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Elena Pau: un recital sul NO al referendum

Vincenzo A. Romano

Cagliari 22 giugno 2006 - Capita di rado che lo strumento superi lo scopo. Che una riunione dei Comunisti Italiani contro la barbarie revisionista della destra contro la Costituzione repubblicana, pur supportata dall’eloquenza del Deputato Elias Vacca, perda -d’incanto- la sua ragione partitica per assurgere ad una dimensione politica dove la ragione della  polis esce dal normale dibattito di confronto fra le parti e va a confondersi con il pathos. Quello, intendiamo, della tragedia greca dove le parole, la musica ed il canto sublimano in una situazione irreale che ti riporta al mondo comune; alla  koινή che tutti coinvolge.
E’ accaduto nello spettacolo che Elena Pau ha tenuto, insieme con il pianista Salvatore Spano, al teatro Civico di Castello proponendo un repertorio moderno e classico dove il canto si alternava alla parola in un ritmo esaltante fatto di ammiccamenti, sorrisi, allusioni. Il binomio Marco Parodi,regista, – Elena Pau,interprete colta e sensuale, ha funzionato, ancora una volta trascinando il pubblico nel gioco ludico della cantante. Reduci dal successo della riappropriazione della ballata di Sergio Atzeni “quel maggio del 1906” messo in scena dagli allievi de “La Fabbrica Illuminata” in piazzetta Orrù, gli artisti hanno riaffrontato il tema politico nel teatro-canzone “dalle mondine ai giorni nostri” –vedi il programma allegato- dove la voce di Elena Pau ha tenuto la scena in un repertorio difficile, impegnato, di forte spessore.
I testi di Brecht, Luporini, Amodei e Gaber, danzavano nell’aria pieni del loro tragico racconto. Figure di donne nella tragedia della guerra o del lavoro si alternavano catturando l’ascoltatore, rievocando eventi lontani, forse ascoltati forse non vissuti. Ed è per questo che ci piace parlare di pathos come forza rievocatrice.
Sciur padrun da li beli braghi bianchi, La Chiesa si rinnova, Al referendum rispondiamo no, erano momenti che facevano sorridere e pensare, come l’interpretazione melanconica e struggente del canto finale con quel … “oh partigiano portami via”…
Ma un pezzo ci è stato particolarmente caro; quella “ballata del soldato Adeodato” dove Elena Pau non ci ha fatto, per niente, rimpiangere la pur celebre interpretazione di Edmonda Aldini.
Una serata insuperabile della quale sentivamo davvero bisogno.

 

Programma

In cerca di te (Sciorilli - Testoni)
Il valzer della credulità (Jona –Liberovici)
Io son una (Mauri – Nebbia)
Ballata del soldato Adeodato (Straniero – Liberovici)
Ballata di Maria Sanders (Brecht – Eissler)
La canzone del bel tempo (Fortini – Carpi)
Sciur padrun da li beli braghi bianchi
Pietà l’è morta
Trenta giorni di nave al vapore
L’America (Luporini - Gaber)
Canzone triste (Fausto Amodei)
Le cose vietate (Fausto Amodei)
Qualcosa da aspettare (Fausto Amodei)
Questa democrazia (Fausto Amodei)
La democrazia (Luporini - Gaber)
Le elezioni (Luporini – Gaber)
Un’azalea(luporini – Gaber)
La Chiesa si rinnova (luporini – Gaber)
 Al referendum rispondiamo no (Fausto Amodei)

 

 

la foto di Elena Pau è ascrivibile ai :www.maldimarem.it/eventi-2005/FOTO/elena%201.jpg

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