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Passi avanti nelle pensioni minime Damiano Ottimista
ROMA – ANSA 2007-07-09 20:38 - Passi avanti tra Governo e sindacati sulle pensioni basse mentre si attende il rientro del presidente del Consiglio, Romano Prodi da Israele per tentare la stretta sulla modifica dello scalone. L'incontro al ministero del Lavoro ha portato a un avvicinamento delle posizioni sui meccanismi per erogare gli aumenti ai pensionati con assegni bassi anche se se i sindacati avvertono che restano ancora "distanze" e che bisognerà aspettare l'incontro fissato tra poche ore per sapere se sapere se sarà possibile trovare un "punto di equilibrio".
La platea dei beneficiari degli aumenti non è ancora stata definita ma il ministro del Lavoro, Cesare Damiano ritiene che possa calcolarsi intorno ai tre milioni di persone. E in attesa del ritorno di Prodi e della presentazione della sua proposta sul superamento dello scalone (il passaggio nel 2008 da 57 a 60 per l'età necessari alla pensione di anzianità a fronte di 35 anni di contributi) cresce il pressing sul presidente del Consiglio perché presenti una ipotesi condivisa da "tutta la maggioranza" e perché faccia in fretta.
"I prossimi giorni sono quelli in cui il governo dovrà arrivare a una posizione unitaria che ad oggi come evidente non c'é", dice il ministro del Prc, Paolo Ferrero "Sulle pensioni - ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani - bisogna trovare un punto di equilibrio, fare la manutenzione al sistema, perciò cerchiamo di non darci colpe e di trovare l'intesa". Intanto proseguono i contatti tra i partiti e i sindacati con l'incontro tra il vertice di Rifondazione e i leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Giordano ha incontrato i segretari generali separatamente presso le loro sedi per capire le posizioni e la disponibilità alla trattativa sullo scalone e il punto di caduta per un eventuale accordo.
"Ci siamo detti che è importante raggiungere un accordo - dice il responsabile lavoro di Prc Maurizio Zipponi - perché altrimenti dal 1 gennaio scatta lo scalone Maroni. Riteniamo che un accordo vada trovato nella maggioranza coerente con il programma dell'Unione e che non ci debba essere confusione di ruoli tra i sindacati e le forze politiche. Cercheremo di fare l'intesa ma non a tutti i costi. Se non lo si raggiunge si rischia la crisi di Governo". La proposta a cui lavora il Governo al momento resta quella del passaggio nel 2008 a 58 anni per poi crescere a 59 dopo 18 mesi e successivamente introdurre le quote ed è probabile che la trattativa si faccia proprio sulla distanza tra i diversi scalini (ad esempio ipotizzando che ci vogliano 24 mesi per passare da 58 a 59 anni e poi ancora al nuovo mix 95-96 tra età e contributi).
Potrebbe trovarsi un accordo sui meccanismi per gli aumenti alle pensioni basse (e quindi sulla platea dei beneficiari e sull'incremento medio dell'assegno), sullo scalone é possibile che si tenti la stretta già in settimana anche se i sindacati restano cauti dopo la rottura che si è consumata prima della presentazione del Dpef. Damiano comunque si è detto "ottimista" sulla possibilità che si possa trovare entro questa settimana una soluzione su tutte le questioni relative alla riforma del sistema previdenziale, compresa la modifica dello scalone. "Aspettiamo il ritorno del presidente del Consiglio Prodi - ha detto Damiano - spero che nella settimana si arrivi ad esaurire tutti i problemi".
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