Mercoledì, 18 aprile
MAROCCO
di Joseph Von Sternberg
con Marlene Dietrich e Gary Cooper
nazione: USA (1930)
durata: 91'


Un reggimento della Legione Straniera marcia verso Mogador per poter
finalmente gozzovigliare con le bevande e le donne. Contemporaneamente la
cantante Amy (Marlene Dietrich) arriva da Parigi per lavorare al cabaret "Lo
Tinto's ". Quella notte, l'intraprendente legionario Tom Brown (Gary Cooper)
mette in mostra tutte le proprie capacità seduttive e tra i due nasce una
storia d'amore che sembra aver sviluppi più seri. Ma all'indomani Tom è
impegnato in una missione piena di pericoli. Come si comporterà Amy davanti
alla prospettiva di perdere il suo nuovo amore? Il film divenne famoso per
il primo bacio lesbico della storia del cinema.

Nome: Joseph Von Sternberg
Data e luogo di nascita: 29 Maggio 1894, Vienna, Austria)
Data e luogo di morte: 22 Dicembre 1969, Hollywood, California, USA.
Dopo un breve periodo di attività teatrale, si recò negli Stati Uniti e
lavorò a Hollywood scrivendo soggetti, in attesa di passare alla regia. Ciò
avvenne nel 1924, con Salvation Hunters, un film fatto con scarsi mezzi, ma
che valse a dimostrare le sue qualità. Ma il primo successo venne solo nel
1927 con Le notti di Chicago, tratto da un soggetto preparato per lo schermo
da uno scrittore americano piuttosto vivo: Ben Hecht. Sternberg mise in
rilievo certe sue prerogative e simpatie verso una umanità corrotta,
decadente, verso una atmosfera sgretolata. All'avvento del sonoro, si recò
in Germania e con lui vi tornò Emil Jannings: insieme volevano realizzarvi
il primo film parlato. Per la principale parte femminile, il regista scelse
una giovane, bellissima attrice quasi sconosciuta, Marlene Dietrich.
Nell'ultimo film muto di Sternberg (Crepuscolo di gloria), Jannings
sosteneva il ruolo di un ufficiale russo finito in miseria. Nel nuovo film,
L'angelo azzurro (1929), fu un professore di scuola che si rovina per una
donna da poco. L'ambiente - una cittadina portuale, buia e misera,
trasudante ipocrisia, ricordava un altro recente film di Sternberg, I
dannati dell'oceano, la cui vicenda si svolgeva in ambienti squallidi,
affumicati, miseri, dove vive una povera umanità. L'Angelo azzurro è a buon
diritto considerato il capolavoro di Sternberg poiché in esso lo stile
giunge a una maturazione assoluta. Il clima che egli vuole esprimere è così
perfetto, che la vicenda può esser seguita in tutte le sue svolte anche da
chi ignora il tedesco. Marlene Dietrich venne letteralmente « inventata »,
come attrice: fu tutt'uno col personaggio di Lola-Lola e per molti anni
porterà nella sua scia il ricordo di questa donna da caffè chantant, che
esibisce con voluta provocazione le sue bellissime gambe e irretisce i
clienti senza rimorsi, con l'incoscienza di una bestiolina. Nell'opera
successiva di Sternberg troviamo un progressivo prevalere di quell'atmosfera
particolare. Ciò che lentamente esce dai contenuti si accumula nella forma.
La fotografia diventa sempre più carica, piena di immagini luminose,
sovrabbondanti. In ambienti soffocati, dove l'aria sembra nebbia, Marlene
Dietrich continua a muoversi con i gesti della «vamp» de L'Angelo azzurro,
ma in un crescendo di sofisticazione e di astrattezza. Ciò nondimeno,
ritroviamo sempre in ogni film l'equilibrio e il gusto inconfondibili di un
artista che insegue ogni volta un ideale poetico legato al formarsi del suo
stile. Ancora molti anni dopo, nel 1941, in I misteri di Shanghai, S. saprà
ricreare la magica surrealtà dell'Angelo azzurro in una Cina carica di
esotismo fino all'assurdo, come già aveva fatto in Shanghai Express. Altri
film: Marocco, 1930; Disonorata, 1931; Una tragedia americana, 1932;
L'imperatrice Caterina, 1934; Capriccio spagnolo, 1935; Ho ucciso; Il
sergente Madden, 1939; L'avventuriero di Macao, 1952; La saga di Anathahan,
1957.

 

                                                                                                         


 
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