contro «continui e irresponsabili attacchi alla flessibilità del lavoro e ai contratti a progetto da parte di alcuni esponenti della politica e delle parti sociali»
Confindustria, a quanto pare getta la maschera di fronte alla lotta al precariato ed alla abolizione della legge 30 (indecentemente chiamata Biagi) che primi fra i partiti della sinistra i Comunisti Italiani stanno conducendo in Parlamento e nelle commissioni dopo avere raccolto decine e decine di migliaia di firme di cittadini per la sua abrogazione. E non è privo di significato che nella sola giornata delle “Primarie per Prodi” solo a Cagliari ed in un sol giorno furono raccolte 4500 firme depositate presso la Direzione Nazionale.
Come abbiamo avuto modo di stigmatizzare, nel vuoto delle politiche industriali e del lavoro, creatosi durante il precedente governo e che anche l’attuale non riesce a colmare, la Sardegna è diventata, con il suo altissimo tasso di disoccupazione, zona franca per ogni tipo di rapina.
Poiché, inoltre, aziende di questo tipo ricevono finanziamenti pubblici, non è difficile capire che mentre in regione si discute per compartimenti stagni la Sardegna è tornata ad essere la zona privilegiata di quel mordi e fuggi che aveva bruciato 900 miliardi di lire di due pomposi quanto inutili “Piani di rinascita”.
Eppure niente di nuovo sotto il sole perché già nel 1973 la Commissione d’inchiesta sul banditismo in Sardegna (vedi relazione Pirastru –PCI-) aveva indagato, conosciuto e denunciato questo stato di cose che continua a perpetuarsi ancora oggi mentre la Giunta ed il Consiglio paiono inani.
I lavoratori Laer hanno la piena solidarietà del PdCI e non saranno soli mercoledì 27 settembre.
(COMUNICATO : “L'Assemblea Permanente dei precari Laer convoca, per mercoledi 27 settembre alle ore 18 presso la sede di Macchiareddu, una nuova assemblea per confrontarci sul delicato tema dei precari, nell'attesa che la Laer termini la sua latitanza e affronti le proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori”).
La Url di questo articolo é:
http://www.pdcicagliari.altervista.org/ECONOMIA/callcenter.htm
