Dai Comuni Italiani
18 Priorità per la crescita del Paese
Autonomia, Governance, Sviluppo, Welfare
Milano, 15 febbraio 2006
Premessa
Incertezze e contraddizioni definiscono il quadro di regole, rapporti, modelli gestionali e competenze con cui i Comuni hanno dovuto costantemente confrontarsi in questi anni. Anni in cui si è erroneamente trascurato il ruolo attivo che i Comuni devono svolgere nel nuovo assetto istituzionale a sostegno della ripresa economico-sociale. Il sistema Paese ha bisogno di coesione, di equilibri stabili tra la richiesta sempre più crescente di servizi efficienti e politiche strutturali in grado di favorirli, di concertazione seria e responsabile - tra i vari livelli di governo – degli obiettivi e delle azioni in grado di elevare il livello di benessere dei cittadini, di favorire uno sviluppo più bilanciato dei territori, di incoraggiare l’integrazione sociale attraverso la riduzione degli svantaggi, delle differenze, delle possibili fonti di conflitto. Per questo il contributo delle Autonomie è determinante.
La prossima legislatura avrà dunque il compito di progettare un “futuro possibile di crescita sociale ed economica” che leghi di più lo Stato ai territori locali, i territori alla società civile, alle parti sociali, al mondo delle imprese. A tal fine, l’ANCI ha elaborato una serie di punti programmatici su cui intende aprire un confronto con tutti i futuri candidati alle prossime elezioni politiche auspicando che nella prossima legislatura riemerga la centralità del ruolo dei Comuni nella elaborazione e costruzione di nuovi processi di crescita socio-economica del Paese.
Chiediamo pertanto un impegno dei candidati e delle coalizioni politiche sui seguenti punti qualificanti per il sostegno alle istanze dei Comuni:
- Restituire spazi di autonomia finanziaria e di programmazione delle proprie risorse agli amministratori locali che si trovano oggi nell’impossibilità di gestire con responsabilità gli enti che governano attraverso una manovra straordinaria di finanza locale. Sblocco delle addizionali, istituzione dei contributi di scopo, individuazione del meccanismo dei saldi per il calcolo del patto di stabilità, attribuzione della funzione catastale sono alcuni esempi concreti di azioni politiche che potrebbero essere svolte dal governo a costo zero per il bilancio dello stato.
- Dare attuazione ai principi dell’articolo 119 della Costituzione con una compartecipazione dinamica ai grandi tributi erariali e alla ricchezza generata dal territorio attribuendo ai Comuni la competenza amministrativa integrale ed il totale gettito derivante dall’imposizione fiscale sugli immobili con la definizione di meccanismi di perequazione che salvaguardino i territori con capacità fiscale ridotta.
3. 3. Programmare un piano di investimento, di innovazione e di sviluppo dedicato ai piccoli Comuni ed alle loro forme associative, in particolare alle Unioni di Comuni, sia da un punto di vista economico che normativo.
- Potenziare il trasporto pubblico locale attraverso finanziamenti che garantiscano qualità e quantità dei servizi, in linea con gli standard europei e totale sostituzione dei veicoli inquinanti.
- Ridefinire un quadro nuovo, omogeneo e coerente di politiche abitative adottando misure di carattere strutturale quali l’adeguamento del “fondo nazionale per il sostegno alle locazioni” alla crescente domanda di sostegno da parte delle famiglie meno abbienti.
- Costituire un tavolo permanente di monitoraggio della spesa pubblica composto dai diversi livelli istituzionali, per aumentare il grado di trasparenza della spesa nella Pubblica Amministrazione, facendo in modo, in coerenza con il titolo V della Costituzione, di avere uno strumento condiviso per la verifica costante e puntuale delle spese degli Enti.
7. 7. Adeguare l’attuale sistema di concertazione istituzionale, non conforme al nuovo assetto ordinamentale effetto della riforma del Titolo V. Le Conferenze ( Unificata, Stato - Regioni e Stato Città e autonomie Locali) devono diventare il luogo di co-definizione dell’indirizzo politico dove completare atti amministrativi complessi. Allo stesso modo i consigli regionali delle autonomie locali devono essere luoghi di confronto politico e legislativo e non meri “parerifici”.
8. 8. Prevedere riunioni del Consiglio dei Ministri allargate ai Rappresentanti delle Autonomie per discutere temi fondamentali quali il coordinamento economico e fiscale, le politiche per lo sviluppo e per il territorio, le regole elettorali per il sistema degli enti locali.
