L’ Assessore Maddalena Salerno riceve gli operai di Tuvixeddu

di Vincenzo A. Romano
Cagliari.- 29 giugno 2007
Maddalena SalernoDa quando il presidente Soru ha bloccato le ruspe nei cantieri , all’inizio dell’anno, della Coimpresa Cualbu che doveva edificare un intero quartiere (circa trecentomila metri cubi) nella necropoli di Tuvixeddu – la più grande necropoli punica dell’intero mediterraneo- corrono le carte bollate, i ricorsi  e le reciproche accuse.
Tutto si svolge sulla testa dei lavoratori assunti dalla Cualbu che dell’intera diatriba sono le vere vittime.
Non importa se l’imprenditore fosse conscio del rischio che stava assumendosi (chi può farla franca a voler costruire su un museo naturale, sebbene trascurato da precedenti amministrazioni ignoranti e menefreghiste, per di più mettendo le amministrazioni davanti al fatto compiuto: O si va avanti o si licenzia in massa!).
Eppure questa responsabilità la ditta se la è assunta , ma non ci si venga a dire che questo è rischio d’impresa perché è,invece, pura tracotanza) e le conseguenze sono di fronte a tutti.
Una lotta a coltello fra i paladini del mattone e gli ultimi cavalieri dell’ambiente compatibile.
In mezzo vittime destinate in questa battaglia: i lavoratori usati come merce di scambio siccome accade sempre di più in un’Italia cialtrona dove chiunque, anche un indagato per tentata estorsione, può andare in televisione ed irridere le leggi, lo stato di legalità ed i cittadini normali vantando un diritto al gossip dove fraschette e veline si accusano reciprocamente di usare cocaina e quant’altro per vincere la noia del loro mondo dorato.
NecropoliAi Comunisti italiani interessa e preme, invece, la sorte e la sopravvivenza di chi al lavoro dedica una vita e dal lavoro –onesto- pretende dignità e benessere.
Per questo alle 10 di questa mattina il segretario provinciale del PdCI , Antonio Littarru, ottenuto un abboccamento con l’Assesorre regionale al lavoro, Maddalena Salerno, ha guidato una rappresentanza di lavoratori a rischio della Coimpresa Cualbu negli uffici della regione.
Del folto gruppo di oltre una sessantina di dipendenti, circa una dozzina sono andati, in rappresentanza, ad esporre le  proprie ragioni all’Assessore.
Secondo Antonio Littarru -sentito dopo il colloquio- la Salerno, che ha dimostrato una grande disponibilità e sensibilità,  ha dato segno di avere piena conoscenza del problema ed ha espresso  preoccupazione  sorte dei lavoratori a rischio di licenziamento.
Sentile le preoccupazioni delle maestranze l’Assessore  ha illustrato brevemente le questioni legali in sospeso fra la RAdS e la ditta  e delle quali si dovrà comunque tenere conto nelle decisioni future, ma ha nel contempo assicurato che le problematiche connesse sono sempre all’attenzione del suo Ufficio e molto dipenderà anche dalle controproposte che l’  Amministrazione illustrerà all’impresa.
Nell’attesa della sentenza chiarificatrice del tribunale Amministrativo regionale l’assessorato non rimane comunque inerte perché sono già allo studio meccanismi di incentivazione degli ammortizzatori sociale per venire incontro alle attese degli incolpevoli dipendenti.
Al termine della discussione l’Assessore ha dato appuntamento ai presenti non appena conosciute le decisioni del TAR.
Sentiti all’uscita sia il segretario Littarru sia alcuni degli operai ricevuti - che hanno illustrato agli altri colleghi l’esito dell’incontro- , si è acceso un lume di speranza e dato pieno credito sia alla buona fede che alla disponibilità ed interessamento dell’Assessore, tanto più asserisce il Segretario, che noi contiamo molto anche sull'interessamento del nostro consigliere regionale Tore Serra.


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