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Comunisti Italiani e Associazione Nilde Jotti aprono il dibattito
| Enti locali, associazioni e servizi al cittadino |
Incontro dibattito, a Capoterra, fra Artigiani, Commercianti e forze politiche sul ruolo degli enti locali nello sviluppo del territorio e nella creazione di nuovi posti di lavoro
sabato 13 gennaio 2007- 23.35 |
di Vincenzo A. Romano
Capoterra 13 gennaio 2007. A conclusione di un lungo lavoro di raccordo fra gli artigiani, i commercianti, l’associazionismo e le autorità di Comune e Provincia si è tenuto, questo pomeriggio, un ampio ed articolato dibattito nei gazebo allestiti nella Piazzetta de “La residenza del Sole” -centro di attività commerciali ed artigiane- destinata, secondo l’intendimento dei promotori, a diventare il fulcro di queste attività e nucleo di sviluppo futuro del territorio. Capoterra è cittadina ridente dislocata su di un ampia pendice che si articola in vari centri residenziali che fanno corona al centro originario dell’insediamento e si stendono da Poggio dei Pini a Maddalena da Torre degli Ulivi a Residenza del sole, Frutti d’Oro e Rio San Girolamo. Capoterra ha una popolazione che si avvicina ai venticinquemila abitanti; ha una distribuzione della ricchezza variamente articolata; ha 5.000 disoccupati.
Per cercare di dare una soluzione umana e solidale a questi problemi è nata l’Associazione “Nilde Jotti” , no-profit, con ragioni politiche, culturali e sociali. Presieduta dal Gianpaolo Pinna, che è anche segretario della locale sezione del PdCI, ha come Vice Presidente Gianfranco Ghironi , tesoriere Ferruccio Scanu e Segretario Giovanni Orrù e nel suo Consiglio Direttivo militano Ornella Corda, Gianni Orrù e Giovanni Sarais.
E’ l’impegno di questi cittadini che ha portato al raccordo con i rappresentanti degli agricoltori, degli artigiani e dei commercianti di Capoterra per dar vita all’iniziativa che Gianpaolo Pinna ha ampiamente illustrato nella prolusione e Ercole Spiga, in rappresentanza degli artigiani, ha confermato nelle grandi linee attuali aprendo, contemporaneamente agli operatori di tutti i settori merceologici e proiettando verso il futuro quello che oggi si configura come un mercatino zonale che offre spazi gratuiti agli espositori in un clima definito di “partecipazione solidale”.
Il primo plauso istituzionale per l’iniziativa è arrivato con le parole dell’assessore provinciale al Lavoro, affari generali e CED della Provincia di Cagliari Maria Carla Floris (PdCI) che ha aperto con un discorso chiaro: la concorrenza della grande distribuzione contro la genuinità del prodotto; l’isolazionismo del momento ed il grande mercato che può essere aperto, invece, dalla autostrada telematica.
Condizione per sopravvivere allo scontro, secondo l’Assessore, sono una politica forte per la salvaguardia della genuinità del prodotto sardo, una strenua difesa delle caratteristiche merceologiche dei prodotti, la strada consortile e la distribuzione anche attraverso la rete internet. In un periodo di forti contraffazioni, e si torna al problema del marchio i e della denominazione controllata d’origine, tale strada porta all’affermazione della qualità che oggi è l’unica risorsa contro la degenerazione imitativa e contemporaneamente con l’autostrada telematica il prodotto genuino oltrepasserà i limiti ristretti del localismo conquistando i mercati esterni.
Il succo del discorso della Floris è concretizzato in alcuni calzanti esempi: non sarà concorrenziale un “pecorino sardo” prodotto impiegando latte di pecora tunisina –più resistente di quella sarda- perché il mercato è già saturo di prodotti spuri mentre ha fame di piccole ma qualificate produzioni originali. Associazionismo e consortilismo saranno capaci di dare maggiore forza ai produttori e la pubblicizzazione telematica diffonderà la conoscenza del prodotto , ergo la vendibilità, in maniera esponenziale anche rispetto alle attuali e pur meritorie fiere dei prodotti tipici. Un ritorno, in chiave moderna alla valorizzazione di antichi mestieri.
Un discorso sempre improntato sulla qualità è stato l’argomento centrale dell’intervento di Giorgio Piras a nome della categoria, che presiede, degli agricoltori. E’ un mercato, quello agricolo ed in specie ortofrutticolo, in grave crisi per vari motivi fra i quali pesano soprattutto la perdita di produttività (-3%), l’aumento dei costi (+2%) che si traducono in minori guadagni, con impossibilità di investimenti e quindi impoverimento generale del comparto.
Per fare un esempio palpabile e concreto Piras porta un’equivalenza impressionante: il costo di 1 chilogrammo di pane equivale a quello di 50 di grano e di qui si spiegano molte cose. La proposta che la Confederazione agricoltori porterà avanti, pretendendone l’applicazione, sarà quella della lotta alla sproporzione intollerabile fra prezzo pagato alla produzione e costo al cittadino.
Non tollereremo, incalza il presidente, che quanto ci viene pagato dieci sia venduto, al minuto, a 100. Ed è un segnale molto apprezzato che il numeroso pubblico presente ha dimostrato di gradire con un nutrito applauso.
Lo spazio concessoci non ci mette in condizioni di rendere nel particolare la mole dei numerosi interventi, ma si sono succeduti i suggerimenti del dottor Enrico Floris sull’utilizzo delle risorse finanziarie a disposizione presso la Regione sarda; l’ingegner Mura, membro della commissione edilizia, ha evidenziato la struttura topologica del territorio che come abbiamo detto è vasta e dispersiva illustrando alcune soluzioni tecniche di buon governo urbanistico.
A seguire Gianfranco Ghironi ha ampiamente discusso sia di associazionismo che di integrazione delle attività socio culturali (per cui si rimanda ala sito interessanti e seguiti gli interventi del consigliere provinciale Giuseppe Palmas e le parole del sindaco di Capoterra Marongiu.
Le conclusioni del discorso sono state di appannaggio di un altro consigliere provinciale, l’ingegner Efisio Sanna (PdCI), che ha fatto la summa dell’incontro con i migliori auspici di riuscita dell’ambizioso progetto. Il freddo accumulato per la brezza che si è infiltrata nel gazebo è stato cacciato con un ricco rinfresco, mentre corposi vini ridavano colorito a guance sbiancate.
Locandina manifestazione
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