E-polis: importante l'impegno dei sindacati
di Ottavio Olita

Mesi di durissima lotta contro l’arroganza degli editori - che in buona sostanza vogliono svuotare di funzione e contenuti il Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico - hanno talvolta ingenerato in qualche settore della categoria il dubbio che la Fnsi stesse sbagliando metodi e finalità della vertenza. Da una settimana, da martedì 17 luglio, da quando nelle edicole e in libera distribuzione non si trovano più i giornali della editrice “e-polis”, anche  i più scettici tra i dubbiosi dovranno cominciare a ricredersi. Cos’è successo? Seregni, lo stampatore dei quotidiani del gruppo editoriale che fa capo a Nicola Grauso, vantando un credito di 21 milioni di euro, ha deciso di sospendere la pubblicazione delle 15 edizioni che vengono distribuite in sette regioni italiane: Sardegna, Lombardia, Veneto, Emilia, Toscana, Lazio, Campania. Per 133 giornalisti il futuro si è fatto immediatamente drammatico, mentre in tutti gli altri giornali le redazioni si svuotano a causa delle ferie estive. Un segnale d’allarme era stato lanciato sabato 14 luglio dall’assostampa  del Veneto. Il giorno successivo, domenica 15, era stato il direttore giornalistico ad intervenire per fornire garanzie ed assicurare che le preoccupazioni del sindacato derivavano da voci false e prive di fondamento. Soltanto 24 ore più tardi veniva bloccata la stampa di quel giornale e degli altri 14 del gruppo.
 In questa gravissima situazione d’emergenza la Fnsi si è immediatamente attivata. Mentre il presidente Franco Siddi ha attivato un canale diretto di consultazione con Riccardo Franco Levi, il consulente del Presidente del Consiglio sui problemi dell’informazione, i presidenti delle associazioni di stampa direttamente interessate hanno deciso di incontrarsi il 23 luglio a Cagliari per affrontare una crisi senza precedenti, che coinvolge contemporaneamente i sindacati territoriali di ben sette regioni. Lo stesso giorno il Ministro delle Comunicazioni, Gentiloni, a Cagliari per un convegno sui primi quattro mesi dell’attivazione del digitale terrestre in Sardegna e Val d’Aosta, è stato investito del problema dallo stesso Franco Siddi e da Francesco Birocchi, presidente dell’Associazione della Stampa Sarda. Nel pomeriggio Fnsi e Associazioni di Stampa hanno individuato la strada per tentare di risolvere la crisi: richiedere lo “Stato di Crisi” dell’azienda come previsto dall’allegato D del Cnlg. Nella stessa serata, nel corso dell’assemblea che si è tenuta nella sede de “il Sardegna”, è emersa la grande preoccupazione dei dipendenti perché non c’è alcuna certezza che verrà pagato lo stipendio di Luglio. Non solo. Per 23 giornalisti con contratti annuali, con  scadenze entro agosto, c’è il forte dubbio sulla volontà dell’editore di rinnovarli. Infine, nell’incontro avuto con Siddi, Birocchi e il Cdr de “il Sardegna”, l’editore Grauso ha precisato che il vero ammontare del debito con lo stampatore - se i giornali vengono di nuovo stampati e distribuiti - può essere considerato di 7 milioni di euro, non di 21.  A livello regionale, infine, gli organismi sindacali sardi non possono ancora aprire un tavolo con la Giunta Sarda perché il nuovo assessore del lavoro, Romina Congera, appena nominata, non ha ancora giurato e quindi, di fatto, non ha ancora assunto l’incarico.
 Una situazione di grande preoccupazione, dunque, e forse nel periodo peggiore dell’anno. In questo dramma l’unico presidio di solidarietà, compatta e totale, è del sindacato. Ancora una volta sono i fatti che dimostrano quale indispensabile e insostituibile funzione svolge la Fnsi con la sua articolazione territoriale. Funzione che acquista una valore assolutamente unico nella sfibrante vertenza condotta dalla Fieg con la determinazione di indebolire se non di cancellare il sindacato unico dei giornalisti italiani.

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