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Il parere
G8 a La Maddalena : e l’ecologia?
di Vincenzo A. Romano
Ventidue anni sono trascorsi dal primo G8 (nel 1975 Valéry Giscard d'Estaing riunì 6 “governanti”, per la prima volta a Rambouillet in Francia con lo scopo di affrontare la grande crisi petrolifera), ma non sono stati sufficienti ad insegnare agli Stati occidentali, perché di questo si tratta, che ai fini pratici altro non si tratta che di accodarsi, per i governi minori, alle politiche di due o tre potenze –ora c’è anche la Russia- per lo sfruttamento intensivo degli ultimi fattori e fonti energetici -a scapito dei barbari produttori- per gli eredi della Quadrilateral americana e la Trilateral europea che fino al 1972 circa, riduceva il governo del mondo nelle mani di pochi rappresentanti che vedevano sempre e fra gli altri i Giscard d’Estaing, i Rotschild e gli Agnelli a rappresentare gli interessi –già in via di globalizzazione- del nord europeo ed americano.
“Durante i summit, i rappresentanti dei paesi membri discutono di importanti questioni di politica internazionale per definire i futuri assetti del mondo” è la secca sintesi di un qualunque dizionario e non si discosta dalla realtà.
Il fatto negativo, dal punto di vista geopolitico e dal nostro modo di pensare, è che i futuri assetti del mondo discussi in questi incontri mai coincidono con gli “interessi del Mondo” specialmente quello sottosviluppato, quello che si va desertificando, quello che sta soccombendo sotto le emissioni di anidride carbonica che è prodotta in quantità somma proprio da quegli USA che, affamati di petrolio, esportano guerra globale per procurarselo, ma ostinatamente si rifiutano di subire controlli od aderire a protocolli (vedi Kyoto) che in qualche modo frenino la corsa all’autodistruzione.
Cina ed India altri immensi inquinatori non vi partecipano (l’India è sede delle più grandi delocalizzazioni delle multinazionali il cui tasso d’ inquinamento non è più sopportabile dalle legislazioni dei paesi civili) mentre chi senza colpa subisce lo sfruttamento (Africa e sud America) ha al massimo il diritto a fare –come recentemente il Parlamento panafricano- delle inascoltate dichiarazioni di principio.
Non si capisce, in questo quadro, l’entusiasmo italiano ad ospitare un altro G8 dopo la ferale esperienza del 2001 e proprio in un’isola come La Maddalena.
Già a Rostock non si è concluso niente di buono in quanto ad ecosistemi da salvaguardare, fumi da diminuire emissioni da tagliare drasticamente.
Si è mercanteggiato fra USA e Russia gas naturale e petrolio (che interessano sommamente anche l’Europa), materia energetica contro missili. Benessere mondiale: niente.
Non capiamo perché l’Italia di Prodi e la Sardegna di Soru -l’ecologista- con l’entusiasmo del sindaco Comiti a La Maddalena sbavino per questo summit isolano che non porterà che danno irreversibile all’arcipelago.
Innanzitutto perché occorreranno almeno diciotto o venti mesi per la preparazione dell’accoglienza (trasformazione di caserme od altro in alberghi a n stelle) alla faccia del turismo perché l’Isola diventerà un immenso cantiere inquinante ora che si stava per liberare della base atomica.
Le ricadute non verranno né in Sardegna né a La Maddalena se non per briciole residuali perché non esistono agenzie sarde in grado di coordinare e realizzare lavori di tal mole.
L’arcipelago diventerà –per tutta la durata dei lavori del G8- una sorta di enorme Guantanamo il cui perimetro –chiusi i cittadini nelle case- sarà percorso da motoscafi, corvette, navi spia ed antijamming con postazioni di missili mitragliere e quant’altro la fobia della sicurezza saprà dare stura ai malati cervelli delle forze di protezione.
Il presidente americano si porterà i suoi elicotteri da guerra, l’aviazione Italiana schiererà assieme alla Marina la Garibaldi con i suoi inquinanti Harrier a decollo verticale e tutto sarà un mondo paranoico e blindato per la tranquillità di 8 ripeto 8 personaggi protetti da cinquemila uomini.
I danni ecologici in una riserva naturale non sapremo calcolarli, ma già sappiamo che saranno enormi.
Ci ripensi sindaco Comiti ed anche voi Soru e Prodi, ma forse allora non ci sarete.
fonte: http://esserecomunisti.wordpress.com/
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