Mercoledì, 25 aprile

  • GLI OCCHIALI D’ORO

regia: Giuliano Montaldo

con Valeria Golino, Philippe Noiret, Rupert Everett, Stefania Sandrelli, Esmeralda Ruspoli, Roberto Herlitzka, Nicola Farron.

Fascismo e omosessualità. Il film descrive l’inizio della follia che condurrà il mondo all’orrore dell’olocausto. (anno: 1987 durata: 103’)

Trama: Ferrara, 1938. Le persecuzioni tedesche cominciano ad incutere timore nella popolazione ebraica della città, che è costretta a subire le prime vessazioni, come il professor Perugia (Roberto Herlitzka), a cui viene tolta la cattedra universitaria a Bologna. Anche in casa Lattes, nonostante il padre predichi fiducia, la vita si fa più difficile; soprattutto Davide (Rupert Everett) – alunno ed amico del prof. Perugia, e fidanzato con un'altra ragazza ebrea, Nora (Valeria Golino) – avverte l'ostilità dei tempi. Nelle sue andate a Bologna, Davide con i suoi amici incontra regolarmente sul treno il dottor Fadigati (Philippe Noiret), un omosessuale che nasconde la sua condizione e che diventa amico di tutta la combriccola grazie alle sue premure. Il dottore diventa in particolare amico di Eraldo (Nicola Farron), un pugile, con cui instaura, grazie anche a dei costosi regali, un rapporto molto intimo. I due trascorrono le vacanze assieme in un lussuoso hotel al mare, dove però la contemporanea presenza della Ferrara bene fa nascere forti pettegolezzi. L'atmosfera si inasprisce, finché una sera i due si scontrano: Eraldo colpisce il dottore e, in seguito, mette a soqquadro la loro camera, riprendendosi le sue cose. E' uno scandalo che Fadigati sconta amaramente. Solo Davide gli resta amico, anche perché si sente come lui: perseguitato e solo, visto che Nora, entrata nelle grazie di un gerarca, ha deciso di battezzarsi. Ma l'amicizia di Davide, peraltro osteggiata dalla sua famiglia, non basta e Fadigati si suicida gettandosi nel fiume. Se avete amato il libro amerete ancora di più questo sottovalutato film che racconta una storia triste ed assai comune in quegli anni dominati da una piccola borgesia (fascista fino al midollo), anni in cui l'omosessualità poteva essere solo segreta e l'omofobia era così diffusa che bastava a giustificare qualsiasi violenza.

E' la storia di un grande amore impossibile. Mirabile è l'ambientazione: sul palcoscenico di questa piccola città di provincia, i protagonisti si muovono come sospesi, come figure e figurine di un’età che sta per smarrirsi. Non ci sarà più l’ambulatorio di via Gorgadello, le pigre domeniche in bicicletta, gli occhiali d’oro del professionista stimato dall’alta borghesia del luogo, che brillano nell’oscurità della platea di uno dei quattro cinema cittadini; quegli stessi occhiali d’oro che «incorniciano il vago sorriso che gli spianava il volto». Gli occhiali d’oro rappresentano una diversità dapprima tollerata e poi sempre più invisa, fatta precipitare dalla scandalosa relazione fra Fadigati e il giovane, molle e spregiudicato, Deliliers. Sarà sempre meno tollerata anche l’appartenenza alla comunità ebraica dell’io narrante. I dialoghi serrati scoprono il volto borghese e conformista della piccola città di provincia, evidenziano il motivo dell’esclusione, dell’emarginazione, si avvolgono sui temi decadenti dell’omosessualità e dell’ebraismo affrontati da Bassani senza alcuna partecipazione ideologico-politica, ma con l'unica intenzione di definire una realtà storicamente ben precisa. L’appartenenza a mondi diversi emargina e ghettizza Fadigati e il narratore ai confini della società borghese, proscenio dell’imminente tragedia ove si incontreranno non solo i deuteragonisti, ma anche compassione e comprensione, sino al gesto di estremo dolore quale il suicidio del medico veneziano, un suicidio che la virile società del tempo non gli riconoscerà neppure: «Noto Professionista Ferrarese Annegato nelle acque del Po presso Pontelagoscuro»
L'interpretazione del protagonista è fatta più che di parole, di sguardi, di piccoli gesti che rivelano una profonda disperazione. Imperdibile.


LA PRIMA STESURA DELLA SCENEGGIATURA ERA DI NICOLA BADALUCCO, ENRICO MEDIOLI E VALERIO ZURLINI.
- PREMIO DAVID 1988 PER MIGLIORE MUSICISTA AD ENNIO MORRICONE.


 

 

                                                                                                         


 
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