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Claudio Lolli in concerto a Cagliari per l'anniversario della fondazione del Partito Comunista d'Italia 21 gennaio 1921 - 21 gennaio 2008

 

di  Elena Pau
 Claudio Lolli in concerto in compagnia di Paolo Capodacqua, chitarrista che è diventato la vera e fedele spalla su cui si appoggia il cantato profondo dell’autore. Chitarra e voce come nei filò, come nelle serate tra amici a rincorrere le melodie della vita, come nei festival di musica popolare, come nelle esibizioni dove le parole sono il fulcro dello spettacolo. Chissà perché, ma forse non è difficile immaginarlo, a certi musicisti vengono affibbiati stereotipi che poi li accompagnano per gran parte della carriera.Claudio Lolli dovrebbe essere il cantautore delle atmosfere malinconiche e schive. Basta ascoltare la sua lunga produzione discografica per capire che questa definizione è assolutamente limitativa delle varie sfaccettature nel talento artistico di questo bolognese, nato giusto a metà dello scorso secolo. Oltre a temi strettamente politici, frutto del fatto di aver vissuto anni in cui l’azione politica era al culmine, Lolli è maestro nel raccontare lo scontro generazionale e nel trattare come un perfetto “burattinaio di parole” temi sempre di attualità come l’amicizia, l’ecologia, la vita e la morte.L’elemento veramente comune in tutto il suo percorso artistico è l’aspetto poetico, il saper maneggiare con facilità una materia pericolosa carica di banalità in potenza, ma che egli sa tradurre in splendidi affreschi sulla società e sulla realtà che lo, e ci, circonda.
Per inquadrare la figura di Lolli sarebbe troppo facile elencare i titoli dei suoi dischi, tra cui il successo “Ho visto anche degli zingari felici”, e le numerose collaborazioni, ben più impegnativo cercare di arrivare al profondo della sua complessa personalità e sensibilità. Lolli rappresenta un ponte tra le generazioni, ai suoi concerti si vedono sia persone adulte che hanno seguito dagli inizi la sua carriera e che si sentono a lui più vicine perché molte speranze degli anni di lotta, politica e non, sono state disilluse dall’evolversi di una società senza nessuna coordinata certa, sia non sono assenti quelli che chiamiamo giovani, attratti dal valore letterario, ma soprattutto dal riconoscersi nella descrizione di questa società che non sentono propria e che sembra assolutamente priva di valori.
Negli ultimi anni Claudio Lolli è tornato a produrre con prolificità e l’assiduità di un tempo, come se il nuovo secolo, nuovo nella numerazione ma non nei problemi e le tematiche, avesse dato una sferzata all’ispirazione e alla voglia di mettersi in gioco. Perché è questo il mestiere del cantautore, dare del proprio, anche sfruttando percorsi biografici, nel processo creativo per stimolare nell’ascoltare una visione nuova e più concreta dell’essere e del reale. per raggiungere questo servono anche momenti di stacco, di giusta riflessione e assenza dalle scene.

vedi foto


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