postato da Redazione
27 ottobre 2005
A proposito di primarie…
di Claudio Giorgi *
Ora che le primarie sono alle nostre spalle e che il dibattito politico si è giustamente orientato verso le scadenze elettorali di primavera 2006, anche i Comunisti Italiani vogliono alimentare questo dibattito così da offrire utili spunti di analisi che, assunto come elemento prioritario l’unità del centrosinistra, indispensabile per infliggere al centrodestra una più severa sconfitta, traguardano, appunto, non solo le elezioni politiche nazionali ma anche quelle dove, in Sardegna, si voterà per eleggere i Sindaci e rinnovare i Consigli Comunali. Un dibattito per “includere” e non “ad escludendum”. Questo lo vogliamo dire perché qualche partito, in Sardegna, all’indomani delle primarie, ha ritenuto normale poter festeggiare l’evento fra pochi pur a fronte di un risultato che era stato ed è di tanti e di più. Una scelta pertanto infelice e che, a nostro giudizio, una coalizione di governo non dovrebbe mai fare e che i Comunisti Italiani, per questo, hanno subito stigmatizzato.
Tutte le forze politiche del centrosinistra, insieme a Romano Prodi, escono dunque rafforzate dalle primarie. Ma anche caricate di una forte responsabilità: lavorare per un programma in grado di rappresentare tutto quel popolo che, in massa, si è riversato nei seggi quel 16 Ottobre. Per interpretarne esigenze e corrisponderne speranze, covate con rabbia in questi lunghi e tormentati cinque anni. Questa ha da essere, per i Comunisti Italiani, la prima risposta all’arroganza – oggi anche un po’ disperata – del centrodestra che, consapevole di essere in odore di sconfitta, oggi reagisce rabbiosamente ed a tappe forzate menando colpi un po’ da tutte le parti: finanziaria, legge elettorale, Costituzione, Università, ex Cirielli, televisione. E chissà cos’altro attende ancora il Paese!
Da subito dobbiamo iniziare a lavorare ad un programma di coalizione capace di vincere le sfide elettorali del 2006, a cominciare da quella più importante: le elezioni politiche.
Occorre un programma che sia di legislatura. Che quindi sappia tenere unita la coalizione, facendo opera di sintesi, il più possibile condivisa. Un programma che sia innanzitutto credibile ed inoltre rispettoso delle varie sensibilità, ideali e programmatiche, presenti all’interno della coalizione. Rifuggendo dal bilancino da utilizzare per la conta dei voti ottenuti da questo o quel candidato alle primarie. Lo ripetiamo: le primarie sono alle nostre spalle, oggi è tempo di programmi
Il requisito della credibilità potrà costituire l’elemento più innovativo ed alternativo rispetto ai programmi fin qui proposti agli italiani dal centrodestra. Gli italiani sono infatti stanchi – e molto arrabbiati – per programmi di governo faraonici ma mendaci, luccicanti ma irrealizzabili, per questo mai realizzati dal centrodestra. Gli italiani vogliono altro. E qui sta il punto.
I Comunisti Italiani, come tutti sanno, non hanno partecipato alle primarie con un proprio candidato avendo votato e fatto votare Romano Prodi come leader della coalizione.
I Comunisti Italiani hanno infatti preferito far conoscere alla cittadinanza le idee e le proposte (alcune) che dovranno essere inserite nel programma dell’UNIONE. Su tutte, l’abrogazione della legge Moratti, della legge 30 (mercato del lavoro) e l’istituzione di una nuova “scala mobile” a tutela di salari, stipendi e pensioni.
Ebbene. Attorno a questo pacchetto di proposte, nella sola giornata di domenica 16 ottobre (giorno delle primarie), nei banchetti allestiti fuori dai seggi, a Cagliari, i Comunisti Italiani hanno raccolto ben 4609 firme a fronte di 14.000 votanti. Un successo clamoroso!
Cosa suggeriscono quelle 4.600 firme ai Comunisti Italiani è fin troppo logico per dover essere anche commentato. Si tratta, ora, di capire cosa potranno suggerire ad una coalizione di centrosinistra che si candida per vincere le elezioni e governare il Paese. Più precisamente cosa potranno suggerire, quelle stesse firme, alle forze della sinistra dentro l’Unione.
I Comunisti Italiani ritengono che queste proposte potranno trovare maggior forza e maggiori possibilità di essere inserite nel programma del centrosinistra se innanzitutto la sinistra, politica e sociale, saprà presentarsi unita evitando di baloccarsi su quanti punti percentuali (in verità molto pochi) ha ottenuto questo e quel candidato. Nelle primarie si sceglieva il candidato e non il programma, e non si stabiliva una classifica.
Perciò occorre uno sforzo comune col quale trovare le ragioni per mettersi intorno ad un tavolo e ricercare, con tutte le forze politiche, nazionali e locali, che compongono la sinistra o che ad essa sono vicine, insieme alle associazioni, movimenti, ecc, le proposte condivise più efficaci in risposta ai grandi e in alcuni casi drammatici problemi che attanagliano la Sardegna: il lavoro, le servitù militari, l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, la casa, i trasporti. Un lavoro unitario della sinistra che riteniamo possa cominciare aggredendo i problemi della Città di Cagliari in preparazione delle prossime elezioni comunali e suggellando questo importante passo politico con la costruzione di una lista di sinistra all’interno del centrosinistra di Prodi. E’ davvero così difficile ascoltare ed attuare ciò che gli elettori ci chiedono da tanto tempo?
Iniziare questo percorso – i Comunisti Italiani ne sono convinti – consentirà di prendere atto di ciò che, a sinistra, ci si ostina a non vedere e cioè che ci sono molte più cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci potrebbero dividere.
Dobbiamo fare questo sforzo! Lo dobbiamo a tutte quelle cittadine e a tutti quei cittadini, a quel popolo, cui facciamo riferimento e dal quale riceviamo tutti i giorni l’invito all’UNITA’. Per questo non è fuori luogo affermare che compiere questo importante passo politico risulterà utile non tanto e non solo alla sinistra, ma innanzitutto al Paese. A cominciare dalla Città di Cagliari.
* Segretario regionale del PdCI - Sardegna