Rete europea per l’emersione del lavoro Irregolare

Secondo Workshop Interregionale

 

“Lavoro irregolare e servizi per l’impiego: scenari ed esperienze a confronto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ottobre 2006

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

INDICE

 

 

Premessa. 2

Obiettivi 2

Destinatari 2

Metodologia adottata. 2

Risultati qualitativi attesi 4

Risultati attesi quantitativo. 4

 

 


 

Premessa

 

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha affidato a Italia Lavoro un progetto denominato Rete Europea per l’emersione del lavoro non regolare; uno degli obiettivi è quello di consolidare la costruzione della Rete Nazionale, avviata col Progetto IES nel corso del 2004 e favorire l’incontro tra operatori e soggetti locali anche con l’ausilio di esperti europei. In questo contesto è  prevista la  realizzazione di tre  seminari regionali di studio sul tema del lavoro non regolare rivolti agli operatori ed ai dirigenti dei servizi per il lavoro

 

Obiettivi

 

I seminari avranno  la funzione di  avviare,  tra i partecipanti, un confronto ed uno scambio di esperienze per  condividere  strumenti  e  metodologie per  la  ricerca,  l’analisi  e  la  programmazione  di  azioni  di  prevenzione  rispetto  al  fenomeno  del  lavoro non regolare.

 

L’obiettivo è quello di stimolare nei partecipanti, tutti esperti,  un confronto per la  definizione  di  linee  guida  utili alla costruzione d’interventi  sperimentali  nei  contesti  locali.

 

Destinatari

 

Il seminario si rivolgerà ai dirigenti e agli operatori dei CPI delle Regioni del Sud.

Per ogni Regione e Provincia, relativamente all’attività dei gruppi di lavoro è prevista la partecipazione di esperti.

 

Metodologia adottata

 

Il secondo seminario si terrà Sorrento presso l’Hilton Sorrento Palace il 15, 16 e 17 Novembre 2006  e l’organizzazione dei lavori si articolerà attraverso due modalità operative:

 

  1. Sessione Plenaria  introduttiva ai temi oggetto di discussione;
  2. Gruppi di lavoro dedicati all’approfondimento sulle fenomenologie locali del lavoro irregolare,  su esperienze, buone prassi e possibili azioni di prevenzione da parte dei Servizi per il lavoro. 

 

I gruppi saranno chiamati a discutere sulla base delle relazioni introduttive e delle buone prassi presentate nella sessione Plenaria. Lo scopo  dei gruppi di lavoro  è  quello di coinvolgere i  partecipanti, attraverso la mediazione di un facilitatore,   nella individuazione di possibili e sostenibili linee d’azione e strategie d’intervento, valorizzando le loro competenze e la loro  esperienze sul campo.

 

Nel rispetto dei  temi proposti il facilitatore avrà il compito di mediare i diversi contributi dei partecipanti al fine di predisporre delle griglie interpretative, un cronogramma dei lavori e dei tempi, e un rapporto di sintesi che verranno esposti nella giornata conclusiva.

 

I gruppi di lavoro si concluderanno con la presentazione delle linee guida elaborate in una conclusiva sessione plenaria il terzo giorno.

 

 

Organizzazione dei seminari

 

A) La sessione Plenaria Introduttiva  (Primo giorno) 

 

La sessione plenaria introduttiva – prevista per il primo giorno -  avrà il compito di introdurre il tema del lavoro irregolare fornendo contributi fenomenologici e buone prassi. La partecipazione alla sessione plenaria sarà aperta ad un pubblico più ampio e  grazie alla presentazione di relazioni da parte di esperti europei, avrà anche l’ obbiettivo di collocare il contesto italiano nel più generale scenario europeo.

 

Sempre nella Sessione plenaria è prevista la presentazione di buone prassi realizzate in ambito locale che saranno presentate da coloro che le hanno sviluppate.

 

Gli argomenti  oggetto della sessione plenaria introduttiva  riguarderanno:

 

Ø      illustrazione del Progetto “Rete europea per l’emersione del lavoro non regolare”;

Ø      Analisi del contesto europeo e delle politiche per l’emersione promosse dalla Unione Europea nell’ambito della SEO;

Ø      Presentazione dello scenario italiano riguardo al tema del lavoro irregolare attraverso il Volume “ Irregolari al Lavoro” curato dal Ministero ;

Ø      La presentazione di buone prassi sviluppate in sede regionale e provinciale anche nell’ ambito del Progetto SPINN – Azioni di sistema sul lavoro Irregolare

 

L’obiettivo è quello di fornire ai gruppi di lavoro spunti di riflessione, soluzioni ed  esperienze utili ad indirizzare la discussione sugli aspetti concreti ed operativi e su soluzioni innovative.

