Un ddl contro il lavoro Precario
di Gianni Pagliarini *
 

 

Tredici articoli per una proposta di legge sottoscritta da parlamentari del Pdci, del Prc, dei Verdi, di importanti esponenti dei Ds che pone fin dal titolo una priorità assoluta: quella di realizzare "norme per il superamento del lavoro precario"

Bastano tredici articoli per "fare qualcosa di sinistra", rispondere alle grandi aspettative di milioni di lavoratrici e lavoratori nel nostro Paese e affermare con forza che la precarietà va superata. Tredici articoli per una proposta di legge sottoscritta da parlamentari del Pdci, del Prc, dei Verdi, di importanti esponenti dei Ds che pone fin dal titolo una priorità assoluta: quella di realizzare "norme per il superamento del lavoro precario".
Giovedì la proposta è stata presentata nel corso di una conferenza stampa al Senato e ritengo rappresenti una grande occasione per la politica e per le istituzioni; l'occasione di intervenire su una materia che incide in modo drammatico sui precari di ogni età, sul futuro delle giovani generazioni e che condiziona gravemente tutto il sistema produttivo.
Aggiungo che l'arco di forze che appoggia il progetto di legge conferisce ad esso un importante valore aggiunto; non si tratta di una proposta "contro", come qualcuno maliziosamente suggerisce alludendo ad una surreale competizione all'interno della maggioranza, bensì "per" qualcosa: vogliamo infatti che venga applicato il programma dell'Unione, che definisce come rapporto di lavoro "normale" quello a tempo indeterminato.
Per raggiungere tale obiettivo occorreva mettere a punto una proposta di legge organica, finalizzata a cambiare radicalmente l'impostazione del mercato del lavoro in Italia e ad estendere a tutti i cittadini le garanzie contrattuali fino ad oggi destinate esclusivamente ai lavoratori subordinati con contratto a tempo indeterminato.
L'idea che muove la proposta di legge, inutile nasconderlo, è ambiziosissima: non si tratta "semplicemente" di superare la legge Biagi e di contrastare in Parlamento i disastri combinati dalle destre in cinque anni di malgoverno, bensì di cogliere l'occasione per riscrivere tutta la normativa che riguarda il lavoro economicamente dipendente e di interpretare in positivo - riconoscendo cioè nuovi diritti - i cambiamenti in atto in un multiforme mondo del lavoro.
Qui entra in gioco l'importante contributo fornito dal professor Piergiovanni Alleva e dal suo pool di giuslavoristi, che hanno dotato la proposta di legge delle indispensabili basi giuridiche per qualificare innanzitutto il rapporto parasubordinato come dipendente, facendo così decadere l'assurda differenziazione (in termini di garanzie e tutele) tra "atipici" e non.
Il pdl fissa poi dei vincoli a proposito dell'utilizzo dei contratti a tempo determinato, reintroduce il diritto di preferenza per il lavoratore con contratto a termine in caso di assunzioni stabili nella stessa azienda in cui ha prestato la sua opera, stabilisce misure a tutela dei dipendenti a tempo "somministrati" da società interinali e definisce scrupolosamente l'odiosa pratica del mobbing con l'indicazione dei risarcimenti per il danno subìto.
Il pdl è già stato sottoscritto da oltre cento parlamentari e contiene in sé tutte le caratteristiche necessarie ed utili all'apertura di una riflessione vera in tutto il centrosinistra.
*Deputato Pdci, Presidente della Commissione Lavoro della Camera

  Fonte : Aprile ondine 09 febbraio 2007
 
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