“LA FABBRICA ILLUMINATA”
piazza del Carmine, 22
tel. 070 6848645
Cagliari

Venerdì  25 maggio, ore 21, quarta serata  del ciclo dedicato alla Poesia Femminile, “POETESSE DI TERRA E DI MARE”, a cura di Marco Parodi.

“POESIA DELLA RASSEGNATA REAZIONE”
la poesia femminile ebraica
Leah Goldberg, Simone Weil, Alejandra Pizarnih, Nelly Sachs

lettura degli allievi della Scuola per l’Arte dell’Attore:
VALENTINA FENZA, PAOLA MASALA, DANIELA MUSIU,
FILIPPO SALARIS, VALENTINA SULAS, ANTONELLA URAS

con la partecipazione di ELENA PAU
all’arpa MARCELLA CARBONI

Nella poesia delle scrittrici che abbiamo definito della “rassegnata reazione” si collocano molte artiste di origine ebraica. Indipendenti, coltissime, il più delle volte integrate nella cultura dominante e in grado di dialogare con gli intellettuali maschi più in vista (tra tante si pensi a Simone Weil), queste artiste riservano tuttavia, alla voce della poesia, l'individuazione e la denuncia degli aspetti più tragici della loro condizione di vita e la loro debolezza di condannate  a sentirsi ovunque straniere. Queste donne si stagliano, grandi nella loro solitudine di diverse, quasi ad alludere a una condizione universale, mentre le loro poesie esprimono, quasi sempre, sentimenti violenti, totalizzanti, che la mente non riesce a controllare, denuncie lucide riguardo la condizione della donna e la sofferenza femminile e insieme segnali oscuri e polivalenti in grado di fare intravedere, di svelare l'intelligenza e la sensibilità delle cose.
L’attrice-cantante Elena Pau, accompagnata con l’arpa da Marcella Carboni, presenterà tre canti del ghetto di Bialystok (Polonia), nato dopo l’irruzione delle SS che nel 1942 trasferirono centinaia di giovani nei lager. Sono composizioni scritte “per non dimenticare”. In una di esse sono descritti i pensieri di una ragazzina polacca di fronte al forno crematorio.

Cagliari, 24 maggio 2007                        
                                                                                                                                                       per la Fabbrica Illuminata
                                        Marco Parodi

CONSIDERATO IL LIMITATO NUMERO DI POSTI, SI CONSIGLIA SEMPRE DI PRENOTARE.


CORO DEI SUPERSTITI

Noi superstiti
dalle cui ossa la morte ha già intagliato i suoi flauti,
sui cui tendini ha già passato il suo archetto-
I nostri corpi ancora si lamentano
col loro canto mozzato
Noi superstiti
davanti a noi, nell'aria azzurra,
pendono ancora i lacci attorti per i nostri colli-
le clessidre si riempono ancora con il nostro sangue.
Noi superstiti,
ancora divorati dai vermi dell'angoscia-
la nostra stella è sepolta nella polvere.
Noi superstiti
vi preghiamo:
mostrateci lentamente il vostro sole.
Guidateci piano di stella in stella.
fateci di nuovo imparare la vita.
altrimenti il canto di un uccello,
il secchio che si colma alla fontana
potrebbero far prorompere il dolore
a stento sigillato
e farci schiumar via -
Vi preghiamo:
non mostrateci ancora un cane che morde
potrebbe darsi, potrebbe darsi
che ci disfiamo in polvere
davanti ai vostri occhi.
Ma cosa tiene unita la nostra trama?
Noi, ormai senza respiro,
la nostra anima e volata a Lui alla mezzanotte
molto prima che il nostro corpo si salvasse
nell'arca dell'istante-
Noi superstiti,
stringiamo la vostra mano,
riconosciamo i vostri occhi-
ma solo l'addio ci tiene ancora uniti,
l'addio nella polvere
ci tiene uniti a voi


da Nelly Sachs Al di là della polvere                                


 
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