 

B) I Gruppi di Lavoro (primo, secondo e terzo giorno) 

 

I gruppi di lavoro saranno coordinati ciascuno da un facilitatore professionista che agirà da “organizzatore dell’intelligenza collettiva”. Il facilitatore condurrà le sessioni di lavoro mantenendo sempre un atteggiamento di neutralità rispetto ai punti di vista espressi, ponendo una serie d’input o domande-chiave al gruppo, garantendo che la discussione sia sempre finalizzata a un risultato e che il lavoro sia svolto con il contributo di tutti i partecipanti.

 

Il seminario avrà quindi un taglio tecnico e molto partecipativo, basato sull’analisi delle situazioni reali in tema di prevenzione del lavoro irregolare. Ogni sessione di lavoro darà luogo ad un vero e proprio ‘prodotto’ (diagramma, mappa, schema, matrice ecc.) immediatamente disponibile e visibile sugli speciali supporti usati per la visualizzazione.

 

L’adozione di metodi di lavoro e di progettazione di tipo partecipativo si sta sempre più diffondendo a livello europeo. Metodi quali GOPP (Goal Oriented Project Planning), PCM (Project Cycle Management), EASW (European Awareness Scenario Workshop), Top (Technology of Participation) sono utilizzati sia nelle fasi di progettazione e gestione di progetti di partenariato (Equal, Interreg ecc.) sia nei gruppi di lavoro o negli eventi tematici organizzati dalle diverse Direzioni Generali della Commissione europea. Nel settore dei fondi strutturali, la Direzione Generale “Occupazione” ha dato vita a un gruppo di lavoro destinato a valutare se e in quale misura l’approccio del Project Cycle Management possa costituire un punto di riferimento per la nuova programmazione 2007-2013.

 

Nel corso della prima mezza giornata d’attività, i tre gruppi di lavoro affronteranno tematiche comuni ossia:

 

  1. Analisi del bacino di utenza dei centri per la definizione di target cosiddetti a rischio, mettendo a fuoco le metodologie per l’individuazione di interventi personalizzati;
  2. Individuazione delle possibili linee d’intervento verso i target individuati (a rischio) attraverso la  promozione di politiche attive personalizzate e servizi che favoriscano l’emersione dal lavoro irregolare  o riducano il rischio di irregolarità;
  3. Individuazione di possibili strategie di informazione e comunicazione  per sensibilizzare i soggetti del territorio, i giovani e l’opinione pubblica in generale.

 

Nello specifico i tre gruppi saranno chiamati nel pomeriggio anche a  rispondere ad alcune domande specifiche tese a focalizzare l’attenzione e la riflessione su ambiti di intervento più specifici emerse nel corso della mattinata. Ad esempio; 

 

  1. Quali azioni di prevenzione possono essere messe in campo verso lavoratori a rischio  del lavoro irregolare beneficiari di indennità, forme di sussidio o ammortizzatori sociali?  La domanda intende focalizzare la discussione su uno specifico segmento del lavoro irregolare (in alcuni contesti assai diffuso)   e le risposte potrebbero essere diverse anche in relazione   alle  criticità  occupazionali  delle  singole  realtà;

 

  1. Quali azioni di prevenzione sono possibili verso disoccupati che non beneficiano di alcun tipo di indennità sussidio o ammortizzatori sociali? Il questito in questo caso tende a far emergere tutte  le  possibili  iniziative che  nell’ambito  delle  attività  di servizio  i   centri  per l’impiego possono ordinariamente mettere in campo, dall’accoglienza all’orientamento, a servizi personalizzati  di    sostegno.

 

In tutti  i  gruppi  di  lavoro  si  dovrà  affrontare  il  tema degli  strumenti  di  politica  attiva  del  lavoro  e  di  formazione  che  possono  prevenire  il  fenomeno  del  sommerso  e  avviare  percorsi  per  l’inserimento  lavorativo  nelle  forme  previste  dalla  legislazione.

 

Risultati qualitativi attesi

 

Il risultato atteso è quello di raccogliere una serie di spunti e d’idee per la sperimentazione di nuove strategie di prevenzione e parallelamente di stimolare la creazione di reti di scambio  tra i partecipanti e di partenariato con i diversi  attori  che a vario titolo, si occupano di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro in ambito locale, stimolando la concreta attivazione di sinergie  che possono aiutare i lavoratori a prevenire il rischio di irregolarità.  

 

Risultati quantitativi attesi

 

Elaborazione di report sintetici che offrono lo spunto per la preparazione delle linee guida future per intraprendere azioni positive in materia di emersione del lavoro irregolare.

Al termine del workshop è prevista la somministrazione di un questionario anonimo per rilevare la soddisfazione dei partecipanti rispetto ad organizzazione e contenuti