"Preoccupazione per il futuro di E Polis".
Pagliarini (Pdci): "Solidarietà ai giornalisti di E Polis"

''Da tre giorni il free press 'E-polis' non esce per effetto di una protesta dello stampatore nei confronti dell'azienda editoriale. Voglio esprimere la mia piu' totale solidarieta' ai giornalisti delle quindici testate del gruppo, prime vittime di questa amara vicenda''. E' quanto afferma in una nota il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Gianni Pagliarini (Pdci).
Pagliarini auspica che ''le parti possano trovare al piu' presto un accordo a tutela dei posti di lavoro e anche dell'originalita' di un progetto editoriale unico nel suo genere. 'E-Polis' -conclude - fornisce infatti gratuitamente ai suoi lettori un prodotto di qualita', che va difeso tanto piu' che arricchisce l'offerta editoriale a disposizione dei cittadini''. (Adnkronos)

19/07/07 ''Per la terza mattina consecutiva, come tutti i lettori, non abbiamo trovato in edicola o nei distributori della free press il quotidiano E Polis. Sapendo che e' in corso una difficile trattativa sulla ricapitalizzazione della societa' sfociata nel blocco delle rotative, esprimiamo la nostra preoccupazione per il futuro di quello che riteniamo uno dei piu' interessanti esperimenti editoriali degli ultimi anni''.

 

E polis è un problema di molti


di Pietro Folena *

La vicenda che coinvolge E Polis è un problema  che tocca molti. I giornalisti, in primo luogo,  che hanno bisogno di certezze circa il futuro
della testata. Ma anche il pubblico dei lettori, che si è trovato privato di uno strumento informativo prezioso, che ha costituito e sono sicuro costituirà ancora, una novità importante nel campo editoriale, con nuovi stili e linguaggi e con una originalità anche nella distribuzione del giornale. Fattori che, insieme, fanno di E Polis un unicum da salvaguardare.
Non entro nel merito della vicenda su queste pagine. Lo farò nelle sedi opportune. Ma qui mi preme sottolineare due aspetti: quello dell’interesse pubblico al pluralismo informativo e quello, conseguente, del dovere delle istituzioni a intervenire affinché questo pluralismo non venga ridotto dalla chiusura di un giornale.
Per questo ho sollecitato il Governo a farsi carico di una mediazione tra  l’editore e lo stampatore, al fine di rendere possibile l’uscita del giornale. E anche su queste pagine torno a chiedere un intervento diretto. Non solo il Governo, ma anche la stessa Commissione Cultura ha un dovere nei confronti del pluralismo, come pure dei giornalisti. Da qui l’iniziativa, a livello istituzionale, che stiamo prendendo per dare una risposta immediata, ma anche per studiare una soluzione di lungo periodo. È necessario uscire dallo stallo attuale, ma è altrettanto importante dare certezze. Ho una certa esperienza di crisi editoriali – mi riferisco a quella
dell’Unità che portò alla chiusura temporanea del giornale e poi al suo rilancio in grande stile – esperienza che mi induce a un cauto ottimismo.
Quali che siano le scelte, la politica ha il ruolo di favorire quelle soluzioni che possano far continuare E Polis a essere la realtà che oggi è e anzi a
crescere. Ogni volta che un giornale chiude, muore un pezzo di libertà. Siccome la libertà è un bene prezioso, tanto più in un Paese come il nostro in cui il pluralismo informativo non gode della migliore salute, ogni sforzo deve essere indirizzato a salvaguardare la libertà che c’è.
Ai lettori di E Polis vorrei dire di continuare a sostenere il giornale leggendolo su Internet e diffondendo la voce tra coloro che conoscono perché vadano sul sito a scaricarlo. Anche l’Unità visse una fase di questo genere e quell’esperienza fu preziosa per la rinascita del giornale cartaceo. Credo lo sarà anche per E-Polis.
* (Pietro Folena, presidente della commissione Cultura della Camera)
da Aprile Online


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