9. 9. Istituire un’Agenzia per le semplificazione e l’innovazione istituzionale che abbia il compito di accompagnare gli enti nella creazione di un efficiente nuovo modello di governance, per semplificare le procedure amministrative ed i rapporti fra PA e cittadini.
- dare attuazione alla modifica del Titolo V attraverso la revisione del Testo unico e la definizione delle funzioni fondamentali degli enti locali per favorire una riforma dell’organizzazione ed il sistema dei controlli; costruire politiche di “governance” differenziate per Piccoli e grandi Comuni; costituire le Città Metropolitane.
11. 11. Attivare un processo di liberalizzazione "uniforme" dei servizi pubblici locali, sostenuto da una regolazione omogenea e coerente, che dia certezze a tutti gli operatori, pubblici e privati. Mettere la qualità del servizio al centro delle politiche industriali e delle modifiche normative. Consentire ai governi locali di assumere un ruolo strategico nelle politiche industriali dei territori, favorendo le aggregazioni strutturali e le innovazioni tecnologiche che preparino il sistema Paese all'impatto con i mercati europei.
- Proseguire e rafforzare l’attuazione delle politiche di eGovernment e di innovazione organizzativa della P.A., per garantire servizi più efficienti e le necessarie economie di scala, per ridare forza al governo dei territori, per il riposizionamento competitivo delle economie locali e per elevare il livello di benessere dei cittadini. Dare immediata e convinta attuazione al progetto della carta di identità elettronica ed al permesso di soggiorno elettronico.
- Potenziare il modello della pianificazione strategica delle città, quale strumento di governance che riconosce la consultazione, la partecipazione e la concertazione come capisaldi di politiche più efficaci per il raggiungimento di fini condivisi, quali il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, uno sviluppo economico sostenuto ma equo, la protezione delle risorse ambientali, ed il superamento delle ineguaglianze sociali. Un modello adatto e opportuno per risolvere problemi di governabilità delle c.d. aree a vocazione metropolitana dove le politiche urbane relative alla mobilità, alla sostenibilità e riqualificazione ambientale, ai servizi integrati, all’occupazione, etc, richiedono l’esistenza e l’integrazione di una pianificazione condivisa con tutti gli attori istituzionali, economici e sociali dei territori interessati.
- Definire per il Mezzogiorno, un nuovo Programma strategico, capace di dare nel breve, medio e lungo periodo risposte ad esigenze e bisogni prioritari di crescita, competitività, maggiore e migliore occupazione, rispetto dei diritti di cittadinanza, coesione e sicurezza.Posizionare le politiche urbane al centro delle misure di intervento del CIPE.
15. 15. Investire nel Welfare delle opportunità e delle responsabilità, che promuova il passaggio dall’assistenza al lavoro, incrementi i processi di formazione permanente, attui l’integrazione socio-sanitaria, individui e finanzi i livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS) raccordandoli con quanto già avviene rispetto ai livelli essenziali di assistenza sanitaria ( LEA) , affronti con politiche strutturali problematiche quali l’immigrazione e la non autosufficienza. Chiediamo dunque politiche strutturali per il welfare locale che potranno realizzarsi attraverso innanzitutto il rifinanziamento del fondo sociale (che nel solo 2005 ha subito una decurtazione di 500 milioni di euro).
- Assicurare ai cittadini la libertà di sentirsi sicuri nelle città. I Comuni, singoli e associati, attraverso i loro corpi e servizi di polizia locale già forniscono alle comunità un apporto fondamentale per assicurare livelli elevati di sicurezza e di legalità. Occorre ora fare un salto di qualità e legiferare in modo da consentire l’integrazione delle funzioni di polizia amministrativa locale svolte dalle polizie comunali e provinciali, con le funzioni di ordine pubblico e di pubblica sicurezza.
- Rispetto ai temi dell’Istruzione e della Formazione scolastica occorre individuare un piano di risorse strutturale e permanente da mettere al servizio delle priorità formative. E’ necessario potenziare le politiche per l’infanzia con interventi anche di carattere eccezionale, nella apertura di nuovi asili nido. Occorre altresì definire un piano straordinario di interventi per la messa a norma degli edifici scolastici.
- Trovare in via definitiva una soluzione normativa che sollevi i Comuni dalle ingenti spese sostenute per il funzionamento degli uffici giudiziari, attualmente caratterizzate da ritardo e insufficienza dei rimborsi statali previsti dalla normativa vigente. Il problema degli oneri per vigilanza esterna ha aggravato la situazione ed è necessario superare l’attuale disciplina cosi come è necessario risolvere il problema delle locazioni di immobili ad uso delle forze dell’ordine.
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